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Luca Gironi

Luca Gironi

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Calabria: stanziati 3 milioni per 41 progetti di tutela dell'habitat

“Con orgoglio presentiamo oggi un lavoro straordinario che valorizza l'enorme capitale naturale della Calabria. Un lavoro coordinato con le associazioni di settore che rappresenta l'intero territorio e mette in risalto le principali pecularietà”. Lo ha detto l'Assessore regionale all'Ambiente Antonella Rizzo nel presentare la conclusione del percorso amministrativo e la firma delle convenzioni dei progetti con cui la Regione mira a tutelare la biodiversità terrestre e marina conservando gli habitat e le specie degli ecosistemi interni e marino-costieri.All'incontro hanno partecipato anche il Dirigente generale del dipartimento Ambiente Orsola Reillo, il Dirigente del settore Giovanni Aramini e il Consigliere regionale Arturo Bova. Nello specifico, per la tutela della biodiversità terrestre e marina, sono stati selezionati, a seguito di un avviso pubblico, 41 progetti che riguardano i siti di interesse comunitario (Sic) presenti in Calabria, attraverso una dotazione finanziaria pari a 3 i milioni di euro per progetti a sostegno degli habitat e delle specie incluse nelle direttive europee. Nel caso di ambiente terrestre si tratta perlopiù di progetti a sostegno dei centri di recupero di animali feriti, al ripopolamento di specie a rischio di estinzione, di creazione o ripristino di zone umide e, non ultimo, di rimozione straordinaria di rifiuti nei siti di grande valenza naturalistica. In ambiente marino gli interventi finanziati riguarderanno invece la realizzazione di strutture di contrasto della pesca a strascico, strutture di ripopolamento, ripristino e mantenimento di dune e zone umide retrodunali e pulizia dei fondali."L'iniziativa - ha spiegato ancora Antonella Rizzo - è risultata il frutto di un confronto costante con tutti i portatori di interesse in tema di tutela ambientale, dalle associazioni ambientaliste agli enti gestori delle aree protette, come gli Enti parco, ai Consorzi di bonifica. Le domande che hanno beneficiato dei fondi sono state, prevalentemente, quelle delle associazioni ambientaliste con oltre un milione e 300mila euro di contributi, seguite dagli Enti parco che beneficeranno di circa 708mila euro; i consorzi di bonifica (460mila euro) e gli enti pubblici (431mila euro). La realizzazione dei singoli progetti consentirà, da una parte di perseguire concreti obiettivi di tutela e, dall'altra, di accrescere la consapevolezza dell'importante ruolo ambientale, economico e sociale svolto da rete natura 2000, attraverso l'informazione e la sensibilizzazione rispetto alle tematiche oggetto dell'iniziativa".Tutti gli interventi saranno realizzati sulla base di specifici cronoprogrammi di attività entro il primo semestre del 2019. L'Assessore all'Ambiente Rizzo, durante la firma delle Convenzioni, si è confrontata con i responsabili dei progetti selezionati per fare il punto sullo stato di attuazione del progetto "monitoraggio degli habitat e delle specie", che vede coinvolti, insieme al Dipartimento ambiente, i Parchi nazionali e regionale, le Riserve regionali, l'Arpacal e le università della Calabria. Un progetto che mira a rafforzare il quadro di conoscenze del patrimonio ambientale calabrese. Le zone interessate dai progetti abbracciano l'intera regione e ciascuna provincia. Si va dalle aree ad elevato valore ambientale, alle zone speciali, compresi tutti i parchi e le riserve naturali. A questo progetto si aggiunge quello di monitoraggio dei Sic marini, Sic terrestri in aree protette ed esterni alle aree protette, per il quale sono stati stanziati dal fondo Fesr quattro milioni di euro, realizzato con il supporto scientifico delle università Unical e Unirc, e il progetto Ami, Alberi monumentali d'Italia, con cui il dipartimento è riuscito ad inserire, nel primo censimento, ben 83 alberi di valenza naturalistica. g.m.

FIDC VICENZA: VIA AL MONITORAGGIO AI PASSI

  • Pubblicato in Notizie

Riprese le operazioni di monitoraggio condotte da Federcaccia Vicenza in collaborazione con la polizia provinciale, all’interno del progetto dei valichi prealpini promosso da Regione, Veneto Agricoltura e supportato dall’ufficio Avifauna migratoria di Federcaccia.

L’operazione, come tutti gli anni, si focalizzerà in particolare su fringuelli e peppole, specie la cui caccia in deroga è stata vietata già da diverso tempo. Due volte a settimana, il martedì e venerdì, i volontari opportunamente formati saranno ai passi Mesole e Ristele, tra i comuni di Recoaro e Crespadoro, le due più importanti vie di migrazione (flyway) del Veneto, per avvistare e registrare gli esemplari di passaggio, durante il periodo seguente la riproduzione.

Questo lavoro riveste una notevole importanza dal punto di vista scientifico, per cercare di rispondere alle domande sulle migrazioni post-riproduttive, ma anche per avvicinare le persone che hanno sempre voluto assistere a questo fenomeno, ma non ne hanno avuto l’occasione.

Righeschi Country: Il vestiario per la stagione calda

L’azienda fiorentina Righeschi Country, ci propone le sue soluzioni per la prima parte della stagione. In queste prime frasi, l’esigenza di mantenersi freschi è sicuramente preponderante, abbiamo chiesto a Franco Righeschi, patron dell’azienda, quali dei suoi capi indosserà per questa apertura. Nei primi giorni chi, come me, caccia con il cane, sia da ferma che da seguita, ha come esigenza fondamentale quella di difendersi dal caldo, rimanendo allo stesso tempo protetto da rovi ed arbusti spinosi. Per ottenere questo risultato, non c’è niente di meglio del cotone canvas, un materiale antico ma sempre attuale, che permette la traspirazione e con semplici raddoppi di tessuto oliato nei punti giusti, ci fornisce una corazza leggera e impenetrabile da usare nelle nostre uscite di caccia.

PANTALONE DRIVER MAX

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Pantalone confezionato in cotone canvas LEGGERMENTE elasticizzato, con rinforzi antispina in tutta la parte anteriore della gamba (parti più esposte alle abrasioni con i rovi durante la caccia nel bosco). Le ginocchia e il cavallo sono ulteriormente rinforzati per una maggiore protezione. Capo di notevole confort, realizzato in 100% cotone, per evitare fastidiose condense prodotte dalla sudorazione provocata da tessuti sintetici non traspiranti. TAGLIE XS S M L XL XXL.
Prezzo € 65.00

TRISACCA IN COTONE CANVAS

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Trisacca in cotone CANVAS CERATO antistrappo, questo capo è confezionato in tela rigida di canvas cerato, resistente a qualsiasi abrasione, con tutti gli accorgimenti possibili per essere indossato in tutte le varianti di caccia, dotato di due ampie tasche interne con chiusura in velcro(molto affidabile), dove si possono collocare i vari documenti e accessori che ormai tutti ci portiamo appresso durante le giornate di caccia, nei tasconi esterni sono inserite le celle portacartucce, 5 per parte, realizzate con banda elastica in modo da poter essere utilizzato con vari calibri di munizioni (12/16/20/ecc..), questo capo nato per l'utilizzo venatorio è molto apprezzato dai cercatori di tartufi e da chiunque desideri un capo versatile, resistente, comodo e molto pratico.
Prezzo € 60.00


CASACCA CON ANTISPINA

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Casacca in tessuto canvas verde con rinforzi antispina in canvas oliato nelle maniche e nella schiena, capo leggero e molto pratico adatto nella caccia con il cane da ferma, e in tutte le occasioni in cui serve protezione dai rovi (recupero con cane da traccia, ricerca di tartufi ecc...). Produzione e tessuti strettamente Made in Italy.
Prezzo € 45.00

 


CAPPELLO LEGGERO BECCACCIA

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Cappello sfoderato in puro cotone canvas traspirante, accessorio indispensabile per la caccia nel bosco, protegge la testa dai graffi delle spine, e dai raggi del sole, utile sia per il tiro che per la protezione degli occhi, confezionato in modo che non aderisca alla testa per favorire la circolazione dell'aria all’interno; praticamente non si sente in testa.
Prezzo € 15.00

Per info:
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Tel: 333 2788741 - 335 6822327

 

ANUU: UN PASSO ANOMALO

Vi è poco da dire in una settimana che sarà ricordata anche per la brutta giornata della nostra massima Istituzione regionale e dove nemmeno le date tradizionali per il passo dei tordi sono state favorevoli, quasi che neppure i … santi, ricordati in quelle date tradizionali dalle memorie dei nostri vecchi, sono stati propizi per le aspettative dei molti capannisti che prediligono questa forma di caccia. Vi è solamente da segnalare una marcata presenza, più che negli scorsi anni, del Fringuello nei giorni del 4 e del 6 ottobre, mentre il Pettirosso è stato presente nella normalità – come pure la Capinera – in un periodo in cui le temperature nelle ore più calde della giornata si sono registrate oltre i livelli normali. Per ora ci sostiene solo la speranza in giorni migliori, ma il mese di ottobre è fatto solo di 31 giorni. Per il resto nulla da segnalare.

