Menu
RSS

facebooktwitteryoutubehuntingbook

Cacciando.com

Cacciando.com

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Federcaccia Lombardia risponde alla Lac sull’argomento catture dei richiami vivi

federcaccia

Come da copione le più svariate sigle animal-ambientaliste hanno annunciato il ricorso al TAR contro la delibera che autorizza la cattura dei richiami vivi.

La presidente della Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC) della Lombardia parla di pratica abolita nel 2015 dalla Legge Nazionale, di pratica “brutale” e taccia i cacciatori di somministrazione di ormoni e di costrizione dei richiami al buio.

Tali dichiarazioni sono inaccettabili, anche perché offendono un’intera categoria e ne danno un’immagine faziosa e distorta.

Nel 2015 la legge nazionale non ha abolito le catture con le reti, ma ha chiarito che tale pratica deve essere ricondotta nella procedura di deroga prevista dalla Direttiva Uccelli, seguendo un procedimento ben preciso demandato alla Regioni che è stato rispettato, e che consente anche di disattendere i pareri di ISPRA.

Quindi nessuna violazione e nessuna forzatura, e nessuna “brutalità”: anzi nel merito si dovrebbe precisare che le reti utilizzate sono più selettive di quelle utilizzate dagli animalisti nei loro impianti di ricerca e che gli operatori addetti liberano immediatamente le specie non oggetto di cattura che dovessero rimanere intrappolate. Ci si chiede come mai se le reti le usano gli animalisti sono consentite, mentre se usate dai roccolatori sono “pratica brutale”.

Gli esemplari da catturare sono molto pochi, ma tanto aiuta almeno per tenere viva un’attività rurale che meriterebbe di essere patrimonio dell’UNESCO, al pari della falconeria che già lo è.

E i cacciatori non usano né somministrano ormoni ai richiami per forzarne l’estro, né tengono i richiami segregati per mesi al buio. Le moderne tecniche si basano sulle ore di luce che gli uccelli troverebbero in natura nel periodo degli accoppiamenti. I richiami non sono oggetto di maltrattamento alcuno.

Avv. Lorenzo Bertacchi
Presidente Regionale di Federcaccia Lombardia

Veneto: Arci Caccia commenta l'assoluzione di un cacciatore che sparava da una barca saldamente ancorata

arcicaccia logo co1

Ottime notizie per i cacciatori di acquatici, la suprema corte di Cassazione ha annullato la sentenza con cui un cacciatore di Mira (VE) era stato condannato in seguito ad una sanzione per essere stato trovato a cacciare da una barca anche se ancorata.

Questo il commento del Presidente Nazionale Fassini, anch’egli cacciatore di acquatici della zona di Venezia: La Cassazione conferma quella che è sempre stata una nostra battaglia e una nostra ferma presa di posizione e cioè che sparare da un natante saldamente ancorato non è reato. Questa sentenza finalmente fa molta chiarezza per il mezzo milione di cacciatori che esercitano la loro passione in Italia.

Alleghiamo la versione integrale dell’articolo:

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2019/08/09/news/sparava-alle-anatre-da-una-barca-ancorata-cacciatore-assolto-1.37333236

 

Sicilia: Arci Caccia scrive una lettera aperta ai cacciatori e alle altre associazioni

Le Istituzioni snobbano i temi della ruralità e così anche l’attività faunistico venatoria

