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Luca Gironi

Luca Gironi

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CCT, UN PASSO AVANTI VERSO LA CASA COMUNE DEI CACCIATORI TOSCANI

Un passo avanti verso la casa di tutti i cacciatori toscani: lo ha deliberato all’unanimità l’Assemblea
della Confederazione dei Cacciatori Toscani (Federcaccia, Arcicaccia e Anuu della Toscana) che ha
aperto le porte, con la modifica dello statuto, all’adesione non più solo di realtà associative ma
anche dei singoli cacciatori. “Il nostro progetto fa oggi un decisivo passo in avanti - ha spiegato
introducendo i lavori a nome della presidenza Moreno Periccioli. “Siamo nati per unire – ha
proseguito - per mettere in campo maggiori energie e risorse più ingenti di uomini, mezzi ed idee,
per rappresentare al meglio le ragioni della caccia e farle valere attraverso un più elevato livello di
unità. Alla base del processo unitario ci sono adesso, a dare forza e nuovo slancio, anche
l’esperienza, le battaglie ed i progetti di questi tre anni di vita comune”.
Tra le azioni di questi anni la CCT ricorda la denuncia presentata al Tribunale Europeo per ottenere
un trattamento egualitario dei cacciatori italiani rispetto ai colleghi degli altri Paesi dell’Unione:
“Non è tollerabile - sostiene la Confederazione - che l’Europa stabilisca, senza alcun fondamento
scientifico, tempi diversi di migrazione e dunque di caccia fra Nazioni confinanti per le medesime
specie. Una iniziativa importante per far valere, oltre ai doveri quotidianamente osservati dai
cacciatori, i loro sacrosanti diritti. L’attività comune rappresenta un patrimonio importante e da cui
adesso la CCT parte per una nuova e più avanzata fase in cui l’unità di tutto il mondo venatorio e la
costruzione della casa comune dei cacciatori rappresentano l’obiettivo finale”.
Il nuovo statuto, sottolinea poi la CCT, è esplicito e inequivocabile nel disegnare lo scenario ed il
perimetro entro i quali la Confederazione continuerà ad operare: “La CCT”, recita lo statuto nelle
finalità, “opera per l’unità dei cacciatori Italiani all’interno delle Associazioni Venatorie Nazionali
riconosciute cui le Associazioni Venatorie Regionali della CCT aderiscono”.
Nessuna ennesima, inutile e dannosa nuova associazione che punti a togliere iscritti e
rappresentanza alle Associazioni Nazionali, dunque, ma al contrario un soggetto che lavora proprio
per accelerare il percorso che porti all’unità “all’interno” delle Associazioni Nazionali di
riferimento.
Uno scenario, commenta infine la Confederazione, che rende decisamente incomprensibili
polemiche e forzature operate nel vano e deleterio tentativo di rallentare un cammino che appare
necessario ed indispensabile per chiunque abbia realmente a cuore il futuro migliore per la caccia e
per i cacciatori.
Firenze, 28 febbraio 2017
Confederazione Cacciatori Toscani
(Federcaccia – Arcicaccia – ANUU)

Derby inglesi di Altamura 24-26 febbraio 2017

Successo a mani basse e sfida con il Sud vinta: il Derby inglesi 2017, è stata una bellissima manifestazione dove la cinofilia ha dimostrato di fare delle diversità della nostra meravigliosa Italia un vero punto di forza.
Le Murge si sono dimostrate un terreno più che ideale per il tipo di manifestazione e l'organizzazione è stata spettacolare: la cinofilia italiana conferma il suo grandissimo valore e la sua centralità in ambito europeo.
La passione di centinaia di cinofili che sono giunti fin qui, la competenza degli organizzatori e del meraviglioso gruppo di volontari che hanno reso possibile il coordinamento delle due batterie in campo, la professionalità dei nostri addestratori che hanno mostrato i migliori prodotti degli allevatori, i figli di quei campioni che ci fanno sussultare quando si esibiscono nei migliori palcoscenici d'Europa… questo è il patrimonio che l'Enci è orgoglioso di rappresentare. (www.enci.it)

Arcicaccia: A Pistoia Sabato e Domenica si svolgerà il corso per monitoratori di beccaccia

Arcicaccia Federazione Provinciale di Pistoia organizza il “CORSO PER MONITORATORI DI BECCACCIA”

NEI GIORNI 4 e 5 MARZO, a partire dalle ore 9.00 presso Il Circolo Arci Santomato –

Santomato – Pistoia, costo del corso che si svolgerà su entrambi i giorni, comprensivo di dispense, sarà di 60€.

PER INFORMAZIONI:

Luca Gironi 3477403541, Alessandro Baroncelli 3494415965, Gabriele Stagi 3337335041

Storni, l’allarme di Confagricoltura Toscana: perse 20 mila tonnellate di prodotti all’anno

Firenze, 23 febbraio 2017 - 20 mila tonnellate di prodotti agricoli persi, per intendersi ben 700 autotreni colmi di uva, grano, semi, mele, ciliegie e altro. Un danno economico stimato in 4 milioni di euro l’anno. Confagricoltura Toscana fa i conti con i gravi problemi causati dai circa 5 milioni di storni che popolano, ormai in maniera stanziale, la Toscana.
Li vediamo bene in città, soprattutto all’imbrunire, quando si muovono in migliaia in figure affascinanti. Ma la poesia finisce quando al loro passaggio lasciano campi distrutti e guano pericoloso. Confagricoltura Toscana lancia l’allarme.
“Servono interventi straordinari per una situazione non più sostenibile per i nostri agricoltori - ha detto il presidente di Confagricoltura Toscana Francesco Miari Fulcis - Noi siamo disponibili al confronto, ma chiediamo che tutti, a partire dalla Regione Toscana, intervengano con strumenti più incisivi e efficaci. L’abbattimento programmato di 23 mila capi l’anno è assolutamente inefficace per una specie di uccello come lo storno che prolifica indisturbato in maniera incontrollata - la popolazione infatti tende a raddoppiare ogni due anni."
Fino a 15 anni fa, gli storni arrivavano in Toscana in pochi e con la migrazione, ora invece sono diventati stanziali colonizzando tutto il territorio regionale. “E’ cambiato l’ecosistema della campagna toscana - aggiunge il presidente di Confagricoltura Toscana - Gli storni, con le cornacchie, altro flagello introdotto da errate scelte dei nostri amministratori pubblici negli anni passati, hanno scacciato o annientato specie animali più piccole, come i passeracei e i pettirossi, ormai quasi scomparsi, creando un grave squilibrio di fauna che incide ovviamente su quel delicato sistema che rende la nostra campagna uno dei luoghi più belli al mondo”. Ma si parla anche di danni organolettici ad una delle produzioni più importanti per la regione: il vino. “Lo storno quando mangia un chicco d’uva rovina irrimediabilmente tutto il grappolo - continua - modificandone il gusto e le proprietà”
I danni non riguardano solo l’agricoltura e la biodiversità, ma anche l’attività zootecnica, soprattutto quando rischia di vedere compromessa la severa prassi igienica degli allevamenti. Problemi enormi anche al patrimonio artistico e edilizio, causato dal guano: ogni storno produce in media 7-9 grammi di deiezioni al giorno.
“Servono strumenti diversi - conclude Miari Fulcis - E’ ormai palese che i dissuasori sono un inutile pagliativo , così come l’abbattimento programmato. E’ necessario aumentare le criticità nei posti in cui gli storni stanziano e si riproducono, spostandoli verso luoghi dove le risorse alimentari non favoriscono la loro proliferazione. Siamo disponibili a confrontarci e a trovare soluzioni condivise, l’importante è fare presto.”

Toscana: Per Confagricoltura “Nessun miglioramento sul fronte ungulati, legge insufficiente”

  • Pubblicato in Notizie

Firenze, 23 febbraio 2017 - “Ci aspettavamo un numero di abbattimenti sicuramente superiore, in grado di rendere la legge obiettivo realmente capace di diminuire i danni alle nostre coltivazioni. Così non è e siamo sicuri che il numero di ungulati in Toscana sia anche aumentato” E' quanto dichiarato da Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana.
“In Toscana per avere un nuovo equilibrio sono necessari almeno 250 mila abbattimenti annui – pari cioè al numero stimato di nascite – che è difficilmente paragonabile con quanto annunciato oggi dalla Regione.
Vogliamo inoltre avere un quadro dettagliato area per area sugli abbattimenti perché in moltissime zone abbiamo registrato danni anche superiori al passato. Infine è opportuno ricordare che i danni ingenti provocati dagli ungulati in Italia, e tra questi non scordiamoci il flagello caprioli e cervi, non devono essere rimborsati in regime di “de minimis” in quanto la selvaggina non è di proprietà dell’agricoltore (come in tutta Europa) ma di proprietà di terzi che ne devono rispondere in toto! Gli agricoltori hanno quindi il sacrosanto diritto di essere rimborsati per il reale danno subito." (Confagricoltura Toscana)

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