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Luca Gironi

Luca Gironi

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IL GAME FAIR 2018 CHIUDE I BATTENTI TRA GLI APPLAUSI

Sono le ore 18.20 di domenica 9 settembre. Il sole basso crea una luce traversa dai toni rossastri che rende magica l’atmosfera accompagnata da un lieve vento di maestrale. La Manifestazione è già chiusa dalle diciotto, eppure attorno al ring spettacoli è ancora concentrata una folla di centinaia di persone che, in un silenzio composto, osserva l’ingresso in campo del soprano Francesca Magdalena Giorgi impegnata sulle note di Kiss me goodnight. Mentre la straordinaria melodia della cantante si diffonde, attorno a lei uno splendido cavallo montato da Messer Olivieri esegue figure danzando attorno alla cantante, un falco vola a pochi metri sopra le loro teste. Il pezzo termina tra gli applausi, gli artisti salutano ma il pubblico non se ne vuole andare.
E’ questa forse l’immagine più emblematica della 28° edizione del Game Fair. Un “ritorno alle origini”, come recitava lo slogan della manifestazione, Il pubblico è tornato numeroso, gli appassionati sono aumentati, la gente è rimasta all’interno della Manifestazione l’intera giornata e se ne è andata con ancora la voglia di restare.
La formula della più grande kermesse Italiana di fiera outdoor ha confermato la sua magica atmosfera.
Le scelte fatte sotto il profilo strategico: la data di settembre, il disegno di un villaggio più raccolto, la divisione in aree tematiche più rigorosa, la maggiore distribuzione delle aree interattive, la creazione di aree relax, i laghetti con la vegetazione lacustre, la realizzazione di un ampio parcheggio interno, la navetta gratuita dalla stazione, la riduzione del costo dei biglietti, l’omaggio alle donne per la prima giornata della fiera e l’ingresso gratuito per i ragazzi, sono sicuramente scelte che hanno determinato, il successo di questa edizione. Un successo che lungi dall’essere punto di arrivo, rappresenta un interessante stimolo sul quale costruire il futuro della Manifestazione. Un futuro che avrà il suo inizio da subito con la realizzazione d un primo progetto esecutivo già dalle prossime settimane.
La macchina organizzativa è già all’opera e, mentre si definiscono i bilanci di questa edizione si sta già progettando il 2019.
I dati consuntivi dell’edizione 2018 sono quelli già annunciati nelle ultime settimane: Oltre 100 espositori, 12 aree interattive prese letteralmente d’assalto dal pubblico, 3 aree spettacolo con oltre 100 spettacoli nella tre giorni, 4 spazi eventi, sono alcuni dei dati che hanno caratterizzato questa edizione e che hanno disegnato la mappatura di un’area di oltre 30 ettari sui quali il pubblico ha potuto godere appieno di queste realtà. Area che è anche supportata da parcheggi per oltre 4000 posti.
Tutto questo è stato premiato non solo dal popolo dei 25.000 che hanno visitato la kermesse grossetana, ma anche dalla qualità di questo popolo fatta di molti appassionati delle diverse discipline accompagnati da una straordinaria moltitudine di donne e bambini che ha caratterizzato e colorato ogni minuto dell’evento. Una moltitudine che è stata affascinata anche dalle numerose novità che hanno affiancato le tradizionali attività della manifestazione. Citiamo al solo scopo indicativo, lo straordinario successo dei pappagalli in volo e con una mostra affascinante, il Paint Ball e, quella che è destinata a diventare uno degli elementi di sviluppo: la pesca.
“La Maremma ha accolto il Game Fair “ commenta il Presidente di Grossetofiere Andrea Masini “ in tutto il suo splendore settembrino ed il primo ringraziamento va fatto al nostro meraviglioso territorio che ci regala l’opportunità di organizzare al meglio il Game Fair, manifestazione che si svolge interamente all’aperto. Sarebbe troppo lungo ringraziare tutte le anime che hanno lavorato con noi in questi giorni, voglio comunque che sappiano che senza il loro apporto non sarebbe stato possibile ottenere i risultati raggiunti”.
“Un duro lavoro” conclude il Direttore di Grossetofiere Carlo Pacini “ che ci ha visto impegnati sin dal mese di dicembre quando la società ha acquistato il marchio Game Fair. Analizzeremo i dati in tutta tranquillità, nella certezza di aver arricchito il nostro palinsesto fieristico con una nuova manifestazione che porterà grandi risultati nel breve/medio periodo”

