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Luca Gironi

Luca Gironi

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Il Senato approva la riforma della legge sui parchi ora tocca alla camera

Approvata dal Senato la riforma della legge 394/91, forti critiche dal mondo ambientalista e venatorio. Un plauso comune, invece dalle associazioni ambientaliste. Massimo Caleo, senatore PD e relatore del testo approvato con larga maggioranza bipartisan difende la legge:"La legge quadro 394/91 sulle aree protette sta per compiere 25 anni. Nata grazie all'importante lavoro svolto dalle associazioni ambientaliste e alla capacità di ascolto della politica e delle istituzioni, è stata una buona legge, che ha aperto la strada alla stagione dei parchi nel nostro Paese. Con la legge approvata oggi in prima lettura, ne facciamo una versione 2.0, per il rilanciare le aree protette e integrarle meglio nel territorio, semplificare la burocrazia, aumentare le prospettive di tutela, di sviluppo e di lavoro nei parchi"

Qui sotto riportiamo alcuni dei link che vi permetteranno di approfondire le varie posizioni:

http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/parchi-approvata-in-senato-la-riforma-della-legge-sulle-aree-protette-41046/

http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/dal-coordinamento-liguria-ddl-parchi-stupisce-lennesimo-comunicato-delle-associazioni-ambientaliste-che-evidenziano-solo-ombre-e-difetti-del-testo-41066/

http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/cia-ddl-parchi-bene-approvazione-del-senato-si-riconosce-ruolo-centrale-agricoltura-in-gestione-aree-41058/

http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/ambiente-coldiretti-bene-approvazione-legge-parchi-al-senato-41055/

http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/per-gli-ambientalisti-il-senato-approva-gravi-modifiche-a-legge-quadro-su-aree-protette-41064/

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2016/11/10/ddl-parchi-senato-approva-con-154-si-passa-a-camera_2092e0a3-a67c-436f-8e12-03402647a802.html

 

 

Mirko e Sara hanno accolto quasi 50 cani, ora hanno bisogno di aiuto

L'Appello di Mirko e Sara (Mirko Caramanti e Sara Farnocchia), di cui vi avevamo parlato nei giorni scorsi ha funzionato, ben 50 cani appartenenti a sfollati dal terremoto sono ospitati nel loro allevamento di Massaprofoglio. Questi due ragazzi, titolari dell'allevamento di Setter e Pointer  Caramanti's, con grande generosità, malgrado siano costretti dal sisma a vivere in una roulotte, si stanno occupando anche di quelli di persone che per lo stesso problema non riescono a prendersene cura. Adesso però anche loro hanno bisogno di aiuto, le loro forze e quelle di amici e parenti non bastano più. Per questo Mirko ha rivolto un appello alle istituzioni, servono strutture più grandi per accogliere altri cani e finanziamenti per accudire al meglio quelli che già ci sono. Speriamo che la richiesta di aiuto di questi giovani coraggiosi non cadano nel vuoto.

 

(www.cronachemaceratesi.it)

Abruzzo: Gli ATC chiedono modifiche al regolamento di caccia al cinghiale

I responsabili degli ATC Abruzzesi chiedono alla Regione di intervenire sul regolamento degli ungulati. Questi animali, in particolare il cinghiale, creano non pochi problemi all'agricoltura, per questo è necessario che la regione attui una semplificazione e una sburocratizzazione degli interventi sul suide. Solo così si potranno eliminare i problemi e fare in modo che gli animali siano visti come una risorsa e non più come un problema. Queste le dichiarazioni di Franco Porrini e Francesco Savini presidenti rispettivamente degli ATC Vomano e Salinello.

 

www.cityrumors.it/notizie

FIDC BERGAMO: L’IBIS EREMITA IMPALLINATO UNO SFREGIO SUL VOLTO DI DIANA

L’abbattimento del quarto Ibis Eremita in terra italiana quest’anno è uno sfregio terribile sul volto di Diana, la dea della Caccia.

Sia che si tratti di errore (inammissibile) da parte di un cacciatore sia che si sia trattato di un consapevole atto di bracconaggio, non ci sono scuse: chiunque sia stato a premere il grilletto è un delinquente e Federcaccia condanna duramente l’episodio.

Non che siano meno gravi gli abbattimenti di altre specie di esemplari di fauna protetta, ma l’ibis eremita è specie che nemmeno può essere confusa con specie cacciabili ed è oggetto di un importante progetto di reintroduzione in Europa. Rarissimo, con già due ali e una zampa nella fossa dell’estinzione.

Il fatto è avvenuto nella vicina Valle Camonica, ma anche noi cugini bergamaschi ci sentiamo coinvolti: l’Ibis infatti è stato portato presso il CRAS di Valpredina per gli accertamenti del caso e da lì è stata diffusa la notizia dei pallini rinvenuti con una radiografia. E purtroppo al CRAS di Valpredina sono numerosi gli uccelli, per lo più rapaci, portati con ferite di arma da fuoco.

Potremmo stare a disquisire all’infinito se l’imbecille che ha sparato abbia o meno la licenza, se sia dunque un soggetto indegno di avere in mano una licenza di caccia o un bracconiere, o se sia uno psicopatico che ha inscenato tutto per incolpare i cacciatori (gira anche questa).

Tutto questo poco conta: lo sfregio sul volto di Diana c’è, perché la società non distingue tra cacciatore e bracconiere.

Ma smettiamola di nasconderci dietro a un dito: non è la licenza di caccia a farci Cacciatori, ma la passione insieme al rispetto delle regole. Se chi ha sparato all’Ibis ha la licenza di caccia, poco importa: è un bracconiere comunque. Perché il cacciatore che viola deliberatamente le regole uccidendo specie vietate, agli occhi della società è un bracconiere.

Ma per me un cacciatore che abbatte un ibis eremita è peggio di un bracconiere, perché infanga l’onore di quei tantissimi Cacciatori rispettosi delle regole, che vivono la Caccia come modo intimo di vivere la natura e hanno davvero a cuore l’ambiente e la fauna selvatica. Infanga la Caccia stessa.

E a che serve prendere le distanze? A che serve condannare? Vogliamo accontentarci di cercare di cucire alla bell’e meglio la ferita? Molto probabilmente l’autore di questo episodio increscioso, al pari di altri, resterà sconosciuto. Condanniamo e condanneremo duramente il fatto e ci costituiremo parte civile in un processo penale contro ignoti. Di cui nessuno parlerà e che verrà archiviato per impossibilità di risalire all’autore.

Cari Cacciatori è ora di cambiare mentalità: se non vogliamo estinguerci noi prima dell’Ibis Eremita, non basta più la condanna lanciata dalla vostra associazione contro chi si macchia e (ci macchia) – cacciatore o meno – di fatti incresciosi. Bisogna che dimostriamo con i fatti alla società che il Cacciatore è degno del privilegio di cui gode nell’andar per boschi, montagne e campagne imbracciando un fucile per incarnierare qualche capo di selvaggina.

E’ ora che diveniamo noi i primi a non tollerare più certi episodi: spesso infatti ci piace definirci “custodi” del territorio. Ebbene se andiamo avanti così perderemo il posto di custode, licenza di caccia o meno in tasca a chi commette violazioni tanto gravi e intollerabili. Il custode infatti non si deve limitare a rispettare le regole, ma si deve impegnare anche a farle rispettare.

Ne va del volto di Diana.

Ne va della sopravvivenza dell’Ibis eremita. E della nostra.

Lorenzo Bertacchi

Presidente Provinciale Federcaccia Bergamo

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