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Luca Gironi

Luca Gironi

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ENCI CONTRO LA TASSA SUI CANI NON STERILIZZATI

Con riferimento all’emendamento alla legge di Bilancio presentato dai deputati Anzaldi, Cova e Preziosi volto a tassare proprietari o detentori di cani non sterilizzati, che avrebbe lo scopo di finanziare le attività dei Comuni contro il randagismo, l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) comunica che si adopererà in ogni sede e con tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione per bloccare tale scellerata ipotesi.

Non risulta sufficiente che l’emendamento specifichi che sarebbe prevista l’esenzione per “i cani di proprietà di allevatori professionali”. Se la proposta diventasse legge, infatti, verrebbero immotivatamente colpiti gli allevatori che producono annualmente un numero limitato di cucciolate e i proprietari dei cani di razza che nulla hanno a che vedere con il fenomeno del randagismo, ma che, al contrario, contribuiscono fattivamente alla diffusione della cultura cinofila in Italia.

Gli allevatori che iscrivono i propri cani al Libro genealogico (professionisti o meno), i proprietari e i detentori dei cani di razza non sono certamente coloro i quali contribuiscono al triste fenomeno del randagismo. Attraverso il loro quotidiano impegno e grazie all’attenzione riposta verso l’educazione e la salute dei propri cani, con i sacrifici anche economici e nel più grande rispetto del benessere animale, favoriscono in modo determinante il corretto inserimento dei cani nel tessuto sociale del nostro Paese.

L’ENCI dunque si farà promotore, anche attraverso le relazioni istituzionali di cui dispone, della tutela degli amanti dei cani e di tutta la cinofilia.

Il Presidente Dino Muto

Molise: via libera alla selezione al cinghiale

Approvata ieri, con voto della Consulta Regionale sulla caccia, la variazione alla legge regionale 19/93 che consentirà la caccia di selezione al cinghiale. A questo punto bisogna attendere solo il voto dell'Assemblea Regionale. 

 

http://www.ecoaltomolise.net/caccia-selezione-al-cinghiale-disco-verde-dalla-consulta-regionale-del-molise/

ARCI Caccia il Congresso vive e si realizza nei territori

  • Pubblicato in Notizie

L’anno dell’XI Congresso, che ha rinnovato il Gruppo Dirigente nazionale scegliendo ai vertici, giovani ed esperti uomini formatisi nelle direzioni regionali, provinciali e nei circoli dell’Associazione e innovando regole e strategie, si conclude con il Consiglio Nazionale previsto per le festività.
L’Associazione annuncia che insieme alla struttura ammodernata dello statuto, nel 2017, i soci avranno una più qualificata e riconoscibile identità assicurativa grazie al lavoro comune e al confronto, fatto con la FIDC e l’ANUU con il supporto del broker per questo importante servizio. Una assicurazione radicata e strutturata nel territorio potrà dare maggiore serenità al cacciatore e alla sua famiglia. Ulteriori servizi sono in via di definizione per quanti vorranno scegliere l’ARCI Caccia anche per la riconoscibilità di una compagnia già impegnata e sperimentata diffusamente in altre zone. Il ringraziamento va ai tanti che ci hanno dato fiducia e sostegno nel 2016 e continuano a farlo da anni.
Il 2017 sarà l’anno dei congressi regionali. Fin d’ora è in distribuzione il nuovo statuto nazionale che sancisce il valore del volontariato marcando la differenza tra eletti e dipendenti, definisce chiaramente il ruolo e i compiti dei diversi livelli di direzione di un’Associazione: una, unitaria e indivisibile. I soci di tutta Italia hanno le stesse condizioni di rappresentanza, e di diritti e doveri. Nel Consiglio Nazionale saranno discussi e approvati gli indirizzi per la convocazione. Nel 2017 sarà anche l’anno della Conferenza Programmatica che così come da impegno congressuale risolto l’assetto organizzativo e di governo dell’ARCI Caccia dovrà ora dedicare tutta la sua attenzione alle scelte di gestione faunistica, agli ATC e ai CA quali strumenti di conservazione e produzione riconosciuti dalla società e in grado di portare al cacciatore una doppia gratificazione quella del “carniere” e nel contempo quelle di garante della biodiversità nell’interesse del bene e patrimonio comune che è la fauna selvatica.
Lo statuto è stato convalidato dalle verifiche ministeriali che hanno sottolineato l’esigenza di portare in evidenza che le finalità “non profit”, sono un limite invalicabile che ogni associazione deve darsi senza equivoci anche nella partecipazione a enti e associazioni che sono precluse quando abbiano fini di lucro. È una condizione indispensabile se si se si vuole corrispondere correttamente all’interesse di quanti si iscrivono che devono trovare, nell’associazione, conformità a quanto prevedono le norme.
Appuntamento agli sportivi, ai cinofili nelle prove di lavoro, nelle esposizioni che sotto le bandiere e con i regolamenti ARCI Caccia saranno organizzate in tutta Italia.
Chiunque vorrà aver il testo dello statuto, (in primis i soci), potrà richiederlo alla Direzione Nazionale (tel. 06 4067413 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Tra qualche giorno potrà essere scaricabile dal sito www.arcicaccianazionale.it insieme all’elenco dei componenti degli organismi dirigenti e al documento conclusivo così da avere il “kit informativo” completo dell’XI Congresso Nazionale.

Roma, 16 novembre 2016

ANUU: ABBIAMO RAGIONE, IL MINISTRO CONFERMA LA LEGITTIMITÀ DEI RICHIAMI VIVI 14/11/2016

Il 3 novembre il Ministro dell’Ambiente riconferma con una precisa lettera – dopo quella del 5 agosto 2016 – al Ministro per gli Affari Regionali e al Presidente della Conferenza Stato-Regioni che “le Regioni sono legittimate dalla normativa vigente nazionale sulla caccia ad attuare deroghe al divieto di prelievo di uccelli” per il rifornimento dei richiami vivi. Le Regioni (soprattutto Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), sorde a questi precisi inviti, tacciono e non rispondono, limitandosi a far sapere, da parte di ininfluenti portavoce, che “non sussistono le condizioni” e i cacciatori si domandano dove vivano costoro! Vi sarebbe, invece, l’occasione per aprire alcuni impianti per Cesene e Tordi sasselli, quale corretto rifornimento dei richiami vivi, atteso che per queste due specie mancano adeguati rifornimenti in natura. Speriamo in un ripensamento in queste ultime settimane per poter dimenticare una delle tante brutte pagine delle nostre Regioni.

La diffusione dell'agricoltura e il suo impatto sulla genetica dei cani

 

La diffusione dell'agricoltura e la conseguente entrata dei prodotti agricoli nell'alimentazione dei cani, ne ha modificato la genetica. Infatti, mentre lupi, coyote e resti canini prelevati da siti preistorici presentano "solo due copie del gene che codifica per l'amilasi pancreatica (Amy2B) - il principale enzima che in questi animali presiede alla digestione degli amidi - la maggior parte dei cani ne ha fino a 40 copie". Questa interessante evoluzione emerge da uno studio condotto "da ricercatori delle Università di Rennes e di Grenoble, del CNRS di Lione, in Francia, e dell'Università di Uppsala, in Svezia, che hanno ricostruito l'evoluzione della capacità dei cani moderni di digerire gli amidi. Lo studio è pubblicato su "Open Science" della Royal Society di Londra."

http://www.lescienze.it/news/2016/11/14/news/cane_copie_gene_amilasi_evoluzione_agricoltura-3309246/

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