Umbria: muore colpito da un colpo del proprio fucile

fiocco nero a lutto

Una tragedia ha funestato la domenica di preapertura in Umbria. Un uomo di 63 anni, Eriberto Pagliari, è rimasto ucciso nelle campagne di Massa Martana. Mentre si accingeva a raccogliere una preda, il suo fucile è rimasto impigliato in un filo di ferro lasciando partire accidentalmente un colpo che l'ha raggiunto al corpo. Allertati dalla famiglia, allarmata dal ritardo dell'uomo, i soccorsi l'hanno trovato quando ormai non c'era più niente da fare.

 

https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/cacciatore-muore-1.4158825

 

Piemonte: ANLC attacca il Commissario del CA VCO 2 sull'acquisto di un fuoristrada

  • Pubblicato in Notizie

ANLC attacca Fausto Braito, commissario del Comprensorio Alpino Verbano Cusio Ossola 2. Il Commissario ha acquistato, con i soldi dei cacciatori, un fuoristrada da mettere a disposizione della Polizia Provinciale. Secondo ANLC questo non rientrerebbe tra le sue prerogative come commissario e, comunque, non era il caso di usare i soldi dei cacciatori per questo tipo di operazione.

 

http://www.ossolanews.it/prima-pagina/lassociazione-nazionale-libera-caccia-replica-al-sindaco-braito-15764.html

piemonte

 

FIDC: PRE APERTURA, UNA TRADIZIONE SOSTENIBILE

Le pre aperture hanno ancora una volta evidenziato la distanza esistente fra lo Stato e i suoi organi periferici. Sulla gestione della fauna è necessario far parlare non l’ideologia ma dati concreti e oggettivi. Su questi Federcaccia invita il Ministro Costa a un confronto costruttivo

Roma, 10 settembre 2018 - Anche quest’anno la concessione delle pre aperture da parte di molte Regioni (16 su 20, tra cui Lombardia e Piemonte solo in alcune province) è stata accompagnata da polemiche, ricorsi e allarmistici comunicati, ripresi in gran parte senza contradditorio e senza verifica alcuna dai media, da parte delle solite sigle anticaccia, che denunciano ipotetiche stragi e violazioni delle leggi.
In realtà, di stragi non ne avvengono: le specie consentite sono un numero minimo, ben identificate e dal punto di vista delle popolazioni perfettamente in grado di sostenere un prelievo, limitato a pochi capi e per poche ore. Per quanto riguarda la legge poi, la concessione delle pre aperture da parte delle Regioni è espressamente prevista dalla normativa in materia.
Quest’anno però a luglio, quando molti calendari regionali erano già stati emanati e alcuni dovevano ancora essere deliberati, abbiamo assistito all’intervento del Ministero dell’Ambiente, che in una lettera indirizzata alle Regioni e Province Autonome le invitava a non autorizzare giornate di prelievo prima dell’apertura generale per la tortora.
A parte l’incongruenza, messa subito in evidenza da Federcaccia, del Ministero che da una parte invitava a non concedere quanto nella stessa lettera veniva presentato come sostenibile, vale la pena rimarcare come l’invito del Governo centrale non sia stato fortunatamente raccolto dalle Regioni. Ancora una volta si è allargato il solco che divide i diversi livelli dello Stato, e questo non può che preoccupare.
Anche se condotto in maniera più dolce, il “consiglio” del Ministro Costa - a sua volta consigliato da chi? - ci fa tornare alla memoria quanto avvenuto col precedente Ministro e lo scontro istituzionale consumatosi fra Governo e Regioni sui tempi di prelievi di beccaccia e turdidi a gennaio.
Non vorremmo - a pensar male, diceva un noto politico, si fa peccato ma si ha quasi sempre ragione - che quella del Ministro fosse stata una sorta di prova, per vedere se e quante Regioni erano pronte a seguire le sue indicazioni, contrarie ai dati scientifici e agli orientamenti della stessa Ispra, anch’essa per altro messa in condizioni di doversi rimangiare quanto già dichiarato.
Ci auguriamo che il Ministro Costa voglia confrontarsi sui temi venatori anche con le Associazioni venatorie, per trovare insieme soluzioni possibilmente aggiornate, certe e soprattutto non improntate all’ideologia alle questioni che riguardano ambiente, fauna e territorio del Paese.
Di certezze e chiarezza di indirizzi ha bisogno la fauna per essere gestita e tutelata.
Federcaccia, che in condivisione con la Cabina di Regia delle AAVV, aveva prontamente inviato alle Regioni un documento tecnico sulla tortora che dimostrava la sostenibilità della pre apertura è pronta come sempre ha fatto a un confronto fondato su dati tecnici, leale e aperto con le Istituzioni. Aspettiamo l’indicazione che il Ministero condivida questa posizione.
Adesso che le pre aperture sono state archiviate l’interesse di tutti i cacciatori è rivolto alla prossima domenica, per l’apertura generale della stagione venatoria.
Ne approfittiamo per rivolgere a tutti i cacciatori un forse scontato ma sincero augurio per questo appuntamento.
La raccomandazione principale è come sempre per la sicurezza. Attenzione sempre altissima perché questa giornata di svago e di immersione nella natura, così come quelle che seguiranno, non vengano funestati da incidenti.
Ricordiamo di tenere sempre un comportamento responsabile e corretto, ligio alle regole di legge e a quelle etiche che devono contraddistinguere un cacciatore. Facciamolo per rispetto degli altri e soprattutto nostro. Una immagine positiva, fatta anche di piccole cose, di piccoli gesti, può solo giovare ai nostri rapporti con gli altri membri della società, che non sempre ci accetta e spesso non ci comprende.
A tutti i cacciatori italiani dunque, un forte e sincero “In bocca al lupo!”

Federazione Italiana della Caccia

 

LUPO - AFFOLLATA ASSEMBLEA PUBBLICA A GALLIO (VI) LO SCORSO 6 SETTEMBRE 2018

Oltre cinquecento persone hanno affollato lo scorso giovedì 6 settembre il Palazzetto dello Sport di Gallio (VI), per assistere all’incontro organizzato in collaborazione con i Comprensori Alpini della provincia di Vicenza per discutere della ormai incontrollata presenza del lupo sul nostro territorio.

Tra gli ospiti della serata anche Sergio Berlato, Consigliere regionale e Presidente della Terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto, che nel corso dell’incontro, trasmesso anche in diretta da Rete Veneta e moderato dal bravo Direttore Luigi Bacialli, con una precisa e articolata relazione ha avuto modo di spiegare che l’obiettivo principale della serata era garantire una corretta informazione al pubblico sul ritorno di questo grande carnivoro sulle nostre montagne, dare voce al territorio e al contempo illustrare le possibilità offerte dal quadro normativo vigente per trovare adeguate soluzioni ai problemi degli allevatori, del territorio e di chi la montagna la vive quotidianamente.

“E’ il momento di agire – ha spiegato Sergio Berlato – la presenza incontrollata del lupo sta mettendo in ginocchio i nostri allevatori e creando danni irreparabili al territorio. Occorre dire con forza che non è più possibile tollerare lo sperpero di milioni di euro di risorse pubbliche per creare un problema a chi quotidianamente si impegna per mantenere patrimonio inestimabile dal punto di vista faunistico, ambientale, economico, sociale e culturale”

“Non si chiede nulla di impossibile – ha avuto modo di ribadire Sergio Berlato nel corso del suo intervento, accompagnato da una presentazione ricca di documenti - basta solo la volontà politica da parte del Governo di attuare un piano di gestione del lupo che preveda innanzitutto il monitoraggio ed il censimento delle popolazioni, la definizione a livello scientifico del limite massimo di tollerabilità tra le popolazioni esistenti e le attività antropiche e, se necessario, l’attuazione di interventi di contenimento con prelievi selettivi fatti da personale appositamente autorizzato dalle istituzioni”

“L’approvazione del piano nazionale di gestione del lupo – ha ribadito Sergio Berlato – non è più procrastinabile. Occorre al più presto ripristinare l’equilibrio tra le specie di fauna selvatica e garantire la compatibilità tra la presenza delle specie animali con le attività antropiche. Ne più ne meno di quello che è già possibile fare, così come viene fatto in tutta Europa, applicando le Direttive comunitarie vigenti”

 

Venezia, lì 7 settembre 2018

Ufficio stampa Sergio Berlato
Presidente della Terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto

 

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