Menu
RSS

facebooktwitteryoutubehuntingbook

Luca Gironi

Luca Gironi

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LUPO: NO ALLA TOSCANA RECINTATA

  • Pubblicato in Notizie

 

Coldiretti Toscana con gli allevatori incontra l’Assessore all’Agricoltura Remaschi. Impegni precisi dalla Regione.

 

Continua il forte pressing e lo stato di mobilitazione di Coldiretti Toscana sulla vicenda dei danni arrecati alle aziende agricole dai predatori - lupo, cani vaganti ed ibridi di lupo - con attacchi registrati in ogni angolo della regione, con razzie quotidiane, greggi dimezzate e danni alle stelle. E’ trascorso oltre un anno da quando Coldiretti, per denunciare il disagio degli allevatori, è scesa in Piazza Duomo a Firenze anche con i cinghiali, al grido di #riprendiamocilterritorio.
Oggi presso la sede regionale di Coldiretti a Firenze confronto a tutto campo tra pastori, giunti da ogni angolo della Toscana, e Marco Remaschi Assessore all’Agricoltura al quale è stato consegnato un articolato documento in cui viene realizzata un’analisi della situazione e vengono illustrate le proposte dell’Organizzazione per affrontare questo insostenibile squilibrio dell’ecosistema.
“Abbiamo denunciato da mesi – ha detto durante l’incontro Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti regionale - in molte aree della Toscana una situazione di emergenza legata alle predazioni. Basti pensare che per il triennio 2014 - 2016 sono state presentate domande di indennizzo, riferite a 1.348 attacchi di predatori agli animali allevati, per un danno che supera i 3 milioni di euro. Numeri che parlano da soli e che non dicono tutto della situazione reale perché molti allevatori rinunciano addirittura a richiedere i rimborsi. Attacchi non solo di lupi ma anche di individui ibridi e di cani domestici inselvatichiti. Per salvare i nostri allevamenti non possiamo pensare di recintare tutta la regione – conclude Marcelli –“.
La Toscana, si legge nel documento presentato dai leader di Coldiretti all’Assessore, ospita un patrimonio di lupi significativo (nel 2015 è stata rilevata nel territorio toscano la presenza di 109 branchi per complessivi 600 lupi – ultimo dato ufficiale disponibile) e che la presenza della specie può rappresentare un elemento fondamentale di valorizzazione della biodiversità a condizione che sia circoscritta in habitat idonei ed in un numero di soggetti limitato, ed in molte aree si ravvisa una situazione di emergenza legata anche alla presenza di individui ibridi e di cani domestici inselvatichiti che rischiano, altresì, di compromettere la caratterizzazione genetica del lupo stesso.
I pastori presenti all’incontro, accompagnati dai dirigenti Coldiretti provenienti dalle province maggiormente interessate, hanno espresso a Remaschi tutte le loro difficoltà per una situazione che mette a repentaglio la sopravvivenza della pastorizia e dell’allevamento.
Precise le sollecitazioni e le richieste d’impegno che Coldiretti Toscana ha raccolto nel citato documento:
- garantire la puntuale e corretta quantificazione e liquidazione dei danni a seguito degli attacchi avvenuti nell’anno 2016 e precedenti, già oggetto di domande presentate dagli allevatori;
- applicare il regime di indennizzo tenuto conto della recente decisione della Commissione europea e della necessità di risarcire le aziende dell’intero danno subito: per la perdita degli animali predati, per la riduzione delle produzioni causate dagli attacchi agli allevamenti e per le spese sostenute per lo smaltimento delle carcasse degli animali uccisi dai predatori;
- procedere all’immediata realizzazione di piani di contenimento e controllo di cani vaganti e ibridi lupo/cane attraverso la collaborazione con i diversi Corpi di polizia e con il coinvolgimento delle Prefetture, in considerazione dei rischi per la stessa sicurezza dei cittadini;
- mettere a punto e realizzare un programma finalizzato al sostegno del settore della pastorizia che, anche per i problemi legati alla predazione, è interessato da una preoccupante crisi, con numerose aziende costrette a cessare le attività di allevamento, soprattutto nelle aree marginali;
- finanziare programmi di ricerca finalizzati a mettere a punto nuovi strumenti di prevenzione degli attacchi e di controllo dei predatori;
- ad attivarsi per ottenere dal Ministero dell’Ambiente risorse finanziarie, con cui integrare quelle regionali, al fine di coprire l’intero onere derivante dagli interventi richiesti;
- a continuare a rendersi parte attiva nei confronti del Governo e delle altre Regioni perché venga adottato il Piano di conservazione e gestione del lupo, con l’immediata applicazione di tutte le misure in esso originariamente previste e finalizzate a preservare la specie evitando che questa confligga con attività di allevamento ed in generale con insediamenti umani, attraverso un riequilibrio della presenza del predatore sui diversi territori.
“Con questo incontro, che rappresenta un ulteriore passo della nostra mobilitazione – ha detto Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – vogliamo invitare la Regione Toscana ed in particolare il Presidente Enrico Rossi, l’Assessore all’Agricoltura Marco Remaschi e l’Assessore all’Ambiente Federica Fratoni ad intervenire anche sul Governo Nazionale – Presidente del Consiglio, Ministro dell’Agricoltura e Ministro dell’Ambiente – e sulla Presidenza della Conferenza Stato Regioni affinché, ognuno per le proprie competenze, concorra a dare risposte serie, strutturali e non emergenziali alle problematiche del settore, sostenendo quindi l’azione già svolta da Coldiretti a livello nazionale”.
L’Assessore Remaschi nel rispondere hai convenuti ha preso alcuni impegni precisi come la liquidazione dei danni per gli anni 2015 e 2016 entro la fine di quest’anno e l’emanazione di un nuovo bando con le risorse necessarie per i danni del 2017, non più soggetti al regime “de minimis” – quindi con il limite dei soli 15.000 euro di danno ad azienda in tre anni-, la conferma dell’impegno della Toscana a sostenere l’approvazione del Piano di conservazione del Lupo nella versione originaria con l’attivazione di tutte le misure previste, oltre alla disponibilità a realizzare con le Prefetture i comuni ed i corpi di polizia un coordinamento teso a contenere da subito il problema delle predazioni da parte di ibridi e/o cani vaganti in modo risoluto.

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO:IN ALTO ADIGE I CACCIATORI SONO 6MILA, FESTEGGIATI I 137 NEODIPLOMATI

Per esercitare la caccia in Alto Adige, bisogna conseguire il certificato di abilitazione superando l’esame venatorio. Nel 2017 sono state 137 le persone che hanno assolto con successo tale obbligo, delle quali 17 sono donne. I neo-cacciatori e le neo-cacciatrici sono stati festeggiati presso la Casa Kolping di Bolzano. L’assessore provinciale Arnold Schuler, congratulandosi con i nuovi diplomati, ha fatto presente che “nei confronti di un tema legato ad un aspetto emozionale come la caccia, sono di fondamentale importanza la formazione, ma anche un atteggiamento di profondo rispetto nei confronti della selvaggina”. Benedikt Terzer dell’associazione provinciale cacciatori ha fatto presente che l’Alto Adige, mantenendo costante il numero dei cacciatori a quota 6mila, costituisce un’eccezione a livello nazionale dove, invece, si registra un calo sia per il numero delle persone abilitate, sia per l’accettanza nei confronti della caccia. Tra le materie d’esame vi è anche l’etica venatoria, e proprio sul tema si è soffermato nella sua relazione introduttiva Martin Lintner, teologo della morale che ha sottolineato l’importanza del rispetto verso la vita, e della caccia assolta in modo competente per mantenere l’equilibrio dell’ecosistema.

Gli esiti dell’esame di caccia

433 le candidate e i candidati iscritti. Delle 237 persone che hanno sostenuto la prova di teoria, in 191 (81%) hanno superato la prova scritta sottoforma di quiz e 168 candidati (88%) quella orale. Di questi, 9 persone avevano già superato la prova di tiro la settimana scorsa. Complessivamente la prova di teoria è stata superata in totale dal 71% dei candidati. L’esame di teoria concerne temi quali la fauna selvatica locale, l’ecologia, la legislazione venatoria, le armi da caccia nonché la tutela della natura e l’etica venatoria. Delle 7 persone che si sono presentate all’esame aggiuntivo, solo orale, 2 lo hanno superato. Alla prova di tiro si sono presentati in 196 candidate e candidati, dei quali 138 (70%) l’hanno superata. Inoltre, 61 dei candidati hanno partecipato al corso pratico per giovani cacciatori e 76 il tirocinio di pratica venatoria. Pertanto, in totale sono 137 le persone che hanno assolto con successo l’esame venatorio nel 2017. Questi sono i dati che hanno presentato il direttore e il vicedirettore dell’Ufficio caccia e pesca della Provincia, Luigi Spagnolli e Andreas Agreiter, nell’ambito della cerimonia di consegna dei certificati di abilitazione all’esercizio venatorio. Come ha fatto presente Spagnolli, “l’accettazione della caccia fra la popolazione è un punto di fondamentale importanza. Il prelievo venatorio e la regolamentazione della selvaggina devono essere spiegati al fine di riequilibrare il rapporto fra i cittadini e i cacciatori”. (www.ladeadellacaccia.it)

Fidc: Controllo faunistico. Alcune precisazioni sulle modifiche alla 157/92

In relazione ad alcune notizie diffuse nella giornata di ieri in merito all’approvazione, nel corso della seduta dell’11 dicembre, da parte del CdM, del decreto legislativo recante le disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive, è da precisare che l’articolo 22 (misure di gestione) espressamente consente alle Regioni, oltreché alle Provincie Autonome, di avvalersi finalmente anche di soggetti privati.

È un risultato perseguito con determinazione dalla Federazione Italiana della Caccia, che peraltro non si è fermata a questo facendosi al contempo promotrice di due “parallele” modifiche alla legge 157/92 riguardanti, rispettivamente:
- la prima modifica, per far fronte alla ben nota sentenza della Corte Costituzionale n. 139/2017, riguarda l’articolo 12, comma 7, e l’articolo 19, comma 3, nel senso di escludere dalla definizione di “esercizio venatorio” gli interventi di controllo e di attuazione dei piani di abbattimento cui possono essere chiamati a partecipare, anche dalle Regioni, i privati muniti di licenza di porto di fucile che abbiano frequentato con profitto appositi corsi di formazione approvati dall’Ispra;
- la seconda modifica riguarda l’articolo 4 e tende ad escludere dall’obbligo di soccorso della fauna selvatica in difficoltà le specie esotiche invasive e le specie sottoposte ai piani di controllo, prevedendo altresì la possibilità di sopprimere dette specie sul luogo di eventuali incidenti stradali anche da parte di cacciatori di selezione adeguatamente formati ed iscritti in appositi registri tenuti dalle Regioni.
Entrambe tali proposte di modifica sono state presentate sotto forma di emendamenti alla Legge di Bilancio attualmente in corso di discussione e di cui si attende l’approvazione nei giorni del 21/22 di questo mese.
La Federazione Italiana della Caccia nella persona del suo Presidente Gian Luca Dall’Olio, auspicando l’approvazione di tali emendamenti di cui si è fatta promotrice nello spirito di collaborazione e compartecipazione delle scelte programmatorie della Pubblica Amministrazione, intende ringraziare per l’interessamento andato oltre al suo specifico ruolo istituzionale l’On. Luca Lotti, Ministro per lo Sport, da sempre - anche per tradizioni familiari - vicino alle esigenze di tutela dell’ambiente e delle biodiversità e quindi anche alle esigenze della salvaguardia e della implementazione del patrimonio faunistico.
Un grazie, inoltre, all’Avv. Alberto Maria Bruni, che ha curato giuridicamente la predisposizione dei testi degli emendamenti, e alla dottoressa Giorgia Romeo, la quale ha fornito, grazie alle proprie competenze e ai dati elaborati dal Geodatabase di Federcaccia, gli elementi essenziali per la redazione delle relazioni illustrative di tali emendamenti.

Roma, 14 dicembre 2017 – Ufficio Stampa Federazione Italiana della Caccia

Alieni: il governo approva il provvedimento contro le specie esotiche

  • Pubblicato in Notizie

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Galletti, ha approvato l'adeguamento alla normativa regolamento UE 1143/2014, riguardante il controllo delle specie aliene, della normativa nazionale. Adesso le istituzioni avranno a disposizione gli strumenti per contrastare le specie alloctone.

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/12/12/governo-approva-regolamento-per-specie-invasive_9698d957-cc68-454c-91aa-2907e23bbef0.html

 

Normative

Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura