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Luca Gironi

Luca Gironi

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Veneto: LA REGIONE CONCORRE AL CONTENIMENTO DELLA POPOLAZIONE DEI CINGHIALI NEL PARCO REGIONALE DEI COLLI EUGANEI

venetoLa Regione Veneto è al fianco del Parco regionale dei Colli Euganei per contrastare l’aumento dei cinghiali nel parco stesso, in provincia di Padova. Ieri, martedì 15 giugno, la Giunta regionale ha infatti approvato una delibera, su proposta dell’Assessore al Territorio e alla Caccia Cristiano Corazzari, con cui viene erogato all’Ente parco un contributo di 200mila euro per interventi di contenimento delle popolazioni di cinghiali per l'anno 2021.

 Nel corso degli anni, sono stati numerosi e diversificati gli interventi di contenimento dei cinghiali: man mano che la specie prolificava, aumentavano i danni provocati sia all'ambiente naturale che a quello antropico, a cui si è aggiunto anche un notevole rischio per l'incolumità pubblica legato all’attraversamento di strade durante gli spostamenti notturni.

 I danni provocati dai cinghiali alle colture agricole, all'ambiente naturale e alla sicurezza stradale sono diventati sempre più ingenti, spingendo così la Regione Veneto a concorrere alle iniziative di contenimento delle popolazioni di cinghiali nel Parco regionale dei Colli Euganei con lo stanziamento di specifiche risorse.

 Si sono susseguite nel corso degli anni numerose iniziative di monitoraggio e contenimento anche attraverso la stipula di apposite convenzioni con la Provincia di Padova, il Corpo Forestale dello Stato e con l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (ora ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Le operazioni intraprese si sono concretizzate principalmente nella gestione di un certo numero di trappole mobili autoscattanti (chiusini), atte alla cattura dei cinghiali per cui l’Ente parco, successivamente, ha formato una propria squadra di addetti

 Nel tempo, sono state anche introdotte operazioni di abbattimento notturno da appostamento fisso, alle quali si sono affiancate, dal mese di aprile 2012, anche azioni notturne di ricerca mediante l'utilizzo di termocamera ad infrarossi e faro.

 Visto i buoni risultati ottenuti, pertanto, sempre nell’ottica di potenziare l'attività relativa agli abbattimenti diretti, il Parco ha selezionato negli anni, tramite appositi corsi (secondo quanto previsto dal Ministero dell’Ambiente su indicazioni dell'ISPRA), addetti che ricoprono il ruolo di “selecontrollori” da affiancare al personale istituzionale nello svolgimento delle operazioni di abbattimento.

 “I danni provocati dai cinghiali alle colture agricole e all’ambiente naturale e alla sicurezza stradale – ha dichiarato l’Assessore Corazzari – sono diventati sempre più ingenti. Per evitare che il numero di cinghiali nel territorio del Parco cresca ulteriormente sono stati stanziati dei fondi per rafforzare le azioni di contenimento dei cinghiali poste in essere negli ultimi anni. E’ importante garantire e tutelare un equilibrio di sostenibilità e salvaguardia del territorio e della sua vocazione agricola”.

Arci Caccia Avellino: Approvate le graduatorie di ammissione agli ATC. Arci Caccia a disposizione dei cacciatori.

CAMPANIA arcicaccia regioniArci Caccia Avellino, ancora di più che nel passato, vicino ai cacciatori nell’assistenza per la stagione venatoria che si avvicina.

La Regione Campania ha pubblicato l’approvazione delle graduatorie definitive di ammissione agli ATC per l’Annata Venatoria 2021/2022.

L’ARCI Caccia, i suoi delegati, i Circoli da sempre vicini ai Cacciatori di Avellino, quest’anno già più difficile per la pandemia e per evitare anche disguidi, ti invieranno a casa quanto necessario per l’annata venatoria 2021/2022 per tornare in libertà in campagna a gderci la nostra passione. Nella busta troverai il versamento per l’ATC di Avellino e quello di Benevento, gli altri conti correnti che servono per il rinnovo annuale della licenza di caccia e il conto corrente postale per la Tessera ARCI Caccia 2021.

Ti presentiamo anche tutte le nuove proposte 2021/2022 con un volantino per un eventuale cambio di copertura assicurativa, più adeguata e alle migliori condizioni per le esigenze della caccia che pratichi con più frequenza.

La sede provinciale dell’ARCI Caccia di Benevento – c/o la CIA – Viale Libertà, 10 a Paduli – si farà carico di svolgere le pratiche burocratiche necessarie e di stampare i tesserini 2021/2022 ai soci di Benevento e Avellino insieme all’assistenza ai soci cacciatori delle due Province, sia a quelli che ci hanno già scelto nel tempo, sia a quelli che sceglieranno per la prima volta di aderire all’ARCI Caccia.

In collaborazione con ATC, Regione e CIA Avellino saremo sempre più presenti e impegnati sul territorio a dare le informazioni più utili per la caccia in Campania e nelle altre Regioni.

Nel rispetto delle normative Covid saremo con voi e con tutti i cacciatori per un’annata di caccia, di libertà e passione che sia gratificante e ci riporti a godere delle migliori giornate all’aria aperta e nel rispetto del lavoro degli agricoltori.

Puoi contattarci, tu e i tuoi amici cacciatori che lo vorranno, per telefono ai numeri 345/0459135 oppure 366/2876108 o per mail agli indirizzi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Alleghiamo il comunicato della Regione

L.R. 26/2012 e s.m.i., art. n. 36 – Approvazione delle graduatorie definitive di ammissione dei cacciatori agli A.T.C. della Campania – Annata venatoria 2021-2022
Si comunica che, con Decreto Dirigenziale n. 113 del 10/06/2021, sono state approvate le graduatorie definitive di ammissione dei cacciatori agli A.T.C. della Regione Campania. Unitamente alle graduatorie sono stati pubblicati gli elenchi delle domande non ammesse, e gli elenchi delle richieste di riesame con gli esiti dei controlli e delle istruttorie. Le graduatorie e gli elenchi sono consultabili tramite il link “Graduatorie di ammissione ATC” nella pagina iniziale del sistema.
I cacciatori che si trovano in posizione di graduatoria utile all’iscrizione devono effettuare il versamento della quota a favore dell’ATC e registrare gli estremi nel sistema www.campaniacaccia.it, unitamente alla copia della ricevuta, entro il giorno 30/06/2021, pena l’esclusione dalla graduatoria.
Gli estremi della tassa regionale venatoria potranno essere registrati insieme al versamento della quota di ammissione all’ATC, oppure successivamente, nella fase di stampa del tesserino venatorio.Il Dirigente della UOD
Dott.ssa Flora Della Valle
A questo link si può scaricare il Decreto Dirigenziale: https://www.campaniacaccia.it/#

Campania: Federcaccia, Arci Caccia, Enalcaccia, Anlc e Italcaccia incontrano l'Assessore per il Calendario Venatorio

campaniaA seguito di formale invito da parte dell’Assessore Caputo si è tenuta in data 17.06.2021 presso gli Uffici dell’Assessorato Regionale dell’agricoltura, foreste, caccia e pesca un incontro con tutte le associazioni venatorie regionali per confrontarsi sull’emanando calendario venatorio per la stagione 2021/ 2022.

I rappresentanti delle associazioni venatorie presenti, pur accogliendo favorevolmente, e riconoscendo all’assessore Caputo che gran parte delle osservazioNI fatte, dalla quasi totalita delle associazioni venatorie unitamente a quelle agricole maggiormente rappresentative, in sede di Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale, sono state recepite all’interno del predetto calendario, hanno comunque ribadito la loro assoluta contrarieta alla decisione di non effettuare l’attivita venatoria in periodo di preapertura.

Attraverso il confronto avvenuto anche alla presenza dei competenti Uffici Regionali si è cercato di confutare con dati scienfifici ed argomentazioni tecniche i motivi che a dire di quest’ultimi non permettono l’esercizio ad alcune specie cacciabili per almeno tre giorni nel predetto periodo di preapertura.

Tale discussione, pur non avendo ottenuto l’esito sperato dalla maggior parte dei cacciatori campani ha, comunque, permesso di poter aprire un utile dibattito con l’assessore ed i suoi uffici regionali non solo sulla possibilita di rivedere tale decisione per il prossimo anno ma anche sulle molteplici problematiche del mondo venatorio campano.

A tal uopo tutte le associazioni presenti si sono rese disponibili ad incontri periodici attraverso i quali poter partecipare e supportare eventuali processi decisionali che riguardano l’attività venatoria, questo al fine di evitare a tutti i cacciatori campani delle ingiuste restrizioni.

Si auspica, pertanto, che le future decisioni regionali in materia venatoria siano più attente alle esigenze del mondo venatorio e non basate su mere scelte politiche e burocratiche difficilmente condivisibili.

Napoli 18.06.2021

Toscana: per Arci Caccia, Enalcaccia e Italcaccia passi avanti verso il Calendario Venatorio 2021/22

toscanaSi è svolto, oggi, un incontro con la Regione Toscana per la presentazione della bozza di Calendario Venatorio 2021/22. Il nostro giudizio resta sostanzialmente positivo sulla bozza che recepisce molte delle richieste da noi avanzate come Cabina di Regia. Il testo rispecchia in larga misura quello dello scorso anno e non possiamo che ringraziare la Regione per l’ottimo lavoro svolto per continuare a tenere al sicuro il prelievo fino al 31 gennaio per turdidi, beccaccia e anatidi e per la conferma del carniere di allodole a 100 capi annui per chi caccia questa specie con i richiami vivi. Disposizione che permette di muoversi al riparo da ricorsi per dare un po’ di gratificazione a chi porta avanti questa forma di prelievo tradizionale. Abbiamo accolto con piacere anche la posizione prudente ma ottimista della Regione sul prelievo della pavoncella, esclusa in extremis lo scorso anno che, dopo la sentenza favorevole del TAR delle Marche sul calendario venatorio di quella Regione, dovrebbe tornare cacciabile. Ancora incerto, invece, il destino del moriglione, escluso lo scorso anno e che abbiamo chiesto alla Regione di cercare di reinserire nel calendario a patto che non ne pregiudichi l’inattaccabilità da parte delle associazioni animaliste. Bene quindi la proposta della Regione di fare un atto apposito per queste due specie, mettendo al riparo dai ricorsi il resto del Calendario. La nostra priorità, infatti, è quella di garantire una stagione venatoria tranquilla e con certezza su periodi e normative ai nostri cacciatori. Anche sulla preapertura alla tortora e sulla deroga allo storno, nonostante alcuni problemi emersi nei mesi scorsi, sembra che si andrà a provvedimenti simili a quelli dello scorso anno, ma occorrerà attendere ancora un po’. Altra questione sul piatto quella del buffer di 400 metri nell’area non vocata in cui il prelievo venatorio è riservato ai selettori iscritti alle squadre. Su questa questione occorre trovare una migliore alchimia tra gli interessi delle squadre, quelli dei selettori e le attese degli agricoltori. Per noi, infatti, tutti i cacciatori sono uguali ed hanno gli stessi diritti di praticare con profitto la loro attività venatoria preferita, cercando, al contempo, di ridurre al minimo i danni patiti dagli agricoltori. Per questo, la proposta della Regione di limitare la presenza del famoso buffer al solo periodo di caccia al cinghiale in battuta ci sembra condivisibile, semplicemente perché permette a tutti e non solo a qualcuno di andare a caccia senza penalizzare nessuno. Nessuno vuole ridurre il ruolo delle squadre di caccia al cinghiale, anzi pensiamo che siano una risorsa indispensabile per la gestione del territorio e quindi siamo impegnati a sostenere l’attività della tradizionale braccata, ma riteniamo semplicemente giusto che tutti i cacciatori abbiano l’opportunità di svolgere la loro passione.

Arci Caccia Toscana, Enalcaccia Toscana e Italcaccia Toscana

Arci Caccia: Il nuovo Presidente Nazionale è Christian Maffei

Arci Caccia: una solida realtà che va a congresso

maffei

Il Consiglio Nazionale di Arci Caccia, riunitosi il 2 giugno, giornata significativa per la nostra democrazia, ha eletto all’unanimità Christian Maffei a Presidente Nazionale. Completato anche l’Ufficio di Presidenza, organismo di gestione politica operativa, con l’elezione di Emanuele Bennati a Vicepresidente. Bennati, Presidente Regionale di Arci Caccia Umbria, completa la squadra di Presidenza del Nazionale composta da Sirio Bussolotti, Giuseppe Pilli e Giuseppe De Bartolomeo; generazionalmente il gruppo dirigente più giovane fra quelli delle Associazioni Venatorie. Continua l’inarrestabile graduale percorso di cambiamento generazionale necessario a dare fiducia a chi ambisce a dare futuro alla caccia, gestendo nel presente tutti i miglioramenti volti a dare più gratificazione già dalla prossima stagione venatoria. La Commissione presieduta da Emanuele Bennati ha redatto, e il Consiglio Nazionale ha approvato, il documento politico per il congresso che è stato il riferimento della relazione di Maffei che ha preso i punti essenziali di un documento che ha visto un impegno di elaborazione unitario e collegiale. Si dà speranza e prospettiva ai cacciatori se il primo e prioritario obiettivo è il recupero di un rapporto di collaborazione e confronto con la società civile, unito al tema della comprensione delle critiche, della disaffezione alla caccia e alla gestione delle nuove generazioni. Il mondo venatorio deve confrontarsi con realtà e lealtà con imprese agricole e ambientalismo diffuso nell’opinione pubblica e fra i giovani. Questo serve per far uscire la caccia dall’angolo in cui l’hanno messa le scelte sbagliate di quella parte di mondo venatorio perdente che si è arroccato in difesa di sistemi di potere e talvolta remunerazione, in attesa della fine per consunzione delle altre associazioni. Un meccanismo distruttivo volto a far sopravvivere loro stessi e non la caccia sociale e i cacciatori. Arci Caccia non intende attendere passivamente che il destino travolga i cacciatori. Per l’Associazione la caccia è indispensabile alla natura, che ha bisogno del rilancio di un’attività venatoria sociale che porti emozioni ai cacciatori, reddito agli agricoltori e una spinta forte alla salvaguardia dell’ambiente. L’unità del mondo venatorio, una strada che Arci Caccia ha sempre percorso con coerenza e onestà intellettuale ovunque, denunciando l’ipocrisia di chi pensa di rappresentare gli interessi di un socio unitariamente a Roma e in modo di visivo nei territori. I cacciatori non hanno una doppia faccia e le scelte di comodo e di potere dei soliti noti dell’associazionismo venatorio che, invece di cercare collaborazione, individuando il nemico nelle altre associazioni, creano un problema di cui sarà investita la Cabina di Regia. Se questa deve essere uno strumento di unità, è chiaro che non possa servire solo a redigere comunicati per dare un fondotinta di unitarietà, un maquillage alla l’incapacità di confrontarsi con il mondo. La riorganizzazione dell’Associazione porterà la struttura a consolidare nel territorio la rete. Rivendichiamo a pieno titolo un ruolo nell’associazionismo, nel volontariato, che è una ricchezza del paese. La struttura organizzativa sarà sempre più sindacato di promozione di politiche ambientali positive, attraverso ATC e CA e con i nostri circoli. Ai soci daremo più rappresentanza, informazione e informatizzazione, dando servizi sempre più completi e al passo coi tempi, nel solco di una tradizione che, dal 1968, ha reso Arci Caccia un punto di riferimento per la difesa dei valori della caccia sociale e sostenibile, coniugandola con l’ambizione di libertà insita in chi frequenta la campagna. Nell’associazionismo venatorio, si è allucinati dalla sopravvivenza di interessi corporativi e di gruppi dirigenti che perdono irreversibilmente rappresentanza per la svendita delle tessere, tradendo così il ruolo sindacale cui dovrebbero assolvere unitariamente. Tessere a saldo o, peggio, un funereo richiamo ai tempi del contrabbando di sigarette, oggi vivaddio solo un brutto ricordo, che una volta hanno pagato i consumatori, così come oggi pagano i cacciatori rinunciando alla loro sicurezza, attirati su coperture più basse e cavilli contrattuali che tolgono futuro alla pratica venatoria.

Ora è tempo di congresso e tesseramento, di proselitismo, di incontri, di democrazia e partecipazione. E’ il tempo di proseguire il percorso di rinnovamento e verificarlo nei congressi, integrarlo e arricchire il patrimonio naturale di donne e uomini, di mezzi e strutture, di presenze radicate in ogni dove. Sui contenuti, nelle sedi di confronto statutarie, l’Arci Caccia ritrova le aspettative e la volontà unitaria.

Il Consiglio Nazionale di Arci Caccia, riunitosi il 2 giugno, giornata significativa per la nostra democrazia, ha eletto all’unanimità Christian Maffei a Presidente Nazionale. Completato anche l’Ufficio di Presidenza, organismo di gestione politica operativa, con l’elezione di Emanuele Bennati a Vicepresidente. Bennati, Presidente Regionale di Arci Caccia Umbria, completa la squadra di Presidenza del Nazionale composta da Sirio Bussolotti, Giuseppe Pilli e Giuseppe De Bartolomeo; generazionalmente il gruppo dirigente più giovane fra quelli delle Associazioni Venatorie. Continua l’inarrestabile graduale percorso di cambiamento generazionale necessario a dare fiducia a chi ambisce a dare futuro alla caccia, gestendo nel presente tutti i miglioramenti volti a dare più gratificazione già dalla prossima stagione venatoria. La Commissione presieduta da Emanuele Bennati ha redatto, e il Consiglio Nazionale ha approvato, il documento politico per il congresso che è stato il riferimento della relazione di Maffei che ha preso i punti essenziali di un documento che ha visto un impegno di elaborazione unitario e collegiale. Si dà speranza e prospettiva ai cacciatori se il primo e prioritario obiettivo è il recupero di un rapporto di collaborazione e confronto con la società civile, unito al tema della comprensione delle critiche, della disaffezione alla caccia e alla gestione delle nuove generazioni. Il mondo venatorio deve confrontarsi con realtà e lealtà con imprese agricole e ambientalismo diffuso nell’opinione pubblica e fra i giovani. Questo serve per far uscire la caccia dall’angolo in cui l’hanno messa le scelte sbagliate di quella parte di mondo venatorio perdente che si è arroccato in difesa di sistemi di potere e talvolta remunerazione, in attesa della fine per consunzione delle altre associazioni. Un meccanismo distruttivo volto a far sopravvivere loro stessi e non la caccia sociale e i cacciatori. Arci Caccia non intende attendere passivamente che il destino travolga i cacciatori. Per l’Associazione la caccia è indispensabile alla natura, che ha bisogno del rilancio di un’attività venatoria sociale che porti emozioni ai cacciatori, reddito agli agricoltori e una spinta forte alla salvaguardia dell’ambiente. L’unità del mondo venatorio, una strada che Arci Caccia ha sempre percorso con coerenza e onestà intellettuale ovunque, denunciando l’ipocrisia di chi pensa di rappresentare gli interessi di un socio unitariamente a Roma e in modo di visivo nei territori. I cacciatori non hanno una doppia faccia e le scelte di comodo e di potere dei soliti noti dell’associazionismo venatorio che, invece di cercare collaborazione, individuando il nemico nelle altre associazioni, creano un problema di cui sarà investita la Cabina di Regia. Se questa deve essere uno strumento di unità, è chiaro che non possa servire solo a redigere comunicati per dare un fondotinta di unitarietà, un maquillage alla l’incapacità di confrontarsi con il mondo. La riorganizzazione dell’Associazione porterà la struttura a consolidare nel territorio la rete. Rivendichiamo a pieno titolo un ruolo nell’associazionismo, nel volontariato, che è una ricchezza del paese. La struttura organizzativa sarà sempre più sindacato di promozione di politiche ambientali positive, attraverso ATC e CA e con i nostri circoli. Ai soci daremo più rappresentanza, informazione e informatizzazione, dando servizi sempre più completi e al passo coi tempi, nel solco di una tradizione che, dal 1968, ha reso Arci Caccia un punto di riferimento per la difesa dei valori della caccia sociale e sostenibile, coniugandola con l’ambizione di libertà insita in chi frequenta la campagna. Nell’associazionismo venatorio, si è allucinati dalla sopravvivenza di interessi corporativi e di gruppi dirigenti che perdono irreversibilmente rappresentanza per la svendita delle tessere, tradendo così il ruolo sindacale cui dovrebbero assolvere unitariamente. Tessere a saldo o, peggio, un funereo richiamo ai tempi del contrabbando di sigarette, oggi vivaddio solo un brutto ricordo, che una volta hanno pagato i consumatori, così come oggi pagano i cacciatori rinunciando alla loro sicurezza, attirati su coperture più basse e cavilli contrattuali che tolgono futuro alla pratica venatoria.

Ora è tempo di congresso e tesseramento, di proselitismo, di incontri, di democrazia e partecipazione. E’ il tempo di proseguire il percorso di rinnovamento e verificarlo nei congressi, integrarlo e arricchire il patrimonio naturale di donne e uomini, di mezzi e strutture, di presenze radicate in ogni dove. Sui contenuti, nelle sedi di confronto statutarie, l’Arci Caccia ritrova le aspettative e la volontà unitaria.

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