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Luca Gironi

Luca Gironi

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Avvio della Stagione Venatoria. Per il WWF un’occasione per rendere note al pubblico le sue nuove professionalità: indovini, cartomanti e sensitivi.

In merito al Comunicato Stampa sull’apertura recentemente diffuso dal WWF, il Presidente Nazionale Arcicaccia, Osvaldo Veneziano, ha dichiarato:

“Il WWF con un approccio monotono e vetusto si ripropone, per l’apertura della caccia, dando “numeri al lotto” (speriamo non siano stati contagiati dalla ludopatia…).
Interpretano i sentimenti e le idee degli italiani a comodo loro. I nostri concittadini, secondo le ultime rilevazioni Eurispes, rispetto al passato, esprimono minor contrarietà alla caccia. Probabilmente, indipendentemente dai Comunicati del WWF, gli italiani hanno acquisito ormai la stagione venatoria come un’ovvietà, un fatto naturale che esiste come esistono in tutto il mondo la primavera o l’autunno.
Gli italiani sanno anche – sempre di più – quanto servono la caccia e la gestione della fauna selvatica per i problemi di danni che alcune specie arrecano a quanti vivono nelle città (ci riferiamo anche a storni, gabbiani, corvidi) e, ancor di più, perché quanti vivono e frequentano le campagne, conoscono le umiliazioni che subisce il lavoro degli agricoltori per i danni di alcune specie: dal cinghiale alle nutrie e non solo.
Ma leggendo il comunicato dell’associazione del panda, apprendiamo che la novità di quest’anno è che il WWF è in grado di prevedere il futuro.
Forse attraverso la “lettura della sfera di cristallo” o dei “fondi del caffè” sanno già quanti selvatici ci saranno in Italia, quanti ne verranno abbattuti, quali saranno le condizioni metereologiche durante la stagione venatoria e il numero delle “padelle” fatte dai cacciatori. Probabilmente a questo punto sapranno anche il numero degli adulteri e ci diranno se i giovani troveranno lavoro o se avranno buona salute oppure quante storie d’amore avranno e come andranno a finire.
I cittadini e i cacciatori che vogliono usufruire di questi servizi telefonino al WWF per comunicare il loro segno zodiacale, condizione indispensabile per la correttezza delle risposte.
Ci aspettiamo a breve anche un comunicato specifico sulle vittime degli incidenti di caccia, anche questo redatto in anticipo, grazie al lavoro delle “fattucchiere”, esperte in malocchio, al servizio dell’Associazione ambientalista.
Per quanto ci riguarda non crediamo ai poteri occulti, ma ci attrezziamo comunque con amuleti e “scongiuri” necessari alla tutela di tutti i cacciatori e, perché no, anche del WWF.
Scherzi a parte siamo consapevoli della crisi di visibilità e della diminuzione di attenzione che sta subendo il WWF ma siamo altrettanto certi che non si risolverà con questi comunicati. I dirigenti dell’associazione farebbero meglio ad arrestare, invece, la propaganda estremista, sostituendola con il senno e la ragionevolezza, supportati da quella scienza e da quella conoscenza di cui non si trova traccia nei loro scritti.

Fidasc: Field Target, buone le prime

  • Pubblicato in Notizie

Un bronzo individuale e un 5° posto a squadre agli Europei di luglio in Ungheria ai quali hanno fatto eco un inaspettato e strepitoso 6° posto assoluto individuale e la nona posizione della squadra azzurra ai mondiali agostani in Portogallo.
Di più e di meglio non ci si poteva certamente aspettare alla prima apparizione sullo scenario internazionale della compagine italiana di Field Target, una delle ultime discipline sportive entrate a far parte della grande famiglia della Fidasc e del Coni.
Questa disciplina così suggestiva, infatti, mentre è relativamente giovane per il nostro Paese, viene praticata da anni in almeno una quarantina di nazioni in tutto il mondo e annovera formidabili campioni statunitensi e britannici che sfoderano con una impressionante regolarità prestazioni di altissimo livello tecnico.
Al Campionato Europeo svoltosi a luglio in Ungheria, a tenere alto il nome dello sport nazionale è stato Roberto Menichelli che è salito sull’ultimo gradino del podio, preceduto dal russo Sergey Zubenko e dal campione europeo, il magiaro Ferenc Sas. Lo stesso Menichelli ha poi conquistato una onorevolissima quinta piazza a Squadre insieme a Mario Sacco, Vincenzo Maccarone, Enzo Ceci e Alessandro Di Maggio.
Ma anche senza medaglie, la prestazione più significativa è stata quella ottenuta dagli Azzurri ai Mondiali in Portogallo, con il 6° posto assoluto individuale conquistato da Vincenzo Maccarone
e la 9^ posizione (su 22 Paesi partecipanti) della squadra italiana, subito alle spalle di un colosso come gli Usa e prima di Russia, Argentina e Australia.
Sabato prossimo, alla vigilia del Campionato Italiano di Field Target che si svolgerà domenica 11 settembre nel nuovo Centro Federale di Campagna, inaugurato a giugno dal presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente Felice Buglione premierà gli atleti che si sono così onorevolmente comportati alla loro prima apparizione sullo scenario internazionale.


Roma, 7 settembre 2016

Toscana: FLOP DELLA LEGGE PER IL CONTROLLO DEGLI UNGULATI.

La Confederazione Cacciatori Toscani denuncia gravi rischi per la gestione faunistica, le colture agricole e l’incolumità dei cittadini e chiede al Presidente Rossi di intervenire con urgenza per invertire la rotta.
E’ allarme in Toscana per la gestione faunistica e in particolare per quella degli ungulati, dove il flop della legge mette a serio rischio la biodiversità, il reddito degli agricoltori e l’incolumità dei cittadini.
La Toscana ha rappresentato per lungo tempo un modello che, nel pieno rispetto dei diversi ruoli e responsabilità, grazie al confronto continuo, al coinvolgimento ed alla collaborazione fra le istituzioni e le componenti sociali, garantiva sostanziale armonia e, soprattutto, risultati.
Le cronache di questi ultimi mesi, con il disappunto e la protesta di agricoltori, sindaci, associazioni venatorie e, per motivi decisamente diversi, associazioni ambientaliste, dicono che quel modello è stato compromesso. Il confronto, il coinvolgimento, l’informazione, la ricerca di intese sono essenziali per esercitare al meglio il governo, obiettivo da sempre responsabilmente perseguito dalla Confederazione Cacciatori Toscani. I risultati migliori e più apprezzati da tutte le categorie interessate sono venuti quando questo metodo si è applicato senza tentennamenti né incertezze. Quando non si è fatto – ed è ciò che è avvenuto dall'inizio della corrente legislatura – i problemi sono cresciuti, i conflitti sono esplosi, le soluzioni si sono allontanate.
Il flop della legge ungulati è forse l’esempio più eclatante: a fronte di una situazione ritenuta di “emergenza”, nell'anno del suo varo, i dati dicono che vi è un calo clamoroso degli abbattimenti. 
In provincia di Firenze (altri esempi nelle schede allegate) nel 2014,tra azioni di controllo (art 37) ed in selezione i cinghiali abbattuti furono oltre 4000, circa 5000 nel 2015 e 1515, leggasi millecinquecentoquindici nel 2016.
La Regione ha voluto approvare una “legge speciale” per la materia, laddove sarebbe stato invece ben più efficace procedere alla decisa applicazione delle norme esistenti: la riconduzione alla Regione di tutte le competenze in materia consentiva di superare le difficoltà del passato, quando alcune Province avevano dato forfait.
Il risultato è che aumentano i danneggiamenti alle colture, diminuiscono o sono assenti gli interventi di controllo per la farraginosità delle nuove norme, la sudditanza ad ISPRA produce piani di prelievo più bassi degli anni precedenti, si sono delegittimate e disincentivate le realtà – squadre di caccia al cinghiale in primis – che avevano assicurato impegno e disponibilità e che costituiscono la risorsa più valida, se coinvolte con serietà e responsabilità, per una gestione davvero efficace della specie (con l’opera di prevenzione oltre che con gli interventi di abbattimento).
Un vero capolavoro, la cui responsabilità qualcuno penserebbe di poter impunemente addossare ai cacciatori. Che, privi di strumenti adeguati, si sono adoperati al massimo per conseguire gli obiettivi assegnati, anche quando contestavano le scelte fatte. La gravità della situazione richiede un immediata inversione di rotta: lo chiede la Confederazione Cacciatori Toscani al Presidente della Regione, Enrico Rossi, lo esige l’intera società Toscana.



Firenze, 7 settembre 2016


Confederazione Cacciatori Toscani
(Federcaccia – Arcicaccia – Anuu)

Parte la stagione dei ricorsi. Questa volta tocca all'Abruzzo

Il WWF ha presentato ricorso contro il calendario venatorio appena approvato dalla regione Abruzzo. Casus belli del ricorso, secondo l'associazione ambientalista, la mancata approvazione del piano faunistico venatorio e la concessione delle preaperture in contrasto con le indicazioni dell'ISPRA.

FVG. SERRACCHIANI, CONCRETO CONFRONTO CON MONDO VENATORIO

“Mi impegno a verificare ogni questione posta dal mondo venatorio. E’ mio dovere, come presidente di Regione, farmene carico e, per la serietà delle osservazioni presentate, devo prendere il tempo necessario per valutare dove si può migliorare o motivare dove non si può modificare. Non tutte le istanze potranno essere soddisfatte ma tutte verranno affrontate”.
Ad affermarlo, ieri, nell’auditorium Ipa a Pozzuolo del Friuli, è stata la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, in occasione dell’incontro organizzato dalle sezioni regionali della Federazione italiana della Caccia e di Ekoclub, su “La caccia e le contraddizioni irrisolte” in cui sono emerse alcune criticità riferite, in particolare, al Piano faunistico regionale (Pfr).
La presidente ha spiegato, inoltre, il lavoro di revisione che si sta compiendo sulla legge 6 del 2008 “Gestione ed esercizio dell’attività venatoria nella Regione Friuli-Venezia Giulia”.
“C’è già una bozza di articolato – ha chiarito – che va allargata per il confronto a tutti i portatori di interesse”. Si tratta, per la presidente, di una norma molto importante considerando che “stiamo andando verso il superamento delle Province e, dunque, la legge dovrà occuparsi anche della riassegnazione delle competenze sulla base dei piani di subentro”.
Sul tema della riforma della programmazione e progettazione faunistico-venatoria regionale, Serracchiani ha chiarito come i distretti e le riserve restano punti fermi del sistema ma ha auspicato che solo la pianificazione, la programmazione e il controllo siano le attività a carico della Regione, non la parte gestionale della caccia.
Un altro argomento esaminato ha riguardato la riforma costituzionale e il rafforzamento della specialità FVG anche per quanto riguarda la materia della caccia e dell’ambiente.
“Con la riforma costituzionale – ha chiarito – il Friuli Venezia Giulia, come tutte le Regioni a Statuto speciale, non subirà l’applicazione diretta della riforma che si applicherà solo previa intesa con il Governo. La riforma costituzionale per la nostra Regione è fondamentale e sono convinta che ne rafforzi la specialità”.
Una delle esigenze manifestate durante l’incontro ed espresse da Paolo Viezzi, presidente regionale Federcaccia FVG, è stata anche quella di poter avere un referente interno all’Amministrazione regionale con una qualifica appropriata per la gestione quotidiana legata all’attività della caccia in un’ottica di miglioramento ed efficacia.
Sul punto, Serracchiani ha voluto evidenziare che “andrà irrobustito il servizio regionale dedicato, rafforzandone le competenze giuridiche” proprio per consentire di proseguire quel percorso virtuoso del Friuli Venezia Giulia che è stata una Regione di avanguardia nel settore della caccia.
L’appuntamento a Pozzuolo del Friuli, moderato dal giornalista Alberto Terasso, ha visto fra gli altri, gli interventi di Rolando Della Vedova, presidente Ekoclub Friuli, del presidente Federcaccia di Trieste e Udine, rispettivamente Fabio Merlini e Adriano Piccoli, oltre a quelli dei presidenti dei diversi distretti venatori: Luciano Cucignato, Vittorino Dorotea, Mario Del Bianco, Gianpaolo Lesa, Claudio Sabbadini. (Fonte www.ladeadellacaccia.it)

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