Mercoledì, 22 Novembre 2017 00:00

Meglio nascere lupo che agnello

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La "Gazzetta di Reggio" riporta stamane la notizia della presunta aggressione di un lupo ad un uomo, difesosi a badilate. 
L'episodio sarebbe avvenuto giovedì scorso a Gazzano, sull'Appennino reggiano, quando l'uomo, dichiaratosi cacciatore, avrebbe seguito della tracce nella neve sino a quando venne aggredito da un...grosso canide, da lui riconosciuto come lupo e respinto a fatica.
La polizia provinciale avrebbe raccolto sul posto peli e campione di sangue dell'animale, già inviati a laboratori specializzati per le opportune analisi.
La vittima dell'aggressione, memore di quanto già accaduto ad altre persone, ha chiesto l'anonimato, ad evitare il "linciaggio mediatico" cui sono stati sottoposti coloro che prima di lui hanno denunciato episodi analoghi.
A noi viene in mente la vicenda di Giaveno, di cui siamo stati testimoni diretti ad inizio anno e citato dallo stesso quotidiano emiliano, e ricordiamo bene come l'aggredito alla fine divenne quasi lui il responsabile dell'aggressione, sebbene fossero evidenti le morsicature dei lupi ai danni del piccolo cane che lui aveva difeso, così come si rinvenne il DNA di due differenti lupi maschi sui suoi pantaloni lacerati.
L'aggredito però era...un cacciatore, e a prestargli soccorso furono amici cacciatori e l'associazione venatoria Federcaccia Piemonte, che poi fecero prelevare i campioni da veterinari iscritti all'Albo presso una nota clinica veterinaria della zona, e inviarono a loro spese tutto il materiale perché l'ISPRA l'esaminasse.
Vi fu subito chi mise in dubbio l'operazione, perché coinvolti i cacciatori e fioccarono le denunce: da parte della LAC (Lega Abolizione Caccia) a Federcaccia per...procurato allarme, da parte dell'associazione venatoria ad una pagina Facebook animalista per diffamazione.
Della vicenda s'occupò anche il Corpo Forestale, ma fu lo stesso Life WolfAlps a riconoscere l'aggressione dei lupi, pur definendola episodio eccezionale, probabilmente dovuta alla presenza del cane che volevano divorare. 
Da allora molte altre segnalazioni, avvistamenti, rinvenimenti di lupi morti, proteste e preoccupazioni da parte di chi con questo formidabile animale si trova a convivere. 
Le predazioni sono continue e un po' ovunque, dalla Toscana sino al Piemonte, in Veneto e Trentino Alto Adige, nelle Marche ed ora anche in Puglia e Campania; insomma la diffusione del grande predatore carnivoro pare non fermarsi più, ed ora anche l'Europa sembra riconsiderare il problema di fronte alle pressanti richieste di concedere deroghe ai divieti assoluti e alle numerose leggi o convenzioni che offrono ai lupi una protezione assoluta.
Non sappiamo ancora come andrà a finire, perchè qui da noi la lobby animal-ambientalista pro-lupo è piuttosto forte, ma di una cosa siamo certi: in Italia ad oggi è molto meglio nascere lupo piuttosto che agnello!
 
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