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Confavi: L’abissale differenza tra noi e loro

confaviAbbiamo più volte evidenziato l’abissale differenza che esiste tra noi, portatori della Cultura rurale, ed i rappresentanti del variegato arcipelago animal ambientalista, sia dal punto di vista numerico, che economico, che occupazionale, che sociale, che culturale.

Una ennesima dimostrazione la possiamo riscontrare in questi momenti drammatici legati alla diffusione del Coronavirus.

Mentre i rappresentanti delle varie associazioni portatrici della Cultura rurale si stanno prodigando in meritorie iniziative per raccogliere fondi da devolvere agli enti preposti alla salute pubblica ed ai vari servizi di pubblica utilita’, le associazioni animal ambientaliste chiedono soldi allo Stato per poter mantenere In ottima salute le proprie organizzazioni.

Cacciatori, pescatori, agricoltori, allevatori e molti altri rappresentanti della Cultura rurale hanno già donato e continuano a donare, in base alle proprie disponibilità, quantità considerevoli di risorse finanziarie per l’acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale da donare al personale medico ospedaliero ed extraospedaliero, alle forze di polizia, a chiunque eserciti funzioni di pubblica utilita’, devolvendo le somme rimanenti agli ospedali in difficoltà.

Non abbiamo ancora avuto notizia, ad oggi, di iniziative altrettanto lodevoli da parte di qualche organizzazione animal ambientalista.

Eppure abbiamo tutti consapevolezza degli svariati milioni di euro che le organizzazioni animal ambientaliste introitano ogni anno, sia come finanziamenti pubblici che tramite la destinazione del cinque per mille Dell’IRPEF.

Abbiamo letto di scandali che hanno travolto alcune di queste organizzazioni che parrebbero aver utilizzato gran parte dei propri introiti non certo a favore del benessere degli animali o per azioni di pubblica utilità, ma per spregiudicate azioni di speculazione finanziaria in riva al Mar Rosso, nell’isola di Malta, oppure in sperduti paradisi fiscali.

Mentre il nostro Paese è martoriato da un’epidemia che sta decimando una parte della nostra popolazione umana, soprattutto la più anziana e quella affetta da gravi patologie pregresse, le organizzazioni animal ambientaliste non trovano di meglio che chiedere soldi all’Ente pubblico anziché mettere a disposizione una parte delle proprie ricchezze accumulate negli anni.

Ci auguriamo che una volta passata l’emergenza Coronavirus, perché prima o poi passerà anche questa emergenza, gli Enti pubblici e la pubblica opinione tengano conto del lodevole comportamento dimostrato, ancora una volta, dai portatori della Cultura rurale ma anche di quella vegognosamente dimostrata, ancora una volta, dai rappresentanti del frastagliato arcipelago animal-ambientalista.

on. Sergio Berlato

Presidente nazionale Associazione per la difesa e la promozione della Cultura Rurale

Vicenza, li 22 marzo 2020

FEDERCACCIA: basta alle offese animaliste


federcaccia“Non siamo più disposti a tollerare il clima di inaudita e inaccettabile violenza e le continue offese nei confronti della caccia e dei cacciatori da parte di nessuno, men che mai in un momento come questo, in cui ben altre dovrebbero essere le preoccupazioni del Paese e l’impegno di tutti indirizzato a dare il massimo sostegno sotto ogni aspetto – pratico, morale ed economico – a chi giornalmente lotta per sconfiggere l’epidemia che sta segnando la nostra nazione”.

Così si è espresso il presidente nazionale di Federcaccia Massimo Buconi commentando la scandalosa e disumana intervista a un rappresentante del movimento animalista andata in onda durante la popolare trasmissione radiofonica “La Zanzara”.

“Non è il tempo delle polemiche e ritengo comunque che a nulla servono le parole a chi raggiunge tali livelli di indegnità. Ho chiesto ai nostri legali di valutare ogni utile strategia giuridica, sia penale che civilistica, a tutela di tutti noi cacciatori. La reazione giusta da dare a questi inqualificabili personaggi è, fuori da questo, l’assoluta indifferenza continuando a fare con orgoglio la nostra parte per tutti i nostri connazionali” ha concluso il presidente Buconi.

Federazione Italiana della Caccia

Basilicata: Indirizzi Piano faunistico, Fanelli: risposta attesa da tempo

basilicata stemma

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, la delibera riguardante gli “Indirizzi regionali di programmazione faunistico venatoria”.

 

Il provvedimento, indispensabile per procedere alla redazione del nuovo Piano faunistico venatorio regionale (Pfvr) ne illustra obiettivi e modalità, differenziando il territorio in aree destinate alla caccia, istituti di protezione e di gestione del prelievo venatorio. Il documento di indirizzo, redatto dall’Ufficio foreste e tutela del territorio del dipartimento Politiche agricole e forestali, indica le linee guida per la stesura del Piano definendo gli orientamenti ed i parametri atti a garantire e promuovere omogeneità di programmazione della gestione faunistico-venatoria a livello regionale.

 

Il Piano sarà uno strumento pianificatore che apporterà novità rispetto a quello vigente e risalente al 1997, in quanto, con la riforma Delrio, le competenze riguardanti le politiche ittico-venatorie sono state trasferite dalle Province alle Regioni. Dopo l’approvazione della deliberazione di Giunta, l’atto è stato trasmesso alla terza Commissione Consiliare competente “Attività produttive, territorio, ambiente” per il prescritto parere. Gli indirizzi sono stati formulati sulla base della normativa vigente in materia, delle indicazioni fornite dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e dell’esperienza maturata a seguito dell’applicazione del piano regionale precedente. Tra gli obiettivi prioritari la conservazione e tutela della fauna e degli habitat, la riduzione di selvaggina immessa sul territorio proveniente da allevamento; la gestione dei cinghiali al fine di giungere ad una densità e distribuzione territoriale della popolazione compatibile con le attività antropiche. Il documento di indirizzo è articolato in tre parti: la prima fondata sull’analisi conoscitiva del territorio (con dati inerenti la caratterizzazione territoriale, l’attività venatoria, gli istituti faunistici esistenti, i danni provocati dai cinghiali alle colture agricole e ai sinistri automobilistici nonché, al patrimonio zootecnico); la seconda riguarda le strategie e la terza la pianificazione e la gestione faunistica. Nello specifico, detta le linee guida per: la definizione del territorio agro-silvo-pastorale sui quali definire gli ambiti territoriali di caccia, la gestione degli istituti faunistici, il monitoraggio della fauna, per i miglioramenti ambientali, la gestione della fauna selvatica, ecc. Il Pfvr, di durata quinquennale, dovrà essere articolato per comprensori omogenei e finalizzato all’individuazione d’istituti e di aree destinate alla protezione della fauna selvatica assicurando la destinazione di una quota del 30 per cento del territorio agro-silvo-pastorale, in particolare ad oasi di protezione, destinate al rifugio, alla riproduzione e alla sosta della fauna selvatica; a zone di ripopolamento e cattura; ad aree protette in cui sia vietata l’attività venatoria anche per effetto di altre leggi o disposizioni.

 

“L’approvazione delle linee guida – ha dichiarato l’assessore Fanelli – è il primo passo per la redazione del Piano faunistico, uno strumento atteso da tempo che consentirà di pianificare e programmare tutte le azioni in materia faunistico-venatoria. La mancanza di pianificazione ha creato finora non pochi problemi nella gestione della fauna selvatica. Si tratta di un provvedimento di fondamentale importanza per il territorio regionale – ha spiegato Fanelli - una risposta a tutti i soggetti interessati, dai cacciatori agli imprenditori agricoli e gli allevatori. Nonostante il difficile momento che stiamo vivendo, abbiamo messo in campo ogni azione per cercare, quando l’emergenza sanitaria sarà finita e torneremo alla normalità, di essere pronti e poter ripartire, avendo approvato un atto preparatorio che servirà a programmare e gestire le attività venatorie”.

Arci Caccia: Rimaniamo allibiti e disgustati dalle dichiarazioni di 100X100 Animalisti. Questa volta ricorreremo al nostro legale!!!

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“COME SI DISTRUGGE LA CAUSA ANIMALISTA? FACENDO PARLARE GLI ANIMALISTI”, non sono parole nostre, ma del sito Dagospia, che commenta allibito le folli esternazioni rilasciate dal leader di 100×100 Animalisti al programma radiofonico “La Zanzara”. Noi stessi non riusciamo a comprendere quale disumanità e spregio per la vita possano generare auguri di morte e di contagio in una situazione come quella che sta vivendo il nostro paese. I cacciatori, tramite le loro associazioni, sono in prima linea nella raccolta fondi e nelle prestazioni di volontariato per la lotta contro questo virus. Pertanto, alla luce delle affermazioni rilasciate dal Sig. Mocavero, la nostra Associazione tutelerà i diritti dei cacciatori sporgendo formale denuncia presso la Procura della Repubblica, nei confronti di questo signore, perché non è più possibile permettere che cittadini per bene come i cacciatori debbano sopportare sproloqui, insulti, minacce e diffamazioni gratuite. Ci auguriamo anche che l’indignazione per questo comportamento salga dall’opinione pubblica e dalla società civile, come auspichiamo una forte presa di distanza dalle altre associazioni animal-ambientastaliste più moderate, molte delle quali, in questo momento, sono impegnate come noi in operazioni di protezione civile.

CACCIA VILLAGE, RINVIATA AL 2021 LA DECIMA EDIZIONE DEL SALONE NAZIONALE DELLA CACCIA E DEL TIRO A VOLO

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riceviamo e pubblichiamo


L’organizzatore Castellani: “Decisione dolorosa, dettata dal senso di responsabilità. Lavoriamo da subito per il prossimo anno anche per contribuire a sostenere e rafforzare l’ economia dell'intero comparto” L’assessore Morroni: “Questa grave fase, che stiamo subendo e che impatta negativamente sul nostro ambiente economico e sociale, sono certo che sarà direttamente proporzionale alla grande forza che sapremo dimostrare per rilanciare l’Umbria in tutte le sue espressioni”.
Il nuovo appuntamento è in programma dal 14 al 16 maggio 2021 presso Umbria Fiere - Basta Umbria (Perugia)
A causa dell’emergenza sanitaria COVID -19, come ormai molte altre grandi manifestazioni in tutti i settori anche Caccia Village è rinviato al prossimo anno. Il più importante appuntamento del mondo venatorio italiano, che coinvolge oltre 300 espositori provenienti in gran parte dalle regioni del Nord Italia (le più colpite dal coronavirus), si svolgerà dal 14 al 16 maggio 2021 sempre presso Umbria Fiere a Basta Umbria (Perugia).
“E’ una decisione dolorosa, dettata dal senso di responsabilità e dalla necessità di tutelare la salute di tutti i partecipanti - spiega in una lettera agli espositori l’organizzatore Andrea Castellani, amministratore di AC Company.
Una scelta maturata e condivisa con gli espositori e le associazioni di categoria, con i quali l’organizzazione ha avuto un dialogo diretto e un confronto continuo in queste ultime dure settimane: “Organizziamo fiere per mettere in contatto la domanda e l’offerta, devono esserci entrambe le parti e in totale sicurezza - continua Castellani - Proseguire oggi sarebbe come giocare d’azzardo e questo non corrisponde al DNA di un imprenditore.
Un’impresa, è vero, rischia ma dopo aver analizzato tutti gli aspetti e aver creato le migliori condizioni possibili per sostenere il proprio progetto. Tra scommettere e investire c’è una grande differenza”. Castellani ha espresso la sua grandissima vicinanza e quella di tutti i suoi collaboratori ai molti espositori che vivono e lavorano nelle regioni più colpite dall’emergenza sanitaria: “Il nostro pensiero va a tutti loro e, in particolare, alla foltissima comunità bresciana che fa parte della famiglia di Caccia Village. Desideriamo abbracciarvi tutti”.
“Una decisione sofferta ma responsabile, che si aggiunge a quelle già prese per il rinvio di eventi fieristici in ogni settore - ha affermato l’Assessore regionale alle Politiche Agricole e Agroalimentari Roberto Morroni – in considerazione del perdurare dell'emergenza sanitaria e dei decreti in vigore.
Questa grave fase, che stiamo subendo e che impatta negativamente sul nostro ambiente economico e sociale, sono certo che sarà direttamente proporzionale alla grande forza che sapremo dimostrare per rilanciare l’Umbria
in tutte le sue espressioni. È solo questione di tempo! L’edizione 2021 di Caccia Village sarà sicuramente ancora più importante e straordinaria".
“Questo terribile virus ha devastato ogni stabilità umana, sociale ed economica a livello internazionale e nazionale - afferma Paola Lungarotti, sindaco di Bastia Umbra- Quando questo difficilissimo momento sarà passato valuterà tutte le situazioni che la pandemia ha generato nella nostra città. Il centro fieristico è parte integrante di Bastia Umbra, tutto l’indotto delle fiere e delle manifestazioni che si svolgono a Umbriafiere è presente e impattante per l’economia del nostro territorio ma oggi, causa pandemia, soffre come soffrono tutte le altre attività. Anche verso l'Ente Fiera avremo le stesse attenzioni che stiamo riservando a tutti gli operatori economici che soffrono in questo eccezionale e drammatico momento”.
Le fa eco Lazzaro Bogliari, Presidente di Umbriafiere: “ La difficile e sofferta scelta degli organizzatori di Caccia Village ci deve dare ulteriore coraggio per investire nei programmi e nelle strutture del centro fieristico, con l’auspicio che ci sia offerta l’occasione di sostenere le difficoltà di questa forzata interruzione dell’attività”.
AC Company è già a lavoro per l’edizione 2021, che sarà la decima di un evento ormai consolidato e punto di riferimento del settore anche dal punto di vista economico: “Intendiamo da subito investire impegno e risorse anche per contribuire a sostenere e rafforzare l’economia dell'intero comparto.
Stiamo già mettendo in campo nuove idee e progetti che, lungi dall’essere alternativi al Caccia Village, offriranno strumenti e servizi innovativi, utili a esplorare e ad aprire ulteriori stabili percorsi di incontro e promozione”.

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