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Luca Gironi

Luca Gironi

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FEDERCACCIA TOSCANA: FESTA GRANDE PER LA NUOVA SEDE

  • Pubblicato in Notizie



Una nuova sede per dare un segnale chiaro ed inequivocabile di vitalità e di fiducia nel futuro: è questo il significato che la Federcaccia Toscana ha voluto attribuire alla propria scelta. Non un semplice cambio di indirizzo dunque, dettato da meri motivi di opportunità o convenienza, ma un passaggio importante del progetto di costruzione della casa comune dei cacciatori toscani.

Una festa iniziata con la celebrazione dell’Assemblea della Confederazione cacciatori Toscani e proseguita poi con la benedizione della sede e le prolusioni del presidente regionale Moreno Periccioli, dell’assessore regionale Marco Remaschi, dello storico Zeffiro Ciuffoletti, autore della “Storia dell’associazionismo venatorio in Italia”, a tutt’oggi l’unica opera scientifica sull’argomento e conclusa dal presidente nazionale di Federcaccia, Gian Luca Dall’Olio.

Moreno Periccioli ha iniziato il proprio intervento con un ricordo commosso di Massimo Cocchi, il dirigente recentemente scomparso. rammentando come “ questa nostra nuova sede è parte del lavoro di Massimo: con lui – ha detto Periccioli – abbiamo pensato e concretizzato questa scelta, importante non solo per la nostra vita associativa”. Centrale il tema delle prospettive: “Dobbiamo interrogarci su alcuni temi: il modello di gestione degli ATC è superato dai fatti, come superata è la cultura che ne determinò la nascita; un nuovo protagonismo di gestione responsabile di società di cacciatori ed agricoltori può essere una ricetta. Il calendario venatorio, il prelievo sostenibile, la conservazione della specie, la tutela della biodiversità, non possono stare immote nelle tavole della legge, ma debbono essere dettate da scienza e conoscenza”.

Una riflessione ed una progettualità che postula con forza l’unità del mondo venatorio: “Non un tentativo di recuperare e ricomporre antichi dissidi in famiglia, ma quello più esaltante di sentirsi tutti egualmente protagonisti di un progetto per il futuro della nostra comune passione, con l’ambizione di tramandare alle prossime generazioni lo straordinario lascito che abbiamo avuto in eredità dalla storia dell’umanità”.

Del riconoscimento del ruolo dei cacciatori e del rilievo del progetto unitario della CCT ha parlato l’assessore regionale Marco Remaschi che ha riconosciuto la necessità di ripensare l’esperienza toscana e di rilanciare il confronto. Infine il presidente nazionale Gian Luca Dall’Olio ha fatto propri gli stimoli e le sollecitazioni del professor Zeffiro Ciufforetti, accogliendo il suggerimento di costituzione di un think tank per restituire respiro strategico alla riflessione sul futuro della caccia nel nostro Paese.

ENALCACCIA LOMBARDIA: RIMOSSO UN PRESUNTO DIVIETO DI CACCIARE

 Riceviamo dalla Sezione Provinciale Enalcaccia di Cremona e pubblichiamo:

 

La Sezione Provinciale di CREMONA ha dato notizia dell’esito positivo di una vicenda che ha interessato un socio-cacciatore della Provincia. Ecco i fatti: il socio-cacciatore era stato sanzionato dalla Polizia Provinciale per aver esercitato la caccia a distanza inferiore di 50 metri dalla strada “argine del fiume Po asfaltato”, in violazione dell’art. 43, comma 1, lett. e) della L.R. n. 26/1993. In primo grado il Tribunale di CREMONA aveva confermato la sanzione motivando che il tratto di strada asfaltata sulla sommità dell’argine maestro è una strada “aperta alla circolazione, essendo notoriamente percorsa da pedoni e biciclette”.

I legali dell’ENALCACCIA hanno contestato il giudizio proponendo appello e in effetti la prima Sezione civile della Corte di Appello di BRESCIA ha annullato la sanzione perché l’argine in questione non è né “una strada carrabile” né “una strada aperta alla circolazione solo perché percorsa da pedoni e ciclisti”, nonostante il divieto di accesso e le sbarre apposte sulla stessa, che consentono l’accesso ai soli veicoli autorizzati dell’A.I.PO. (Agenzia Interregionale per il fiume PO).

Un sentito ringraziamento va ai Dirigenti provinciali di ENALCACCIA che con tenacia si sono adoperati per ottenere un risultato importante, che interessa tutte le Provincie rivierasche del fiume PO, oltre agli Avvocati che hanno patrocinato la causa.

FIDC BRESCIA: LEPRI, È TEMPO DI VIA ALLA CATTURA

Inizia il periodo delle catture di lepri nelle ZRC e ZRA dell’Atc Unico di Brescia. Come ci preme sottolineare ogni anno, si tratta di un appuntamento molto importante al quale sarebbe opportuno che partecipasse il maggior numero di cacciatori possibile. Completati i piani di abbattimento della lepre e chiusa la caccia a questo importantissimo selvatico è d’obbligo provvedere ai ripopolamenti al fine di ricostituire per la prossima stagione venatoria su tutto il territorio dell’Atc sufficienti popolazioni che consentano poi una nuova stagione venatoria. Come è noto l’Atc dispone di Zone di Ripopolamento e Cattura e Zone Rifugio e Ambientamento che costituiscono i serbatoi dai quali prelevare riproduttori da immettere sul territorio cacciabile. Si tratta in sostanza di effettuare una gestione sostenibile del prelievo venatorio che consenta di cacciare una parte delle popolazioni senza intaccarne il capitale. E’ ovvio che per ottenere dei buoni risultati serve, oltre al rispetto durante l’anno, anche che alle catture i battitori siano numerosi per muovere il maggior numero di animali. Ricordiamo inoltre che i cacciatori soci dell’Atc che pagano la quota di 130 euro per la forma vagante alla stanziale e migratoria, vengono decurtati 15 euro per giornata di cattura, con un massimo di due. Di seguito le catture programmate: Bettola Lonato sabato 16/12 al mattino; Bedizzole sabato 16/12 al pomeriggio; Gambara domenica 17/12; Lonato Cà Nova sabato 23/12, Lonato Castelvenzago domenica 24/12; Carpenedolo Fontanelle sabato 30/12; Bagnolo Mella domenica 06/01/2018; Quinzano sabato 6/1 e domenica 7/1; Roncadelle domenica 14/1; Remedello sabato 27/1; Erbusco sabato 27/1; San Felice domenica 28/1; Calvisano sabato 13/1 e domenica 14/1; Montichiari Fontanelle data da definire. Tutte le catture sono programmate per iniziare alle 7,30 del mattino e per i luoghi di ritrovo è sufficiente consultare il sito internet dell’ATC di Brescia www.atc-brescia.it. Tutto questo lavoro è organizzato su base volontaria e vanno quindi ringraziati i componenti dei gruppi di lavoro che durante l’anno seguono le Zrc e le Zra e le squadre che si occupano di stendere le reti e di presidiarle durante le catture. Giusto per non dimenticare questi volontari stendono anche più di 3.000 metri di reti ancora al buio la mattina della cattura dopo aver piantato i paletti in ferro nel terreno gelato e poi stanno fermi un’intera mattina a presidiare la loro porzione di rete con la speranza che qualche lepre si insacchi per poi estrarla ed incassettarla. A tutte queste persone vanno i nostri ringraziamenti per il duro lavoro effettuato ogni anno con grande impegno e perizia. (www.ladeadellacaccia.it)

Intervistata per il sito di Arci Caccia, Stefania Craxi dichiara: Viva la caccia, un modo produttivo di vivere e rispettare l’ambiente

Nella puntata dello scorso 12 Dicembre della trasmissione TV Uno Mattina, popolare contenitore mattutino della prima rete Rai, è andato in onda un altro tassello del grande castello mediatico che, l’avvicinarsi delle elezioni, sta regalando alla caccia. Una grande visibilità per il nostro mondo, a volte con risvolti positivi, a volte in termini negativi. Sicuramente corretta la puntata del programma condotto da Franco di Mare e Benedetta Rinaldi, che ha visto la partecipazione come ospiti del filosofo Leonardo Caffo e di Stefania Craxi, cacciatrice, il cui nome sicuramente non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Decisamente lucido ed interessante, e ci saremmo stupiti del contrario, l’intervento della signora Craxi, per questo abbiamo pensato di rivolgerle alcune domande:

Buongiorno onorevole, partiamo dall’inizio, com’è cominciata in lei la passione della caccia?

Tutto è nato quando, molti anni fa, io e mio marito abbiamo acquistato un casale in Maremma, in Provincia di Grosseto. Subito mi sono sentita attratta da questa terra e volevo viverla fino in fondo, con tutte le sue sfaccettature e tradizioni. La caccia al cinghiale è fortemente radicata in questo territorio ed è stato quasi naturale avvicinarcisi. Quindi adesso sono una cacciatrice di cinghiali, regolarmente iscritta ad una squadra, la Giardino di Orbetello e devo dire che di questa caccia mi piace tutto. La caccia al cinghiale è una passionaccia, o cel’hai o non cel’hai, e ormai l’amo da tutti i punti di vista. Mi piace l’idea del confronto con l’animale, mi piacciono le canizze, mi piacciono i momenti conviviali, come il ritrovo la mattina o quello serale per “spezzare” gli animali. Mi piacciono addirittura i bisticci dei cacciatori per non parlare dei momenti dedicati alla buona tavola.

 

Parliamo della sua partecipazione ad UNO Mattina. Quanto è difficile confrontarsi con il mondo animalista? Quando, durante il dibattito, è stata usata l’espressione “persone non umane”, io sarei entrato in seria difficoltà.

Nel mondo animal-ambientalista regna un’aggressività che sarebbe degna di miglior cause. Io sono un’amante egli animali, in casa ho tre gatti ed quattro cani, tutti trovatelli, ma le persone sono persone e gli animali sono animali, questo concetto deve essere chiaro. Io sono estremamente rispettosa delle convinzioni altrui ma ritengo che bisogna rimanere all’interno di argini di concretezza. Il mio “avversario” durante la trasmissione (Per chi volesse vedere l’intervista integrale può trovarla sul sito di rayplay al link: http://www.raiplay.it/video/2017/12/Unomattina-f043036c-265c-47a7-8693-c8ca1fa982d7.html), uomo di grande cultura, ha espresso con chiarezza il suo punto di vista, basato su ragionamenti sicuramente profondi. Io, invece, sono abituata a formare il mio pensiero osservando il mondo che mi circonda e le persone che lo abitano. Quello della caccia è un istinto primordiale che è ancora vivo in molti di noi, o almeno in me lo è di sicuro. Avrò un lato ferino…

 

Parliamo della caccia in Italia. Lei ha fatto e fa ancora parte da moltissimi anni della vita politica del nostro paese. Cosa si sentirebbe di dire, sulla nostra passione, ai suoi colleghi politici che siedono oggi in parlamento o che verranno con la prossima legislatura?

Di sicuro, che la caccia in Italia è un’attività importante per 6-700000 persone. Che è strettamente normata e regolamentata, ci sono circa 300 specie protette e buona parte del territorio è, in un modo o nell’altro, già precluso alla caccia. La caccia è importante anche sotto il piano economico, ad essa sono legate attività e posti di lavoro. Penso agli introiti per il turismo, per chi produce e commercializza prodotti destinati ai cacciatori, ai nostri fucili e munizioni che sono un’eccellenza italiana che raggiunge ogni angolo del mondo. L’attività venatoria, nel nostro paese, ha un’estrazione popolare, viene praticata da operai e pensionati, certo non da principi e conti. Perché si vuole impedire ad un pensionato di praticare la propria attività preferita? Nuoce a qualcuno? Certamente no. Si tratta solo di livore ideologico, che come ho già detto, meriterebbe cause più degne. Io posso sentirmi urtata da un bambino che vive in condizioni di povertà, ma certamente non da un animale abbattuto in modo corretto e legittimo.

 

Nel mondo ambientalista, come è emerso anche nel corso della trasmissione, si fa molta confusione tra le armi sportive e da caccia e quelle da guerra. Lei che ne pensa?

La trovo una generalizzazione inaccettabile. I nostri artigiani producono vere e proprie opere d’arte, che fanno vanto all’Italia nel mondo, assicurando posti di lavoro e ricchezza per il nostro paese. Io sono contro la guerra, favorevole alla promozione del disarmo nucleare e convenzionale eppure non trovo niente di strano nell’essere una cacciatrice. Continuo a dire che tra abbattere un animale a caccia e nuocere ad una persona, c’è differenza. O almeno per me è così.

Alessandria: Cacciatore muore durante la battuta al cinghiale

L'uomo, Piercarlo Minetti, 53 anni, abitava a San Salvatore in provincia di Alessandria. Secondo gli inquirenti, l'uomo stava partecipando ad una battuta di caccia quando è stato raggiunto da un colpo esploso da un'altro dei partecipanti.

http://www.lastampa.it/2017/12/13/edizioni/alessandria/cacciatore-ucciso-da-una-fucilata-durante-la-battuta-al-cinghiale-nella-campagna-di-sezzadio-Z3R6slbicgoOmJTg8Y6n5N/pagina.html

 

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