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Luca Gironi

Luca Gironi

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FIDC: SULLA TORTORA, DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE UNA POSIZIONE AMBIGUA E CONTRADDITTORIA

Così la Federazione Italiana della caccia si esprime sulla lettera inviata dal MATTM per invitare Regioni e Province Autonome a non autorizzare la pre apertura alla tortora selvatica, sostenendo nello stesso tempo la sostenibilità della stessa.

Con una comunicazione datata 3 luglio indirizzata agli Uffici caccia, al Ministero delle Politiche Agricole e all’Ispra, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare richiama gli stessi “ad una rigorosa attuazione delle più idonee misure di gestione per quanto riguarda in particolare l’attività venatoria sulla tortora selvatica (Streptopelia turtur), evitando di autorizzare la preapertura della caccia della specie”.

Nella prima parte della stessa lettera però, il Ministero giustifica la prassi adottata davanti alla Commissione Europea, e fino a ieri confermata nei pareri ISPRA, di autorizzare per la tortora due giornate solamente di pre apertura e di ridurne il carniere massimo stagionale a venti capi, per poi, appunto, concludere con la richiesta di non autorizzarne la caccia in pre apertura.

È veramente sorprendente il fatto che tale raccomandazione giunga al termine di un articolato e lungo periodo in cui si conferma che la caccia alla tortora si può ragionevolmente praticare solo nella prima decade di settembre, poiché lo stesso Ministero riconosce che la migrazione della specie si esaurisce nella terza decade dello stesso mese. Cioè, in buona sostanza, il Ministero afferma che considera attuabile la caccia alla specie, ma la vieterebbe di fatto consentendo il prelievo quando le tortore… sono già andate via!

Ovviamente la Federazione non può condividere queste argomentazioni e si è già attivata per far avere in breve tempo a tutte le amministrazioni i documenti che dimostrano in modo indiscutibile come la caccia alla tortora sia pienamente sostenibile e che a tutela della stessa sono sufficienti i limiti di prelievo e di giornate già messi in atto da diverse Regioni nei calendari approvati per la prossima stagione venatoria.

Contemporaneamente Federcaccia agirà anche per chiarire col Ministero dell’ambiente questa posizione contraddittoria che rischia di mettere in crisi una fase di dialogo e collaborazione costruttiva da poco raggiunta.

Roma, 5 luglio 2018 – Federazione Italiana della Caccia

PIEMONTE : ANLC PRESENTA IL RICORSO CONTRO LA LEGGE REGIONALE

L’Associazione Nazionale Libera Caccia del Piemonte ha trasmesso ai rappresentanti del Governo italiano le proprie osservazioni sulla recente legge che regolerà l’attività venatoria in Regione Piemonte.

La l.r. n.5 del 12/06/18, frutto del DDL n.182, presenta numerosi profili di incostituzionalità, andando anche a porsi in contrasto con normative e direttive della stessa Unione Europea.
Il documento, redatto per conto di A.N.L.C. dal prestigioso Studio Legale Lemme di Roma, analizza punto per punto tutti gli articoli della legge, e saràun indispensabile supporto per consentire al Governo la tempestiva ed efficace impugnazione della sopracitata legge di fronte alla Corte Costituzionale.
A.N.L.C. conferma una volta di più il suo continuo impegno a fianco di caccia e cacciatori italiani per la difesa dei loro diritti.

 

Associazione Nazionale Libera Caccia Piemonte

Conferenza di organizzazione di Arcicaccia Nord: pubblicato il documento


Si è finalmente conclusa la revisione del documento approvato dalla Conferenza Programmatica dell’Arci Caccia dell’Italia del Nord. I lavori dell’assemblea, svoltasi a Torino lo scorso 9 giugno, hanno prodotto una sintesi che contiene le linee guida della futura politica di Arci Caccia Nord.

Molti i temi toccati, ma questi sono sicuramente i più importanti:

  1. Una più razionale ed efficiente gestione degli ATC, che attualmente sono visti solo come espressione di una casta burocratica lontana dai cacciatori
  2. La richiesta di approvazione dei piani faunistici venatori, importanti strumenti di programmazione e gestione
  3. La richiesta di attivazione della caccia in deroga allo storno e ai fringillidi se ci sono le basi per la riuscita
  4. La riapertura dei roccoli, importanti per il mantenimento della caccia tradizionale
  5. La valorizzazione della Falconeria
  6. Calendari venatori equi e certi, senza influenze populistiche
  7. Il riconoscimento di uno status particolare per le province del Delta del Po e dell’area alpina
  8. Alleghiamo il documento completo:

 

LA CCT SI MOBILITA PER I CACCIATORI

  • Pubblicato in Notizie

 

RICHIESTO UN INCONTRO URGENTE AGLI ASSESSORI REMASCHI E FRATONI PER AFFRONTARE IL PROBLEMA DEGLI APPOSTAMENTI FISSI NELLE AREE RETE NATURA 2000.

In questi ultimi giorni ed in concomitanza delle date previste per le nuove richieste e spostamenti degli appostamenti fissi alla migratoria, in Toscana, si sta presentando un problema che se non affrontato e risolto, rischia di impedire nei fatti la possibilità di vedersi autorizzati nuovi appostamenti, ma anche spostamenti di sito per gli appostamenti fissi che ricadono all’interno delle aree della Rete Natura 2000 ed in particolare dei SIC (Siti di interesse Comunitario), SIR (Siti di interesse Regionale), ZPS (Zone di protezione speciale). Secondo la CCT (Federcaccia Toscana – ANUUMigratoristi – ARCT), le procedure e le richieste emanate dagli uffici regionali dislocati sul territorio, risentono di una interpretazione restrittiva e fuorviante della normativa e di quanto già stabilito nella Delibera della Giunta Regionale Toscana n°.119 del 12-02-2018. In particolare si richiede per gli appostamenti in questione la necessità di presentare da parte del cacciatore richiedente la dichiarazione VIA (Valutazione di impatto ambientale), con aggravi di costi e di carteggi burocratici difficilmente superabili e soprattutto fuori da ogni logica, in considerazione che le autorizzazioni riguarderebbero strutture di modestissimo, se non nullo impatto ambientale.
Secondo la CCT, si tratta di una interpretazione assolutamente fuori luogo e che pertanto, normativa alla mano, occorre un urgente chiarimento con gli assessorati competenti a difesa dei diritti dei tanti cacciatori, che in questi giorni, si sono visti negare o ritirare le concessioni, e costretti a presentare la documentazione integrativa necessaria.
A seguito dell’incontro richiesto, saranno valutate tutte le iniziative necessarie al superamento di questa incresciosa situazione che sta producendo incertezze sul diritto di caccia per tanti appassionati.

 

AZIONE CONGIUNTA TRA CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO E PARLAMENTO ITALIANO SU CACCE IN DEROGA.

 

Il Consiglio regionale del Veneto, su iniziativa del Capogruppo di Fratelli d’Italia Sergio Berlato ed il Parlamento italiano, su iniziativa dell’on. Maria Cristina Caretta, Capogruppo di Fdi in Commissione agricoltura alla Camera dei Deputati, hanno attivato un’azione congiunta e convergente per chiedere al Governo l’applicazione delle cacce in deroga a partire dalla stagione venatoria 2018/2019, cosi come previsto dall’art. 9 della Direttiva 2009/147/CE e dall’art. 19bis della legge statale n. 157/92.

Con l’approvazione odierna da parte del Consiglio regionale del Veneto della Mozione n. 353/2018, presentata dai consiglieri Sergio Berlato e Massimiliano Barison e con l’interrogazione n. 4-00522/2018 presentata in Parlamento da parte dell’on. Maria Cristina Caretta, spetta solo al Governo consentire alle regioni, che ne hanno fatto regolare richiesta entro il 30 aprile u.s., di attivare le cacce in deroga nel rispetto di quanto esplicitamente previsto dall’art. 9 della Direttiva 2009/147/ CE.

Adesso non ci sono più ne’ scuse ne ostacoli - hanno dichiarato congiuntamente sia il Presidente Sergio Berlato che l’on. Maria Cristina Caretta - chiedendo al ministro leghista dell’agricoltura e caccia Gian Marco Centinaio di permettere alle regioni l’attivazione del regime di deroga già dalla prossima stagione venatoria, in difesa delle colture agricole ed a tutela delle cacce tradizionali italiane.

Ufficio stampa
Fratelli d’Italia del Veneto
Venezia, li 3 luglio 2018

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