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Luca Gironi

Luca Gironi

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Condannato l'animalista che festeggiò la notizia della morte di un cacciatore

Il Tribunale di Trento ha condannato per diffamazione Enrico Rizzi, l'animalista che "festeggiò" la morte, durante una battuta di caccia, dell’ex presidente del Consiglio regionale del Trentino, Diego Moltrer. L'uomo è stato condannato a risarcire la famiglia di Molter con 30000 €. Speriamo che la sentenza sia condannata in appello.

http://www.trapanioggi.it/enrico-rizzi-condannato-per-diffamazione-commento-la-morte-di-un-cacciatore/

 

Enci: Posticipo svolgimento del Derby per le razze da ferma inglesi 2017

  • Pubblicato in Notizie

Per quanto attiene alla data di svolgimento del derby per le razze da ferma inglesi, come già previsto dal Consiglio Direttivo con delibera del 11.10.2016 in ipotesi di condizioni climatiche non favorevoli, vista l’eccezionalità delle condizioni climatiche che si sono venute a creare nei luoghi adibiti allo svolgimento della manifestazione, rilevata la preoccupazione comunicata dall’APACI in data 3 febbraio c.a., al fine di garantire le migliori condizioni per svolgere una così importante verifica zootecnica, si comunica che la data definitiva è posticipata al 24/25/26 febbraio 2017.

Le iscrizioni al derby potranno essere inviate entro il 13 febbraio p.v..

 
 

PIANO LUPO: GALLETTI, RINVIO SERVA A GUARDARE REALTÀ, NON È RIAPERTURA CACCIA

Di fronte a bracconaggio non mi volto dall’altra parte. Piano irrinunciabile per salvare specie

“Spero che il rinvio della discussione politica sul piano di conservazione del Lupo serva a restituire la giusta serenità al dibattito e a far guardare tutti alla realtà dei fatti: non c’è nessuna riapertura della caccia al lupo, ma ventidue misure di grande valore scientifico che salvano la specie. Oggi sono 300 i lupi uccisi ogni anno dal bracconaggio, su una popolazione totale di 1500 esemplari. Spero che di fronte a questo dato nessuno, ambientalisti e rappresentanti delle Regioni, voglia voltarsi dall’altra parte. Io non lo faccio”.

Così Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, al termine della Conferenza Stato-Regioni che ha deciso per il rinvio della discussione sul Piano per la conservazione e la gestione del lupo in Italia. “Nelle azioni a tutela del lupo – spiega Galletti – è previsto un nuovo nucleo antibracconaggio composto dai Carabinieri forestali e dalle polizie locali, l’addestramento di cani al rilievo di bocconi avvelenati, le vaccinazioni gratuite dei cani randagi, misure di prevenzione e di contrasto all’ibridazione, altro grosso pericolo per la specie. La norma tanto discussa, quella sul deroga al divieto di rimozione dei lupi, riguarda singoli casi eccezionali e può essere richiesta dalle Regioni solo al termine di una lunga trafila di prescrizioni e concessa solo dopo il parere tecnico dell’Ispra, che valuta le richieste caso per caso”.

“Il piano per il Lupo – conclude Galletti – è uno strumento irrinunciabile: non si perda, per qualche impuntatura ideologica, l’occasione di restituire un equilibrio naturale al rapporto tra uomo e lupo, che oggi in molte realtà è esplosivo e mette a rischio la specie, l’uomo e le sue attività”.

MODIFICA DIRETTIVA ARMI: PER ANPAM GLI ATTACCHI NON SONO CONDIVISIBILI

A seguito della votazione della proposta della Direttiva Armi in Commissione IMCO sono emerse eccessive ed ingiustificate strumentalizzazioni nei confronti di alcuni parlamentari membri della commissione, tra cui l’On. Lara Comi, che si sono sempre dimostrati disponibili ad ogni confronto sul tema.

Il testo di mediazione sul quale si è votato è frutto di un complesso e lungo percorso teso ad evitare quante più limitazioni e restrizioni proposte dalla Commissione Europea

Infatti, qualora il sopracitato testo di mediazione non fosse stato approvato, il nostro settore sarebbe andato incontro ad una serie di criticità tra le quali ad esempio il completo bando delle armi della Categoria B7, l’inserimento dei caricatori nel novero delle parti essenziali e con maggiori limitazione rispetto a quella contenute nel compromesso finale. Di conseguenza l’ANPAM ritiene che il testo votato a dicembre in Consiglio non poteva che non essere confermato in IMCO in questa fase.

Come avviene in questi casi non è pensabile ottenere un accoglimento totale delle richieste del settore soprattutto in considerazione del fatto che la controparte del trilogo è rappresentata dai Governi di 28 stati membri, dalla Commissione Europea e da alcuni gruppi politici avversi al nostro settore.

Pertanto, l’ANPAM non può condividere che, nello svolgimento delle proprie attività a favore del comparto, vengano attaccati soggetti istituzionali o parlamentari, come avvenuto in questi giorni con l’On. Comi, che fin dall’apertura del processo legislativo si sono resi disponibili ad ascoltare e contribuire al sostanziale miglioramento del testo proposto dalla CE.

Consapevoli che esistono problematicità legate alla trasposizione della Direttiva a livello nazionale, tra i quali le modalità di detenzione domestica delle armi, ciò richiederà una particolare attenzione da parte degli stakeholders nel dialogare con le istituzioni al fine di trovare delle soluzioni sostenibili a tutela della produzione, commercializzazione e detenzione legale delle armi sapendo che tali questioni esulano dalle competenze dell’UE e devono essere risolte a livello nazionale in ogni singolo paese membro.

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