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Luca Gironi

Luca Gironi

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MONTPELLIER: 33° CONGRESSO IUGB, ANCHE FEDERCACCIA PRESENTE CON LE PROPRIE RELAZIONI

L’Unione Internazionale dei Biologi della Selvaggina (IUGB) celebra ogni due anni il proprio congresso e raccoglie gli studiosi da tutto il mondo sulla fauna selvatica, con particolare riferimento alle specie oggetto di gestione venatoria o di controllo. Quest’anno l’appuntamento si è tenuto dal 21 al 25 agosto scorsi a Montpellier.

Due interventi di FIdC – Ufficio Avifauna Migratoria e Acma hanno permesso alle ricerche italiane compiute dal mondo dei cacciatori di presentarsi in una sede scientifica internazionale.

La relazione “Waterbird Harvest in Italy, results from seasons 2003-2012” e il poster “Estimate of Turtle dove Streptopelia turtur in Italy” sono stati esposti al congresso, come contributi del mondo dei cacciatori italiani alla conoscenza dell’entità del prelievo di tortore e degli uccelli acquatici in Italia.

Gli autori del poster sono Michele Sorrenti e Daniel Tramontana, mentre per la relazione sono stati Michele Sorrenti, Alfonso Lenzoni, Daniel Tramontana, Gabriele Fasoli e Natale Emilio Baldaccini.

Queste ricerche, compiute dall’Ufficio Avifauna Migratoria FIdC e, nel caso degli uccelli acquatici, dall’ACMA con la collaborazione del Cirsemaf e dell’Ufficio, sono le uniche che oggi consentono di avere stime basate su dati riconosciuti di quale sia l’entità media per stagione del prelievo di tortore e uccelli acquatici in Italia.

Questi dati sono richiesti da diversi Enti di gestione degli uccelli selvatici e confluiscono nei Piani di Gestione Internazionale della tortora e di otto specie di limicoli, trattati insieme nel Piano riguardanti gli uccelli delle praterie umide (beccaccino, pavoncella, pettegola, combattente, beccaccia di mare, piovanello pancianera e chiurlo maggiore). I dati sul prelievo sono inoltre richiesti dal prossimo Rapporto Articolo 12 della direttiva che gli Stati Membri dovranno produrre nell’anno 2018.

Da questo congresso il dott. Michele Sorrenti è inserito nel Gruppo di Lavoro sulle statistiche di prelievo degli uccelli acquatici in Europa, diretto dal Prof. Jesper Madsen dell’Università di Aarhus in Danimarca.

Il congresso si è svolto in varie sessioni, che suddividevano i lavori per aree di studio, dagli ungulati ai galliformi ai grandi carnivori, dalle malattie della fauna agli uccelli acquatici o migratori in genere. Tutti gli argomenti hanno un interesse per i cacciatori italiani e per la gestione della fauna in Europa, ovviamente è impossibile citarli tutti. Particolarmente interessanti sono state le relazioni sulla “Gestione adattativa del prelievo” che è già in atto per due specie di oche, una problematica per l’eccessivo numero che causa danni all’agricoltura e pastorizia (oca zamperosee) e un’altra per la situazione invece critica, l’oca granaiola della taiga.

Interessanti relazioni hanno inoltre riguardato la gestione nordamericana dell’avifauna migratoria, in particolare gli uccelli acquatici, con riferimenti ai modelli matematici che stabiliscono i prelievi possibili, e alle azioni di miglioramento degli habitat sulle aree riproduttive in Canada, in particolare per la specie codone.

Di particolare interesse inoltre la relazione di Jacques Trouvalliez, Segretario generale AEWA, che ha descritto quest’accordo come il più biologicamente fondato per la gestione degli uccelli acquatici, poiché coinvolge tutto l’areale in cui vivono questi uccelli, dalle aree riproduttive a quelle di svernamento.

Le relazioni presentate saranno presenti a breve sul sito IUGB e consentiranno a tutti gli interessati di approfondire gli argomenti e le sessioni di tutto il congresso.

Piemonte: Concluso il Congresso Regionale con la riconferma del Presidente Remo Calcagno

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Si è svolto durante la giornata di sabato 2 settembre il Congresso ordinario del comitato regionale piemontese dell’Arci Caccia. In una sala gremita di Strambino (TO) il Presidente uscente, Remo Calcagno, davanti a 105 ARCI Cacciatori invitati, ha aperto i lavori con la propria relazione.
Lo stesso Calcagno, dopo aver auspicato un maggior coinvolgimento dei giovani cacciatori, ha affrontato le criticità della Regione suddividendole in 4 punti essenziali che possiamo così riassumere.
Innanzitutto i ritardi istituzionali non possono più essere giustificati e il Piemonte deve dotarsi al più presto non solo di un Piano Faunistico Venatorio, ma anche di una legge sulla caccia. Poi va affrontato il problema degli ungulati affinché lo stesso patrimonio non sia più una minaccia, bensì una risorsa e, quindi, si cerchi un coordinamento regionale per la gestione di questi mammiferi. Di pari passo si pianifichi un modello per la produzione oculata di piccola fauna stanziale di qualità come, ad esempio, recinti di ambientamento, Zrc, servizi di vigilanza e spese mirate a tali obiettivi.
Terzo punto – e nota dolente degli ultimi 20 anni – è stata la gestione degli ATC e dei CA che, fallimentare, dovrebbe servire da monito per il futuro e, oggi, come spunto per una sana autocritica del mondo Venatorio per far emergere e prendere come esempio le esperienze positive che già esistono. Infine, si è citato il rapporto con le altre AAVV. ARCI Caccia rimane favorevole all’unità dei cacciatori e all’unità dell’associazionismo Venatorio, fermo restando che fino a quando Fidc terrà un atteggiamento aggressivo e accentrato esclusivamente su sé stessi tale operazione non sarà possibile con loro.
Si è quindi aperto il dibattito. I molti interventi dei delegati hanno riguardato le specificità territoriali e la buona collaborazione con le altre associazioni, pur partendo da punti di vista differenti. A confermare questo clima le parole del presidente Regionale di ItalCaccia.
Apprezzato, poi, è stato l’intervento di Paolo Pelle, Arci Cacciatore e neo eletto presidente di ATC torinese, che ha messo in evidenza i buoni risultati di gestione ottenuti. La mattinata si è conclusa con il contributo del vice presidente nazionale per le Regioni del Nord, Giuliano Ezzelini Storti, che ha sottolineato come il Piemonte risulti essere ormai una delle migliori realtà per la nostra associazione. Inoltre é stato messo in risalto il buon lavoro dei nostri soci che quotidianamente difendono la grande passione che ci lega. Unico rammarico, peraltro ribadito anche in sede nazionale, il ruolo scomposto di Fidc che, imperterrita, non perde occasione per minare quel legame che dovrebbe accompagnarci verso obiettivi comuni.
Dopo la breve e ricca pausa pranzo si sono sviluppati gli ultimi adempimenti congressuali, quali la lettura e l’approvazione del documento politico, l’elezione dei nuovi organismi dirigenti, la solidarietà tramite un ordine del giorno ai dirigenti toscani che sono riusciti a mantenere il vigore dell’ARCI Caccia dopo l’aggressione subita per mano di Fidc e un gruppetto di nostri fuoriusciti. Per ultimo è stata votata all’unanimità dai nuovi organismi dirigenti la riconferma a Presidente Regionale del torinese Remo Calcagno.
Non c’è caccia, senza Arci Caccia!!!

ANUU: SESTO PICCO DI CALDO ECCEZIONALE

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È arrivato il sesto picco di caldo eccezionale che dovrebbe durare fino a fine mese con temperature che superano i valori normali del periodo bloccando la migrazione post-nuziale dopo un leggero movimento di Balie nere e dopo l’inanellamento del primo Prispolone nella giornata di martedì 22 agosto, senza alcun seguito significativo. Altri segnali di movimento migratorio agostano non si registrano al di là della Sterpazzola, della Cincia bigia e dei primi Luì grossi, mentre i nidificanti dimostrano un buono stato di conservazione per nulla avendo influito la colonnina del termometro sopra la norma. È stato, quindi, confermato, ancora una volta, che i paventati disagi sono privi di ogni elemento scientificamente valido salvo il lancio di informative mediatiche che fanno solo centro sulla stampa “disattenta”. E tutto questo clamore giornalistico viene sempre rapportato alle improvvise condizioni meteo, negative durante l’inverno, e a quelle estive soprattutto di luglio 2003 che, alla fine, non hanno influenzato in alcun modo le specie migratorie interessanti la nostra penisola. Seguiremo l’evolversi di questa situazione climatologica secondo il susseguirsi delle vicende del lungo viaggio dei nostri eterni viandanti del cielo che hanno avuto, nel grande bacino di nidificazione del Nord-Est del Paleartico occidentale, un’ottima fonte di nidificazione.

ARCI Caccia: Finalmente a caccia con tanta passione ed in barba ai professionisti delle 100 sigle che indeboliscono il mondo venatorio



Non siamo allenati alla polemica ma siamo obbligati a notare, perché chiamati in causa, alcune contraddizioni di quanti hanno bisogno di individuare in noi il nemico per giustificare lo stato di guerra che hanno proclamato per il Tesseramento 2017 con un solo, maniacale, obiettivo: l’ARCI Caccia.

L’attività venatoria? Se ne fregano! Le altre Associazioni? Brava è solo la loro FIdC, guarda caso!.

Per motivi di bassa lega hanno immesso “ad arte” le chiacchiere più false e “iettatorie” sull’ARCI Caccia. Si racconta poi di telefonate anonime, pressing con pubblicità ingannevoli. Un sentito ringraziamento a quanti, tanti, malgrado gli assalti, hanno già scelto convintamente la tessera ARCI Caccia e continueranno ancora nei prossimi giorni.

I “signori delle tessere” che volevano ricattare l’Associazione per trasferirla in Federcaccia non hanno “fatto centro”, eppure era già chiara la reazione di rigetto in Italia della loro provocazione, fin dal Congresso.

Fin d’ora vogliamo dare assicurazione e certezza di un’ARCI Caccia 2018 forte, combattiva, rinnovata come è in tutta Italia e in Toscana dove sono in via di soluzione i problemi organizzativi, politici, economici che sono stati lasciati in eredità.

Il tentativo di alzare il polverone è ormai “sputtanato”. Nascondere le contraddizioni che vivono le “new entry” e di qualche già compagno di vita della Federcaccia non è facile come un tempo quando avevano circuito parte del corpo sociale isolandolo dall’informazione, dalla discussione e dalla conoscenza dei fatti. Molte le riunioni fatte dopo il tanto silenzio degli anni scorsi. Ora da FIdC dicono “comporre e non imporre” per risolvere le criticità tra CCT e FENAVERI. L’ARCI Caccia questo insegnamento lo ha anticipato nella sede più qualificata, il Congresso. Per la FIdC sarà l’Assemblea Nazionale. Comporre andrà bene se, però, sarà lasciare l’attuale stato di cose e avere 100 carte d’identità di FIdC: ARCT, CCT, Ekoclub, Oikos, Associazione dei cinghialai, delle Alpi, degli acquatici, e chi più ne ha più ne metta, continuerebbe il caos di comodo di sempre alimentato per il “dividere ed impera”! Dentro casa!

Ricomporre, è andare nella stessa direzione, altrimenti anche oggi sono “composti” tra di loro…ma alla caccia non viene nulla di buono.

Ci auguriamo che sia presto e concreta la scelta della FIdC: se sarà FENAVERI valga per tutti e ovunque. Noi, allora, ci saremo e si faranno tante FENAVERI anche fuori dell’Emilia Romagna. Finalmente! Vendere il “fumo” dell’unità nuoce alla salute e degenera in patologie croniche, letali per i cacciatori.

La FENAVERI oggi resta la “foglia di fico”. La prospettiva quale sarà? Un numero di telefono e la signorina che risponde….”cosa posso fare per lei?”. Troppo poco!

E’ una ipocrisia insostenibile il “bacio a Roma” e la “rissa” nelle Regioni. Non è rispettoso del ruolo dei dirigenti nei territori avvallare il moltiplicarsi di sigle – come messo in scena in Toscana – per dimostrare che la FIdC da sola si basta.

Si bastano nella “casa comune”, anche i “compagni” del Piemonte che così scrivono ai Federcacciatori “…già siamo oltre il 60% dei cacciatori piemontesi e ciò vuol dire che le altre sei Associazioni Venatorie riconosciute superano di poco la nostra metà.

Noi cresceremo ancora, statene sicuri e lo faremo con l’aiuto di tutti voi ma se qualcuno ritenesse opportuno o vantaggioso farsi incantare da quella sirena vada pure, non lo fermeremo di certo.

Faccia bene i suoi conti però e sappia che, se le porte sono sempre aperte per chi vuole entrare e far parte della nostra grande famiglia, d’ora in poi chi la varcherà per andarsene versi altri lidi, dopo li troverà chiusi…”

Che dire!!! Per Federcaccia è una minaccia o una promessa la Federazione nazionale unitaria…”di sinistra” come rivendicato dai neo FIdC quale discrimine di appartenenza, dalle Alpi alla Sicilia.

Ci siamo, arriva la caccia, l’Apertura e scende anche la pioggia che porterà via l’ipocrisia, i documenti scientifici e insignificanti e le altrettanto insignificanti risposte di questi giorni. Le danze contro la siccità dei Verdi e degli Ambientalisti hanno portato dei risultati: piove. A seguire si partirà con la “stanziale” sperando che, laddove si sono fatti “lanci” con compensi ai maestri di “ostetricia venatoria”, i cacciatori (che sono i pagatori) abbiano gratificazioni.

La passione e la speranza saranno la forza del cambiamento. Non ci arrendiamo!

In Bocca al Lupo!!!

Ferrero: Il Piemonte osserva le raccomandazioni di Ispra sulla caccia

Intervento dell'assessore alla Caccia della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero, sull'opportunità di adottare eventuali limitazioni all'attività venatoria prospettate nei giorni scorsi da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

“Al di là di quanto previsto dalla legge 157/92, si tratta - puntualizza Ferrero - di un documento pertinente ed assolutamente apprezzabile dal punto di vista della tutela dell’ambiente in un contesto di delicata criticità come quello attuale. E' bene però precisare che e indicazioni contenute si rivolgono a due eventi specifici: gli incendi boschivi e la siccità. Per quanto riguarda il primo caso, per fortuna la nostra Regione non è stata colpita in maniera così pesante come avvenuto in altri territori e che nelle aree interessate, costantemente monitorate con attenzione dai carabinieri forestali, è vietata l’attività venatoria. Per quanto riguarda la questione derivante dal lungo periodo siccitoso, le indicazioni di Ispara pongono particolare attenzione agli uccelli acquatici, raccomandando l’apertura del prelievo ad ottobre, evitando le aperture in settembre. A tal proposito la Regione Piemonte rientra ampiamente nell’osservazione di queste raccomandazioni, tanto che non c’è alcuna pre-apertura. Non solo, è stato reintrodotto di recente dal Consiglio regionale il divieto totale di prelievo su ben 12 specie di anatidi, oltre al merlo, all’allodola, alla pernice bianca ed alla lepre variabile. Non sono, inoltre, oggetto di pre-apertura il colombaccio e lo storno, non oggetto in ogni caso di prelievo in Piemonte, presenti invece in altri calendari venatori”.

Nonostante questo contesto, il Settore regionale competente ha richiesto a Province, comprensori alpini e ambiti territoriali di caccia di far pervenire eventuali situazioni di criticità, al fine di attuare tempestivamente e caso per caso eventuali opportuni provvedimenti, e per assicurare il costante monitoraggio delle variabile meteoclimatiche ed ideologiche così come richiesto da Ispra.

“In tal senso - conclude Ferrero - si apprezza la sensibilità di alcuni consiglieri regionali piemontesi, quali Conticelli e Barazzotto, che hanno richiamato l’attenzione sull'attuale critico contesto ambientale ed i suoi effetti anche sulla fauna selvatica”.

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