Menu
RSS

facebooktwitteryoutubehuntingbook

Luca Gironi

Luca Gironi

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

UN LIBRO SU PIANDISPINO

Una cinofilia presentata come mezzo per parlare di territorio, di uomini che lo abitano, e di conservazione della fauna. Questo il filo conduttore del libro-cronaca “Piandispino – Storie e starne”, presentato il 21 aprile scorso a Forlì presso l’Hotel Globus, che il Gruppo Cinofilo Forlivese ha pubblicato con il sostegno dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, e patrocinato dalla Provincia di Forlì/Cesena e dai tre Comuni di Meldola, Civitella di Romagna e Sarsina, sul territorio dei quali insiste la Zona Addestramento Cani di Piandispino (circa 1300 ettari complessivi di bassa e media collina). Una delle zone di addestramento cinofilo riconosciuta fra le più belle e valide d’Italia in questo campo, caratterizzata da peculiari panoramiche di ambiente calanchivo romagnolo di coinvolgente appeal fotografico.

Il legame fra la ZAC di Piandispino e la FIdC si può ricondurre alla sua nascita negli anni ‘70, dovuta all’intuizione, all’impegno e alla passione cinofila di alcuni rappresentanti della FIdC forlivese, primo di tutti Elio Alfonsi, che militavano anche nel locale Gruppo Cinofilo. Una collaborazione tra Federcaccia e Gruppo Cinofilo che è proseguita negli anni fino ai nostri giorni. Il rapporto si è poi approfondito quando, nel 2014, all’epoca del rinnovo della concessione da parte della Provincia di Forlì-Cesena, sotto la spinta lungimirante di alcuni consiglieri del Gruppo, si è pensato di coinvolgere l’Enci, in prima persona, nella gestione di Piandispino, presentando un progetto mirato alla sua salvaguardia, al suo ammodernamento e, contemporaneamente, alla reintroduzione della starna. Firmata quindi un’intesa con la Federcaccia provinciale di Forlì/Cesena (FIdC detiene tuttora la titolarità della Zona), si è formulato il progetto di intervento presentandolo al Consiglio Direttivo dell’Enci, che lo ha approvato riconoscendone la validità. Ne è conseguita la stipula di una convenzione annuale e rinnovabile tra Enci e Gruppo Cinofilo Forlivese, e l’erogazione dei primi finanziamenti con i quali, nell’autunno del 2014, sono partiti i lavori preventivati, coinvolgendo da subito anche gli agricoltori proprietari dei terreni.

Il libro, curato dal giornalista e cinofilo Roberto Aguzzoni, muove le mosse dal progetto di reinserimento e conservazione di Starna di ceppo italico. Progetto, sostenuto dall’ENCI, che ricade all’interno del programma di medesimo indirizzo a livello nazionale “Life Natura Perdix”. Intorno a questo, sul libro, si dipana tutta la vicenda di Piandispino, dalla sua costituzione in zona protetta in accordo con gli agricoltori e in gestione a Federcaccia, alle manifestazioni internazionali che là si sono tenute e si tengono, alle immagini del luogo e alle testimonianze di tante persone che lo hanno frequentato e lo frequentano, non ultimo ponendo anche alcune riflessioni sugli aspetti della cinofilia sportiva connessa al turismo alternativo e alle economie di nicchia dei piccoli centri. Alla presentazione sono intervenuti, insieme ad un folto pubblico di allevatori, dresseur e professionisti del mondo cinofilo, il Presidente dell’Enci, Dino Muto, e Consiglieri nazionali dell’Enci. Purtroppo assente per un lungo impegno in sede a Roma il Presidente nazionale della FIdC, Gianluca Dall’Olio, il quale ha fatto pervenire i suoi sinceri saluti da parte del Presidente provinciale FIdC di Forlì/Cesena, Massimo Neri.

Il Presidente dell’Enci, Dino Muto, nel suo saluto ha sottolineato come l’Enci sia interessata a portare in un luogo come Piandispino manifestazioni importanti. Il terreno di Piandispino si presta infatti ad un determinato e ben preciso tipo di prove di lavoro, mostrando una grande validità per la selezione zootecnica del cane da caccia. Sotto quest’ottica, già l’anno prossimo si terrà a Piandispino la Coppa Italia razze Continentali, confermando l’interesse di dare continuità al cammino sinergico fra Enci e Federcaccia. A questo si deve aggiungere il flusso di informazioni verso l’ISPRA riguardante la presenza di fauna sul sito, che trae valore scientifico dal recente accordo siglato fra l’Istituto e l’Enci. Diviene quindi base imprescindibile l’interazione con il territorio, l’intesa con gli agricoltori e l’impegno delle persone che lavorano affinché la fauna sia presente sul sito. Alla fine dell’evento il libro è stato distribuito in omaggio a tutti i presenti. Chi fosse eventualmente interessato ad averne copia, può ritirarla presso il Gruppo Cinofilo Forlivese (via V. Locchi 5/E – 47122 Forlì – tel. 0543/704441 – orari: Lunedì 9.00-12.30, Mercoledì 16.00-18.00, Venerdì 9.00-11.00 (su appuntamento), mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), oppure riceverla via posta con spese di spedizione a carico del destinatario. (www.ladeadellacaccia.it)

 

ANLC: CAMPIONATO ITALIANO A QUAGLIE

DOMENICA 21 MAGGIO nella splendida cornice di Colfiorito si svolgerà il Campionato Italiano su quaglie di ANLC con batterie riservate ad inglesi e continentali. Tutti i cacciatori sono invitati a partecipare.

LUTTO NELLA FEDERCACCIA: SCOMPARE MASSIMO COCCHI

Nella serata del tredici maggio dopo una breve, ma feroce malattia se ne è andato Massimo Cocchi, autorevole e stimato consigliere di presidenza nazionale e membro regionale di Federcaccia Toscana.

Il presidente Gian Luca Dall’Olio, i consiglieri di presidenza e la Federcaccia tutta si stringono ai familiari e a quanti lo conoscevano nel dolore per la perdita di un grande amico e di un valente dirigente.

“Ricordo il suo assoluto impegno, i tanti anni trascorsi all’insegna del reciproco rispetto, personale e istituzionale, e collaborazione – ha dichiarato il presidente Dall’Olio – e quanto da Massimo fatto con professionalità e lungimiranza per la caccia nel nostro Paese”. (www.ladeadellacaccia.it)

Lasciate che vengano a Noi!

La CCT/FIdC si faccia una ragione delle scelte congressuali dell’ARCI Caccia, non sono un incidente ma una democratica decisione. La FIdC si sente in diritto di concordare pre-legittimazioni ad Associazioni “nasciture” e, questa, è una novità storica. Non c’è precedente cui richiamarsi. La libertà di scelta la esprimono i cacciatori singoli o associati. Continuano ad avere più Associazioni cui iscriversi, grazie alla Costituzione, “vivaddio”, che consente di promuovere trasparenti Associazioni a volontà; è stato anche per il piccolo concorso dell’ARCI Caccia. Altro che dissenso ci sarebbe stato se c’era ancora solo l’Associazione unica!
La FIdC/CCT ha arricchito il vocabolario del nostro mondo: casa comune, ridurre ad unicum, associazione unica e confederazione con singoli soggetti e collettivi, transfughi e annessioni, srl, consorzi, autocertificazioni fiduciarie discrezionali, ecc….
Sarà utile recepire tutto nel calendario venatorio così da “mimetizzare” con la caccia, parole e contenuti di casta, da addetti ai lavori.
La FIdC invita i cacciatori ad iscriversi. E ci mancherebbe altro! È un diritto che vale a pari dignità anche per le altre Associazioni Venatorie.
È ovvio: si va alle Associazioni per prendere le tessere e alle Compagnie di Assicurazione per le polizze. La legge ratifica questa condizione elementare da applicare che non ha bisogno di interpretazioni.
In tanti, dalla FIdC sono passati in ARCI Caccia, in altre Associazioni e viceversa. L’affettuosa, mirata accoglienza rivolta da FIdC, ai soci dell’ARCI Caccia, ora è specifica e chiara.
Noi siamo attenti e rispettosi della volontà dei soci, accettiamo gli assensi e i dissensi, ma altra cosa è il favoreggiamento ad altra Associazione. Abbiamo chiesto – e chiederemo sempre – un’adesione consapevole, riconoscibile, al simbolo e ai principi della nostra identità.
Di scissioni e fondazioni di Associazioni ce ne sono state molte dopo il testo unico che prevedeva l’iscrizione obbligatoria, con la conquista dell’associazionismo democratico, articolato e diffuso. Libertà associativa e unità hanno sempre visto l’ARCI Caccia, protagonista con altri, delle aggregazioni unitarie che si sono susseguite.
Abbiamo sostenuto la Confederazione Cacciatori Toscani di 2° grado, anche dopo le dimissioni di parte della leadership toscana, definita transfuga da altri (non crediamo in malafede). Siamo lieti della proposta di FIdC all’Enalcaccia per partecipare al percorso unitario anche in Regione costruendo, come rivendica giustamente l’Enalcaccia, la FENAVERI in Toscana. Non era allora il caso di discutere apertamente, insieme, alla luce del sole e non riservatamente?
Come ha funzionato la CCT: benissimo dice FIdC/CCT! Ma gli iscritti alla FIdC, e non solo all’ARCI Caccia, sono diminuiti e andati non solo a casa, ma in parte in altre Associazioni Venatorie (ANLC). Non doveva essere la CCT il luogo per fare questa discussione con i cacciatori? Chiediamo, noi a voi CCT/FIdC, visto che insistete, l’autocertificazione fiduciaria, discrezionale, dei passaggi economici tra soci, Associazioni, CCT e ritorno. Noi non c’eravamo a quei tempi. Per gli 2015 e 2016 quote e servizi forniti dall’ARCI Caccia perché non li hanno risolti il Segretario della CCT, l’ex Presidente Regionale di ARCI Caccia, la Presidenza e gli altri organi dirigenti? Sono gli unici che possono avere certezza personale di atti autofiduciari discrezionali (lo dice la parola stessa!). Chi dovrebbe comprendere è chi nel 2015 e nel 2016 ha versato le quote alle Confederate della Toscana e, loro tramite alla CCT. Ne hanno avuto di tempo per autocertificare il discrezionale!
Nel contempo in CCT/FIdc hanno inventato la “sospensione” extra statutaria.
Chiediamo noi, quali provvedimenti intende prendere la CCT verso i responsabili del ritardo tecnico? Che ne dice di ciò la FIdC preoccupata di “effetti domino”? Sospensione, espulsione, si rientra accompagnati dai genitori? Ci pare che l’urgenza sia di altro tipo: una copertura assicurativa nella disponibilità di quanti si sono dichiarati in disaccordo con l’esito del Congresso dell’ARCI Caccia e sono in “aspettativa” per annunciare quanto occultato ad oggi ed esplicitamente confessato nel Comunicato di Federcaccia Nazionale: andare in FIdC. Si cerca un “gommone” nello Statuto di una nuova Associazione, casualmente presentato in Consiglio Nazionale FIdC.
Ma non eravate per l’Associazione unica?
Avevamo capito male, FIC è stata un’invenzione temporanea, in contrasto con le autonome personalità giuridiche regionali.
Si fa un’Associazione di comodo, per portare a casa gli iscritti dell’ARCI Caccia. Sarebbero gli apolidi? Sarà una tessera della FIdC o una sottomarca per favorire l’iscrizione degli ex? Forse la si potrà offrire anche a qualche critico della FIdC, quella a denominazione di origine controllata?
Questo agitarsi non c’entra con la gestione della fauna, con i problemi dei cacciatori, con i rapporti con gli agricoltori, con la società.
Diciamola tutta, i traghetti “porta soci” sono in costruzione da diversi anni: case comuni e altro, non hanno convinto gli interpellati: dal CPA che si è defilato, all’ANUU, all’ARCI Caccia, e neppure la stessa FIdC che predica “l’unicum” ma ha paura del vero nuovo e non vuole sciogliersi, premessa indispensabile di una nuova aggregazione.
Sono anni che si fanno riunioni in Toscana tra FIdC, ARCI Caccia Toscana e Nazionale della FIdC spesso ad escludendum dell’ARCI Caccia Nazionale a sancire la non ingerenza nelle loro cose.
Il senso di responsabilità e la benemerenza di FIdC è rivolta agli allergici allo Statuto dell’ARCI Caccia e al primato del volontariato, come indica lo statuto stesso. Forse quelli che si sono dimessi per autocertificata incompatibilità con la prospettiva di lunga e rappresentativa vita dell’ARCI Caccia, si aspettano indulgenze per il percorso condiviso con FIdC per gli apolidi?
Le credenziali da valorizzare, per le quali FIdC ha concordato la nuova associazione, sono la litania della casa comune (sconfessata), il contrasto con gli ambientalisti pelosi o il tentativo di bloccare, con ricorsi, il Congresso dell’ARCI Caccia, nel tentativo di eludere il Regolamento, oppure la derubricazione della FENAVERI; cose note e documentate alla FIdC Nazionale.
Intanto l’unità chiama, l’ARCI Caccia risponde.
In Campania si formalizza un nuovo pezzo di unità larga, con nomi chiari e senza ANNESSI.

Normative

Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura