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Luca Gironi

Luca Gironi

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CCT: CHE FINE FARANNO LE ZRC?

No alle trasformazioni a tavolino delle ZRC; Subito il Nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale! Il tavolo di concertazione recentemente istituito dal Presidente Enrico Rossi sulle criticità legate alla gestione faunistico venatoria in Toscana, è stato salutato dalla Confederazione Cacciatori Toscani, come una utile opportunità per affrontare e approfondire i punti qualificanti di una nuova prospettiva per la caccia in Toscana. A pochi giorni dall’apertura generale della caccia, i limiti della gestione faunistica e soprattutto la grave crisi che sta colpendo la piccola selvaggina stanziale, mettono in luce l’urgenza di affrontare e mettere mano a scelte radicali per quanto concerne anche il ruolo e le funzioni degli Istituti faunistici pubblici e privati. La nostra posizione è quella di accelerare la discussione sul nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale e di fissare in esso, gli indirizzi gestionali e la eventuali riperimetrazioni o trasformazioni degli Istituti Faunistici. Un chiaro no, alla riproposizione di un metodo sin qui applicato dalla Regione Toscana, che si incentra sull’approvazione di provvedimenti “stralcio” in assenza di una visione generale. L’ultimo di questi è stato quello sulla delimitazione delle nuove Aree Vocate al cinghiale, partorito senza il coinvolgimento delle associazioni venatorie ed agricole e che sta provocando nei territori e nel lavoro di alcuni ATC Toscani, difficoltà e contenziosi con i distretti e le squadre di caccia al cinghiale. La nostra richiesta per un cambio radicale di impostazione sembra essere disattesa; altre nubi si profilano all’orizzonte! Circolano in queste ore, proposte irricevibili riguardanti le Zone di Ripopolamento e Cattura; infatti, sono state presentate da parte degli Uffici competenti, alcune proposte deliberative che prevedono la trasformazione di tutte le Zone di Ripopolamento e Catturapresenti sul Territorio regionale (salvo quelle presenti nelle aree soggette a SIR o a Rete Natura 2000) in Zone di rispetto venatorio. Una proposta che ha dell’incredibile non solo per ragioni di carattere normativo, ma soprattutto per le conseguenze che potrebbe causare sotto il profilo faunistico ed ambientale. Vogliamo solo ricordare che tra le due tipologie di strutture (ZRC e ZRV) la legge prevede funzioni e finalità estremamente diversificate. Le ZRC svolgono notoriamente un ruolo conservativo e di mantenimento della fauna selvatica stanziale, seguendo logiche gestionali incentrate al mantenimento di soggetti nati e riprodotti allo stato naturale, salvaguardando così un patrimonio di estremo valore. Una trasformazione generalizzata di questi istituti, porterebbe pertanto ad un considerevole danno alla biodiversità, oltrechè all’azzeramento di anni di investimenti pubblici finalizzati alla loro funzione, per non parlare degli infiniti contenziosi legali che scaturirebbero con gli agricoltori e con i proprietari dei fondi agricoli, per le procedure di pubblicità e trasparenza previste dalla normativa. Nel prossimo incontro che verrà sicuramente programmato a breve dalla Presidenza della Giunta Regionale, la Confederazione Cacciatori Toscani si farà carico di rappresentare con forza la totale contrarietà su questo delicato problema, ed a ribadire con nettezza la necessità già più volte avanzata, di una celere concertazione ed approvazione del nuovo Piano Faunistico Regionale.

ARCI CACCIA E ANLC TOSCANA: Caprioli e TAR, quando l’improvvisazione regna sovrana

Ci ha raggiunto stamattina la notizia della attesa conclusione della telenovela estiva messa in campo da Urca Nazionale sul prelievo di femmine e piccoli di capriolo. Un pasticcio… questa è la definizione che abbiamo usato nel nostro primo comunicato, uscito all’indomani del ricorso presentato da Antonio Drovandi. Un pasticcio perché riapriva, in un momento di relativa “tranquillità” per la nostra regione, la stagione dei ricorsi, un pasticcio, perché poteva portare solo all’acuirsi del conflitto con gli agricoltori, cosa puntualmente avvenuta, ed un pasticcio, per l’esito quasi scontato dell’iniziativa legale. Rimaniamo d’accordo con il Presidente Regionale dell’Urca Ballerini, un segnale alla Regione andava dato, in modo che non si riproponessero provvedimenti calati dall’alto, ma non era questo il modo. Oltretutto, adesso che si sono sparate le cartucce che si avevano a disposizione, solo per rendersi conto che erano a salve, cosa abbiamo in mano? La risposta è facile… un bel pugno di mosche… Un’iniziativa che ci rende tutti più deboli, proprio in un momento di fitte consultazioni con Assessore e Presidente della Regione. A questo scopo aspettiamo di conoscere la posizione del resto dell’Urca, da cui si è levato più di uno scricchiolio e di Federcaccia Toscana, di cui ribadiamo, Antonio Drovandi è un importante dirigente….

 

Arci Caccia Toscana e ANLC Toscana

Arci Caccia Toscana: A questo punto, occorre un’analisi attenta della legge obbiettivo

La legge 10 sta per esaurire il suo percorso, che fin dall’inizio doveva articolarsi su tre anni, quindi, secondo la nostra associazione c’è bisogno di una revisione profonda, infatti, pur capendo molto bene quali siano i percorsi, le necessità e le pressioni che hanno portato alla sua stesura, siamo consapevoli che molte sono le ombre che si è portata dietro a partire dalla sua pubblicazione. Nella sua compilazione, infatti, è mancata totalmente la concertazione con il mondo venatorio e questo problema si è fatto sentire immediatamente, fin dalle prime prove di applicazione. Non erano mai successo, infatti, che si generassero divisioni così profonde nel mondo venatorio e tra questo e gli agricoltori. L’Arci Caccia ha da subito segnalato la necessità di governare questi processi, ma la nostra voce, coperta da quella di altri, è rimasta inascoltata. Un altro dei punti dolenti di questo provvedimento, è indubbiamente la mancanza di possibilità di gestioni diversificate nelle varie zone della Regione, anche se, ad onor del vero, questo è più da imputarsi ad una latitanza degli ATC, che sarebbero investiti dell’applicazione della legge, che della Regione. Il vuoto politico, delineatosi nel periodo del commissariamento, ha lasciato la gestione degli interventi di controllo nelle mani della sola polizia provinciale che, dopo la “mezza” abolizione delle province, è ridotta ai minimi termini come organici e possibilità di intervento e vigilanza. Questo ha portato, come abbiamo già denunciato in comunicati precedenti, ad uno spostamento della responsabilità degli interventi sulle GGVV, situazione che ha favorito l’instaurarsi di situazioni spiacevoli e molto poco chiare sulla gestione degli abbattimenti. Dopo la denuncia dell’Arci Caccia di Grosseto, che lamentava lo svilupparsi di situazioni clientelari sul proprio territorio, ai nostri uffici arrivano segnalazioni da ogni parte della Toscana, segno della capillare diffusione di questo malcostume. Per questo, chiediamo che ci sia un drastico cambiamento di rotta, che porti all’inclusione dei cacciatori nei processi decisionali che porteranno alla stesura del provvedimento che seguirà la legge obbiettivo. La Toscana è formata da mille realtà locali, ognuna con le sue esigenze e le sue specificità, per questo chiediamo che gli ATC vengano investiti di maggiori poteri, in modo da consentire la messa in campo di soluzioni diverse in territori diversi. Non neghiamo il problema rappresentato dagli ungulati, ma crediamo che dove non vi siano problemi di danno, sia inutile l’applicazione di tutti i protocolli della Legge Obbiettivo. Per favorire questo processo, chiediamo che già da oggi ci sia maggiore il coinvolgimento delle squadre, e che vengano messi in campo provvedimenti che consentano una sospensione del prelievo selettivo e degli interventi di controllo nei territori dove, grazie all’impegno preventivo dei cacciatori, non si verifichino danni. Vincolando, magari, gli agricoltori a realizzare opere di prevenzione per poter accedere ai risarcimenti. Questo richiede un aumento della vigilanza da parte della Regione e per questo guardiamo con favore a quanto annunciato negli ultimi incontri con politica e tecnici, ovvero all’arrivo di un servizio di “consulenza” regionale che, dopo aver fornito agli ATC gli strumenti per una gestione più puntuale e tagliata sul territorio, vigili sulla loro applicazione.

L’Arci Caccia, come abbiamo già detto, è favorevole ad una risoluzione del conflitto con gli agricoltori, che può passare solo attraverso una riconduzione dei danni entro limiti tollerabili, ma chiede che vengano rispettate anche le legittime aspirazioni dei cacciatori che, con il loro impegno, cercano di raggiungere questo obbiettivo. Per questo siamo felici della disponibilità a discutere dei nuovi provvedimenti mostrata dall’Assessore alla nostra iniziativa di Collesalvetti, come apprezziamo il suo impegno a muoversi verso il governo per rendere nuovamente possibili i foraggiamenti dissuasivi. Da questa vicenda, si può trarre un importante insegnamento: solo con la collaborazione, e il coinvolgimento, di tutti i portatori di interesse, si possono raggiungere risultati soddisfacenti per tutti.

Arci Caccia Toscana

ANUU: AD AROSIO SI ASPETTA IL PRIMO TORDO BOTTACCIO

Nell’ultima settimana tra agosto e settembre si è notato un leggero movimento di tutti gli estatini prima della perturbazione di venerdì 31 agosto, con particolare riferimento alla Balia nera, al Pigliamosche e al Beccafico che si è presentato in maniera positiva a metà agosto. In questa circostanza dobbiamo notare in alcune zone delle Prealpi lombarde una buona presenza del Prispolone, soprattutto tra mercoledì 30 e giovedì 31 agosto. Il ritorno del bel tempo, accompagnato dal caldo, ha nuovamente rallentato il movimento migratorio che si era accentuato a fine mese. Ora presso l’Osservatorio Ornitologico di Arosio della FEIN si è in attesa dell’inanellamento del primo Tordo bottaccio in migrazione post-nuziale. Infatti questo turdide, in alcune zone di media collina, è già stato osservato. A tal proposito la situazione del fenomeno migratorio sarà continuamente coordinata dalla stazione arosiana della FEIN che raccoglierà le notizie dei più attenti capannisti – che curano attentamente il loro appostamento fisso tutto l’anno – unitamente agli Osservatori europei, per poi inserirle nelle relazioni settimanali dell’ANUU Migratoristi attraverso il suo Ufficio coordinamento tutela ambientale e ricerca ornitologica.

 

Toscana: il TAR rigetta il ricorso dell'URCA

Arriva a conclusione la telenovela sul capriolo in Toscana. Il Tribunale Amministrativo, infatti, ha ritenuto che il ricorso presentato dal Presidente URCA Antonio Drovandi "non risulta assistito da sufficiente “fumus boni iuris, poiché le caratteristiche delle singole zone e la distinzione tra aree vocate e non sono state tenute presenti dall’amministrazione nella determinazione della entità numerica e qualitativa del prelievo per ciascuna delle 540 unità di gestione – avvenuta in conformità al parere ISPRA e non contestata nel presente giudizio – mentre la deroga regionale, rispetto al parere ISPRA, relativa alla tempistica di esecuzione del prelievo, appare corredata da parte dell’Amministrazione di apparato motivazionale adeguato;". Quindi tornano cacciabili femmina e piccolo di capriolo nelle modalità previste dalla delibera della Regione.

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=UDKUWVNFRGTUMKCOL3BXH4RYBQ&q=CAPRIOLO

 

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