Arci Caccia Umbria: Cinghiali e polemiche

La vicenda cinghiali tiene costantemente banco nel mondo venatorio umbro, anche quest’anno con l’inizio della stagione venatoria riemergono i soliti problemi in particolare la questione delle quote di iscrizione delle squadre.

Premesso che fin da subito abbiamo contestato questo regolamento, a partire dall’assegnazione dei settori, dalla caccia in singolo, passando per il pagamento dei danni da parte delle squadre, Arci Caccia lo ha ribadito fin dalla sua approvazione che tra l’altro è stata legittimata in assemblea pubblica da circa 1500 cacciatori, questo inciso è per chi avesse la memoria corta.

Le criticità erano ben evidenti fin da subito, tanto che già il primo anno la regione è dovuta correre ai ripari facendo slittare di un anno l’applicazione in alcune parti.

Adesso che siamo arrivati al nocciolo della questione si è scatenato l’ennesimo putiferio questa volta contro gli ATC, di fatto sconfessando anche l’operato di alcuni rappresentanti delle Associazioni Venatorie, in particolare coloro che oggi accusano l’Arci Caccia di essere la protettrice degli ATC e di essere contro i cacciatori.

Siamo entrati in un vicolo cieco, perché difronte alle sentenze del TAR prima e del Consiglio di Stato poi, c’è poco da fare, gli ATC e i rappresentati delle Associazioni, ne hanno preso atto e hanno applicato i regolamenti emanati dalla Regione.

Cosa che però non dice nessuno che dal Dicembre 2015 la Regione ha destinato alla gestione della caccia e del territorio a caccia programmata solo il 67% fronte del 100% degli introiti derivanti dalla Tassa di concessione regionale, fondi per altro finalizzati dalla legge 157/92 e destinati alla gestione di fauna e ambiente, compresi i danni da fauna selvatica.

Io no ci sto a questo gioco di bassissimo livello, ognuno si prenda le sue responsabilità senza scaricare le colpe sugli ATC, ne tantomeno su Arci Caccia.

In molti mentono sapendo di mentire, trovando soluzioni alternative o scorciatoie ai problemi, che negli anni in cui hanno ricoperto incarichi di amministratori provinciali e consiglieri regionali hanno contribuito a creare.

Occorre una revisione completala del regolamento 34, sono anni ormai che portiamo avanti questa battaglia ribadendo il concetto che il regolamento deve solo indicare modalità e tempi e luoghi di caccia, per la gestione serve ben altro, serve un piano di azione concreto che utilizzi cacciatori come fine e non solo come mezzo di consenso, abbiamo scritto la bozza regolamento concordata tra quattro Associazioni Venatorie e condivisa anche con il comitato delle squadre di caccia al cinghiale, la bozza inviata in Regione lo scorso anno non ha ancora avuto un momento di discussione, tanto che i rumors dicono che giace li in quanto di marcata impronta Arci caccia.

Anche il mondo agricolo non è esente da colpe, abbiamo lavorato un intero anno con alcune Associazioni agricole, ad un documento sulla gestione dei conflitti faunistici, solo che al momento delle firme si sono defilati.

Si vada verso la filiera delle carni, si pensi ad un modello dal quale ne possano derivare risorse e benefici per tutti, all’interno di un percorso di trasparenza e legalità, anche perché già il regolamento n.5 del 2010, prevede che i capi abbattuti durante gli interventi di contenimento, quindi quelli al di fuori del periodo venatorio, dovevano essere ceduti a titolo oneroso per costituire il fondo per il risarcimento dei danni, se questo fosse stato fatto quante risorse avremmo in cassa oggi? Anche qui ci sono delle responsabilità che oggi pesano.

Rivolgendomi ai cacciatori di cinghiale non commettiamo più gli stessi errori degli anni passati, sediamoci ad un tavolo facendo tutti un passo indietro, mettendo da parte personalismi ed egoismi, un confronto franco e sereno per giungere a soluzioni valide, che rispondano alle esigenze del mondo agricolo e del mondo venatorio,

 

Presidente Regionale Arci Caccia Umbria

Bennati Emanuele

 

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