Alla maggior parte dei nostri Amministratori, dei politici non interessano i temi della ruralità e neppure tramandarne le migliori tradizioni e, tra queste, anche la caccia.
Appaiono disinteressati anche alle problematiche dei proprietari di un piccolo appezzamento di terreno che continuano a coltivare, veri e propri “orti della salute” senza interessi commerciali e speculativi e sono piccoli, ma significativi, contributi alla qualità della vita.
Secondo loro non portano voti…parliamo di quelli che – secondo loro – sono insufficienti a garantire la poltrona.
Il nostro appello è a quanti con onestà intellettuale, vogliono reagire. Occorre un movimento organizzato, anche strutturato per costruire un’alleanza a difesa delle attività rurali.
In questo momento la Sicilia non ha ancora il calendario venatorio, parvità di materia per lor signori in Consiglio Regionale. Non sappiamo quando si andrà a caccia e a quali specie.
È un problema di gestione della biodiversità che è un “bene comune” non solo – e già non sarebbe poco – anche se per taluni politici è roba da cacciatori…una miseria.
Speravamo che il TAR di Palermo uscisse con una sentenza che aggiustasse un po’ il calendario venatorio, ma a mesi dal giorno dell’udienza del 17 Maggio 2019 ed ancora non esce il dispositivo finale.
E’ solo questione dei tempi della giustizia italiana? Saperlo! Saperlo!
Si aspetta che l’Assessorato faccia i censimenti sul coniglio per aprirne la caccia. Di chi è la responsabilità? L’Assessore non è riuscito ad “imporsi” per poter iniziare i censimenti nel periodo giusto dalla fine di gennaio. Finalmente, da poche ore, ha dato l’incarico ai tecnici faunistici di cominciare a fare i corsi ai “censitori”, e nella confusione non si sa quando il coordinatore potrà disporre dei dati. Ad oggi, inoltre, si ha notizia che in alcune provincie, come Siracusa, i corsi non sono iniziati.
I cittadini, gli agricoltori, i cacciatori hanno diritto di conoscere.
I soldi versati dai Cacciatori Siciliani nelle casse della Regione sono circa 6.741.000 euro, al servizio del patrimonio faunistico che è di tutti, così come l’attività venatoria da occupazione al comparto che ruota attorno ad essa e di queste risorse, una parte “restano” ai ristoranti, ai bar, ai piccoli alberghi, ai negozi, nei Borghi simbolo della piccola economia rurale.
L’Assessore non è riuscito a trovare in tempo 80.000 euro per poter fare i censimenti nei tempi giusti. E’ questa la risposta che vuole dare alla gestione delle nostre belle campagne?
Siamo, purtroppo non soli, tra le categorie più bistrattate dall’Amministrazione Regionale. Forse e la volta buona per reagire. Se non ora quando? Lo diciamo agli agricoltori, agli allevatori, ai “campagnoli”: ci si ritrovi insieme con il fine di difendere anche i valori dei piccoli agricoltori dilettanti e non commercianti, i gestori di un piccolo appezzamento di terreno per dire forte e insieme alle imprese agricole che non vogliamo abbandonare e combattiamo con tutte le forze anche per il loro interesse, per il paesaggio rurale, per il piacere dei turisti e di quanti amano e vogliono vivere e far vivere la nostra bella isola.
Con l’auspicio di contribuire ad avviare una discussione, in attesa di un segno di riscontro.

Altofonte 10/08/2019

Cordiali saluti

Francesco D’Elia
Presidente Regionale

Fidc: L’accordo veneto sia un positivo esempio anche per altre regioni

federcaccia

Il presidente nazionale Federcaccia Massimo Buconi plaude all’accordo siglato questa mattina in Veneto fra Coldiretti e FIdC Veneto.

Roma, 26 luglio 2019 – “Ritengo l’accordo fra agricoltori e cacciatori siglato in Veneto questa mattina da Daniele Salvagno in rappresentanza di Coldiretti Veneto e dal nostro presidente regionale Federcaccia Gianpiero Possamai un altro passo nel cammino di collaborazione, sempre più indispensabile, fra mondo venatorio e mondo agricolo”. Così il presidente nazionale Federcaccia Massimo Buconi ha commentato con soddisfazione la notizia dell’avvenuta firma del protocollo che vede Coldiretti e Federcaccia del Veneto insieme per la gestione delle risorse naturali, per collaborare a iniziative di carattere ecologico, per vigilare sul territorio e per tutelare il paesaggio agrario.

“Spero che questo risultato, a cui hanno lavorato con convinzione e impegno i nostri dirigenti veneti, che ringrazio, sia da esempio per accordi simili anche in altre regioni e contribuisca a rendere ancora più incisivo e concreto il colloquio a livello nazionale fra la nostra Federazione e Coldiretti – ha proseguito Buconi –. Sono molti e tutti fondanti gli interessi comuni sul fronte ambientale che vedono impegnati agricoltori e cacciatori in una relazione che porta vantaggi non solo reciproci ma a favore di tutta la comunità e del sistema paese. Un altro esempio – ha concluso il presidente – di quella caccia utile e di qualità alla quale ho ispirato l’azione di Federcaccia”.

Ufficio Stampa Federazione Italiana della Caccia

Normative

Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura