Menu
RSS

facebooktwitteryoutubehuntingbook

Luca Gironi

Luca Gironi

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cinghiale: Dai Capidistretto di Firenze nuove idee per la gestione del cinghiale

All’Assessore all’agricoltura della Regione Toscana
Marco REMASCHI
Al Dirigente del Settore Attività faunistico venatoria della Regione Toscana
Paolo BANTI
Ai Presidenti regionali e provinciali delle Associazioni venatorie:
- F.I.D.C., ARCICACCIA, ENAL CACCIA, LIBERA CACCIA
All’A.T.C. Firenze-Prato sotto ambito 4:
- Vice presidente Adriano BORGIOLI
- Presidente della Commissione ungulati David BARONCELLI
PROPOSTA PER L’APPLICAZIONE E L’ATTUAZIONE DELLA LEGGE OBIETTIVO NEI DISTRETTI PER LA CACCIA AL CINGHIALE IN BRACCATA


La l.r.10/2016 ha voluto tracciare una divisione , più netta di quanto fosse stato in passato, fra le Aree Vocate e le Aree Non Vocate alle specie ungulate, in particolare modo per quanto attiene il Cinghiale.
Una suddivisione, quella determinata dall’art.3 comma 1, che per il suo estremo dettaglio non può che essere soggetta a creare difficoltà nella sua applicazione e pertanto suscettibile non solo a non produrre i risultati attesi ma addirittura ad appesantire ulteriormente le dinamiche di danneggiamenti alle produzioni agricole ed a favorire locali esplosioni di popolazioni ungulate.
Le difficoltà di applicazione emerse in fase di ripartizione del territorio, si concretizzano ulteriormente allorché, con altrettanto estremo dettaglio, sono state individuate le forme di caccia praticabili nei due distinti spazi gestionali.
Vorremmo sottolineare che il concetto di Area Vocata ed Area Non Vocata sorge per differenziare gli obiettivi di gestione e non dovrebbe condizionare le forme di caccia applicabili che sono invece intimamente connesse alla qualità del territorio ed all’uso del suolo che lo caratterizza.
Tracciare un limite netto, in quanto a vocazionalità, fra le diverse destinazioni del territorio in un contesto ambientale e vegetazionale quale quello toscano, appare quantomeno complesso poiché caratterizzato da una discontinuità significativa e da una elevata variabilità ambientale con alternanza di aree aperte e bosco; impedire poi l’attuazione delle braccate nelle aree aperte (suscettibili di coltivazione) ed in quelle coltivate (come si classifica il Castagneto da frutto?) di qualsiasi ampiezza, rischia di depotenziare la forma di caccia più “redditizia” e quindi suscettibile di produrre maggiore impatto nel contenimento del cinghiale.
Senza nulla togliere alle finalità della l.r. 10/2016, riteniamo che debbano essere adottati accorgimenti correttivi alla norma che favoriscano il raggiungimento degli obiettivi programmati senza intaccarne, anzi potenziandone, l’impianto strategico.
Per le motivazioni sopra esposte si è ritenuto opportuno produrre una proposta, da applicare anche in via sperimentale nel territorio dell’ATC FI-PO Sottoanmbito 4 – o meglio nell’ATC 4- Firenze Nord - , che si concretizzi nei punti seguenti:
1- Individuazione di Distretti di Gestione funzionali all’attività di caccia al cinghiale in braccata comprendenti le Aree Vocate alla specie, mantenendo le attuali ed evitando la frammentazione, ed eventuali inclusi caratterizzati da diversa vocazionalità; individuazione, altresì, di una fascia confinante di 200 metri per una più efficace gestione, nel periodo della caccia in braccata, sotto il profilo del contenimento dei danni alle colture agricole e della realizzazione del Piano di prelievo.
Tali Unità di Gestione potrebbero essere perimetrate dall’ATC e non potranno eccedere in superficie i preesistenti Distretti ancorché ridisegnati sulla base delle mutate caratteristiche vegetazionali e territoriali.
2- Ampliamento delle forme di caccia nei Distretti di Gestione così delimitati, consentendo il prelievo in selezione e con il cane limiere, nel periodo in cui non è autorizzata la caccia in braccata, limitatamente ai cacciatori iscritti alle squadre dell’Unità di Gestione con l’obiettivo di dissuasione e contenimento dei danni alle produzioni agricole.
3- Responsabilizzazione delle squadre e dei cacciatori iscritti chiamati a contenere i danni alle produzioni agricole attraverso la collaborazione nella messa in opera di impianti di prevenzione e dissuasione, nonché attraverso l’attuazione del prelievo nelle diverse forme consentite all’interno del distretto. Consapevoli della responsabilità etica (la sicurezza stradale e l’incolumità dei cittadini), della necessità e urgenza di contribuire alla costruzione di un percorso virtuoso che porti armonia tra portatori di interessi diversi e legittimi (Impresa agricola, mondo venatorio e ambientalista) riteniamo importante: La collaborazione dei Distretti di Gestione con l’ATC alla redazione del Piano di abbattimento che dovrà tenere conto delle specificità dei Distretti e della conoscenza del territorio, dei censimenti, delle potenzialità alimentari, della consistenza e caratteristiche delle specie presenti, della presenza di predatori che interferiscono e modificano gli areali degli ungulati e del cinghiale in particolare. La omogenea apertura dell’attività venatoria su tutto iol territorio provinciale e/o all’interno dell’ATC. La tempestiva messa a disposizione dei Distretti di tutto il materiale necessario alla prevenzione, attraverso convenzioni stipulate dagli ATC con chi garantisce il miglior rapporto qualità/prezzo. La tempestiva conoscenza e mappatura delle aree – a gestione conservativa e non conservativa – con colture a rischio. La possibilità di realizzare, per mezzo dell’erogazione di una quota del bilancio dell’ATC, miglioramenti ambientali e/o mirati foraggiamenti dissuasivi in aree circoscritte, idonee e lontane dalle colture.
4- La messa a punto di sistemi di premialità o penalizzazione nel caso del raggiungimento o meno degli obiettivi programmati per ciascuna Unità di Gestione attraverso la sottoscrizione di specifiche convenzioni fra ATC e responsabili delle squadre richiede una condivisione delle responsabilità di tutti i soggetti interessati. Pertanto riteniamo importante: Non fissare apriori nessun onere a carico dei cacciatori, ma effettuare delle verifiche in un arco temporale di 2/3 anni sulla prevenzione attuata e sull’impegno profuso per il raggiungimento degli obiettivi gestionali programmati e concordati (modifica dell’art.83, comma 1, lettera l). Prevedere il risarcimento, previo un oggettivo accertamento, per il ferimento o la morte del cane nel corso di interventi ex art.37 L.reg. 3/94. A tal fine riteniamo che gli oneri debbano essere a carico dei soggetti richiedenti l’intervento e che possa e debba essere condiviso da ATC e Impresa agricola attraverso la creazione di un fondo. La cancellazione del comma 5 dell’art. 89nella parte che recita “messa in atto anche da parte dei singoli componenti della squadra nell’interesse della medesima” . In uno Stato di
diritto, la responsabilità ricade su chi trasgredisce una norma e non può colpire in modo indiscriminato.
La formula di gestione proposta potrebbe risultare particolarmente efficace per territori quali quello di cui trattasi dove, nelle aree appenniniche, è diffusa la coltivazione del Marrone che si inserisce nelle aree boscate e che, ai sensi della legge 10 dovrebbero essere escluse dalle Aree Vocate.
Per i Distretti di gestione per la caccia al cinghiale dell’A.T.C. Firenze-Prato Ambito 4


Antonio Muratore (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

A Caccia Village nasce HTA (Hi-Tech Academy)

HI- TECH ACADEMY è una società di servizi avente come scopo la promozione e la diffusione di prodotti e servizi attinenti il mondo dell’outdoor, con particolare riferimento all’attività venatoria, rivolte nella fattispecie a tutto ciò che concerne le più importanti novità nel settore della tecnologia. Verrà presentata al pubblico il 13 maggio prossimo, in occasione della manifestazione Caccia Village 2017 a Bastia Umbra (PG).
Si rivolge in particolare ad un pubblico costituito da cacciatori e cinofili che intendono avvalersi ed essere aggiornati su quanto di più moderno e tecnologico è presente nel mercato di riferimento, al fine di poter godere pienamente la propria passione.
La necessità di creare un’accademia nasce dalla volontà di HTA di creare delle start-up e dei percorsi formativi che attraverso workshop e esperienze sul campo, possano fornire tutte quelle conoscenze altrimenti difficili da acquisire in un settore in continuo fermento.

Per raggiungere lo scopo HTA promuove e realizza sinergie con le migliori aziende presenti sul mercato internazionale. HTA, in collaborazione con BS PLANET, Club VALLE DI FIORDIMONTE, BRYNJE OF NORWAY, organizza il
1° HI- TECH HUNTING EXPERIENCE – 18 GIUGNO 2017
PRESSO AZIENDA AGRI-FAUNISTICA VENATORIA VALLE DI FIORDIMONTE CLUB .
PROGRAMMA:
RITROVO PRESSO CASA DI CACCIA
COLAZIONE E BREVE SPIEGAZIONE E PRESENTAZIONE DEI PRODOTTI
CACCIATA A SQUADRA CON LA POSSIBILITA’ DI PROVARE I PRODOTTI PRESENTATI
PRANZO
APPROFONDIMENTO SUI PRODOTTI
L’evento verrà promosso e pubblicizzato alla prossima fiera Caccia Village, 12 – 13 e 14 maggio pp.vv.
Possibilità di suddividere l’evento in 2 giorni con eventuale presenza delle telecamere di Sky Caccia e Pesca
www.htacademy.it
Email – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
HTA@HITECHACADEMYOFFICIAL

Tel. +39 348-5389105 Alessio - +39 320-7415908 Andrea

Enci: Il programma delle classiche a quaglie 2017

Programma prove classiche su quaglie 2017 - Circuito prove - ENCI CANICOM

Il giorno 5 Maggio è uscito il calendario ufficiale delle prove per il "Trofeo Classiche a quaglie 2017". Per concorrere al Trofeo, occorre partecipare ad almeno 11 delle 15 prove in calendario (8 in Pianura, 7 in Montagna), di cui almeno 6 in pianura e 5 in montagna, con almeno tre soggetti presenti in ogni prova anche di razze diverse.

Fondazione UNA: AL SUMMIT SU SICUREZZA CIBO FONDAZIONE UNA PRESENTA IL PROGETTO SULLA FILIERA DELLA SELVAGGINA

Sicurezza alimentare e salubrità del cibo. Questo il tema del vertice tenutosi al Castello di Brescia nell’ambito della manifestazione “COL gusto DIRETTI in Castello” organizzato dalla Coldiretti di Brescia. Ad aprire l’appuntamento gli interventi del Presidente di Coldiretti Lombardia e Vice Presidente Nazionale Coldiretti Ettore Prandini, del Presidente della Fondazione Campagna Amica e Fondatore di Slow Food Carlin Petrini e di Maurizio Zipponi, coordinatore scientifico della Fondazione Uomo Natura Ambiente.

“L’educazione alimentare – spiega il Presidente Ettore Prandini – deve diventare una vera e propria materia di studio. E’ importante educare le nuove generazioni alla conoscenza dei prodotti del territorio e del vero Made in Italy. Non si tratta solo di offrire ai bambini gli strumenti per leggere in maniera più completa il mondo che li circonda, ma anche per insegnare loro che alla base di una buona salute e di un’alta qualità di vita c’è un’alimentazione equilibrata e legata al territorio”.

“Nei prossimi anni sul cibo sano si giocherà il futuro di produttori e consumatori – afferma Carlin Petrini – . L’attenzione dei cittadini sta crescendo, spinta anche dall’aumento di intolleranze, allergie e patologie legate alla cattiva alimentazione. Per questo l’educazione ha un ruolo fondamentale, anche per la costruzione di un sistema alimentare più equo e sano. Solo intervenendo sulla cultura e sull’informazione, e quindi sull’educazione, possiamo agire in maniera realmente efficace. I bambini in particolare hanno grande sensibilità su questi temi, e sono essi stessi i più efficaci educatori degli adulti”.

Al centro dell’intervento di Maurizio Zipponi del Comitato Scientifico della Fondazione UNA Onlus, le eccellenze gastronomiche del territorio: “La carne di selvaggina, alimento tanto pregiato quanto sottovalutato – ha dichiarato Maurizio Zipponi, Presidente – è sana ed ecocompatibile. Al tema è dedicato uno dei progetti seguiti dalla Fondazione UNA insieme all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, al Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Milano e alla Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, che mira a creare in Italia una filiera tracciata della selvaggina che consenta di creare valore per i territori anche dal punto di vista economico e occupazionale”. (ladeadellacaccia.it)

Arci Caccia:La FIdC si nasconde, si preoccupa, sospende, si autosospende, si agita… Regione che vai, nome che trovi

Ormai si è perso il buongusto anche di chiamare le cose con il proprio nome. In Toscana, la FIdC ha preso la gestione del Logo della CCT – secondo lei legittimamente – e lo utilizza per non mettere la faccia, non assumersi le responsabilità di quelli che sono i veri obiettivi.
Quanto recitano i comunicati CCT (Confederazione di Associazioni di cui siamo cofondatori) attuali e futuri, è di esclusiva responsabilità della FIdC/CCT (un cuore e una capanna).
Le giravolte per tentare di mettere le Associazioni Venatorie l’una contro l’altra con Comunicati autoreferenziali è di esclusiva pertinenza del gruppo dirigente della FIdC. Per noi il lavoro unitario continua, malgrado arroganti atteggiamenti dell’associazione maggiore sulla presenza negli ATC della Lombardia e della Toscana, l’ARCI Caccia è protagonista insieme alle Associazioni che, con coerenza e convincimento operano per rapporti unitari. Così facciamo anche in Toscana. Anche in questa regione la FENAVERI esiste per i nostri soci, così come per quelli della FIdC, dell’ANUUMigratoristi e dell’ENALCaccia. Queste associazioni trasferiscono, anche per i toscani, 50 centesimi di adesione alla Federazione Unitaria, della quale la FIdC esprime il Presidente Nazionale, rappresentativo per l’Italia nella sua interezza.
La FIdC operante in Toscana è particolarmente attenta ai fatti degli altri, per tutelare interessi propri, tanto vero che ha discusso in Consiglio Nazionale FIdc (guarda caso non nella CCT) di legittimare un contenitore associativo in costruzione, per dare ai “transfughi” l’approdo di una polizza a prezzo vantaggioso. Una problematica, costruita per dare casa alla nascente costola della FIdC, che poteva essere facilmente risolta prendendo coerentemente la Tessera della FIdC, che già nei fatti è la loro associazione di riferimento. Forse questa soluzione, però, ancorché lineare potrebbe non affascinare i cacciatori toscani, che in questi anni sembrano aver lasciato in abbondanza le associazioni riunite nella CCT. Noi attendiamo fiduciosi risposte alle nostre proposte di modifica dello statuto della CCT. Attendiamo anche il chiarimento dei rapporti fiduciari tra dirigenti CCT e quelli delle Associazioni Venatorie aderenti, che negli anni trascorsi non hanno risolto il tema dei rapporti economici interni, delle compensazioni e di quant’altro a partire dal 2015. Dirigenti e assemblea sui quali ricadono le responsabilità dei rapporti fiduciari non risolti fin dal 2015. Intanto FIdC discute di traghettamenti e di polizze. Sembrano più temi commerciali che problematiche legate all’unità e al rispetto necessario tra le Associazioni Venatorie.
La FIdC se ne faccia una ragione, il Congresso dell’ARCI Caccia si è svolto e i comportamenti, i contenuti, le regole valgono per tutti coloro che prendono la nostra tessera, riconoscibile e inconfondibile, in tutta Italia.
Di queste ed altre ansie, il Presidente Nazionale della FIdC e della FENAVERI, ci aggiornerà a Caccia Village a Bastia Umbra, laddove, finalmente, sembra si riunirà la Presidenza Nazionale della FENAVERI.
Vi terremo tutti informati.

Normative

Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura