Menu
RSS
Toscana: il Tar rigetta il ricorso degli animalisti sul Calendario Venatorio

Toscana: il Tar rigetta il ricorso …

Ottime notizie per i cacc...

Roma: gli animalisti scatenano una rissa alla convention di Zingaretti

Roma: gli animalisti scatenano una …

Pubblichiamo questo video...

ARCI CACCIA E ANLC FIRENZE: Ponzio Pilato o i “ladri di Pisa”?

ARCI CACCIA E ANLC FIRENZE: Ponzio …

Occorre fare qualche prec...

ANUU: SONO ARRIVATI I TORDI BOTTACCI

ANUU: SONO ARRIVATI I TORDI BOTTACC…

E così il 9 ottobre sono ...

FIDC MACERATA: APPROFONDIAMO LA PROBLEMATICA DELLA GESTIONE DEL CINGHIALE

FIDC MACERATA: APPROFONDIAMO LA PRO…

Il cinghiale sta espanden...

Bolzano: aperti gli abbattimenti dei cervi nel Parco dello Stelvio

Bolzano: aperti gli abbattimenti de…

I cervi del Parco dello S...

Benelli: Raffaello Be Diamond

Benelli: Raffaello Be Diamond

Il duemiladiciotto, in ...

FIDC PIEMONTE: ALLA REGIONE NON NE VA BENE UNA

FIDC PIEMONTE: ALLA REGIONE NON NE …

Il TAR Piemonte ha blocca...

FEDERCACCIA SARDEGNA: SULLE ULTIME VICENDE DEL CALENDARIO VENATORIO HA PESATO LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO

FEDERCACCIA SARDEGNA: SULLE ULTIME …

Abbiamo difeso lo stesso ...

Calabria:  stanziati 3 milioni per 41 progetti di tutela dell'habitat

Calabria: stanziati 3 milioni per …

“Con orgoglio presentiamo...

Prev Next

facebooktwitteryoutubehuntingbook

Il lupo...può diventare un problema?

Il lupo...può diventare un problema?
Che il lupo attacchi l’uomo, e spesso con conseguenze fatali, non è una sterile fantasia di coloro che non ne gradiscono, o temono, la presenza, semmai quello che ci raccontano secoli di storia, non certo novelle o fiabe raccontate ai bimbi, ma puntuali cronache del tempo raccolte persino nei registri parrocchiali ove si scrivevano anche questo tipo di informazioni.
Si trattava ovviamente di situazioni molto differenti da quelle odierne, e spesso le vittime delle aggressioni erano fanciulli mandati al pascolo con le bestie, donne o anziani che non erano in grado di difendersi.
Talvolta gli attacchi erano opera di soggetti rabidi, ma certo il problema era molto sentito dalle comunità umane dell'epoca, tanto da aver istituito figure che s’occupavano stabilmente della caccia e dell’abbattimento di questi lupi, sui quali venivano messe delle vere e proprie taglie.
In verità il lupo creava grande preoccupazione principalmente perché, mancando di altre prede selvatiche, poteva facilmente uccidere animali domestici per cibarsene, togliendo sostentamento a famiglie che dovevano già fare i conti con guerre e carestie piuttosto frequenti e ripetute.
Ormai tutto è cambiato e di certo questi problemi, almeno nei contesti in cui viviamo noi, non vi sono più.
È cambiato anche l’ambiente, con l’abbandono di molte zone, per lo più montane o collinari, sino a pochi decenni fa ancora abitate e coltivate, con il bosco capace di riappropriarsi di quei territori. 
La conseguenza diretta di questa riforestazione è stata il ritorno massiccio dei grandi ungulati, cinghiali, cervi e caprioli in primis, ma anche dei predatori carnivori che di essi si nutrono.
E così orsi, linci, sciacalli, ma specialmente i lupi, sono tornati a far parte della fauna italiana.
Il lupo venne protetto a partire dagli anni settanta del secolo passato perché a rischio estinzione, e ancora attualmente gode di un regime di protezione assoluta (l.157/92, Convenzione di Berna e altro ancora) anche se ormai è in fortissima diffusione e nessuno può richiederne l’eradicazione.
Avvistamenti e segnalazione di predazioni sono all’ordine del giorno quasi ovunque in Italia, e i lupi si fanno vedere sempre più di frequente anche nelle pianure o a ridosso di grandi città come Torino, Alessandria, Cuneo, Genova, Parma, Piacenza, Trento, Bologna, Firenze e così via scendendo lungo lo stivale e coinvolgendo Marche, Umbria, Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata, Calabria ed ora anche la Puglia.
Insomma i lupi stanno tornando ad occupare tutte quelle zone da cui erano stati scacciati oltre un secolo fa.
Quanti siano però è una sorte di mistero, perché i dati ufficiali non sembrano mai collimare con la percezione generale di chi si trova ad affrontare il problema; per dirla in soldoni, i conti non tornano! 
Il mondo agricolo è sul piede di guerra, con pastori e allevatori che minacciano l’abbandono dell’attività e di pascoli o alpeggi, mentre i cacciatori, che pure loro vivono il territorio, cominciano ad osservare con preoccupazione la situazione; anche molti sindaci di paesi o borgate rurali hanno lanciato l’allarme, chiedendo interventi politici che affrontino e risolvano il problema, così come si fa già in molte altre nazioni europee come Francia, Svizzera, Spagna, Finlandia, Norvegia e Svezia, solo per restare a quelle ove il problema è più sentito.
Non solo bestiame domestico, bovini, ovicaprini ed equini,  ma anche animali d’affezione come i cani divengono sempre più spesso preda del grande predatore carnivoro, ma specialmente ci s’interroga se, e quando, toccherà…anche all’uomo!
Per molti il lupo va difeso a prescindere, e viene trattato come fosse un animale totemico, altri invece chiedono che venga cacciato per i pericoli che esso rappresenta.
Qui la polemica si fa feroce, perché letteratura e cronache anche recenti raccontano di attacchi all’uomo in tempi recenti, il caso di Giaveno chi scrive l’ha vissuto in prima persona, e pure di morti (Russia, Spagna, Stati Uniti, India), mentre gli esperti continuano a rassicurare tutti sul fatto che i lupi non siano affatto pericolosi, e certamente disinteressati all’uomo.
A settembre fu segnalato, e ne parlarono diffusamente i principali organi d’informazione anglosassone tra cui la prestigiosa BBC, il caso di una turista inglese attaccata e sbranata nel nord della Grecia, con il coroner incaricato delle indagini che attribuì l’aggressione ai lupi, mentre è recentissima la notizia di un pescatore aggredito da un lupo in Kazakhistan.
Noi non sappiamo come evolverà in futuro il problema, e nemmeno se Cappuccetto Rosso e la nonna correranno nuovi rischi, ma certo crediamo che il problema sia ampiamente sottovalutato da tante,troppe, persone, e che forse bisognerebbe cominciare a guardare in faccia la realtà, parlando seriamente di gestione della specie senza aver paura di infrangere un tabù.
Questo anche per proteggere un animale che, al di là di ogni considerazione emotiva o di parte, è preziosa ed arricchisce la biodiversità del nostro ambiente.
 
Torna su

Normative

Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura