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Luca Gironi

Luca Gironi

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Arci Caccia e Liberacaccia Toscana: Sul capriolo un brutto pasticcio

Abbiamo appreso con un certo stupore la notizia del ricorso presentato da URCA Nazionale contro il piano di prelievo di femmine e piccole di capriolo. La nostra associazione, lungi dal voler contestare le sensibilità etiche dei selecontrollori, ha sempre combattuto il metodo, proprio del mondo animalista, di voler fare gestione con le carte bollate. Sicuramente la magistratura si occupa troppo di governare la caccia e troviamo estremamente negativo che sia un’associazione di cacciatori ad incrementare questo malcostume che fino ad oggi era appannaggio di altri settori. Quella del confronto e del dialogo, almeno per noi, è sempre la via maestra da portare avanti.

Oltre tutto, ci sentiamo di condividere il filo guida degli interventi dei responsabili di CIA e Confagricoltura, che poi è il medesimo che abbiamo letto nel sentito intervento di Roberto Vivarelli, presidente dell’ATC Siena Nord. C’era bisogno di bloccare il prelievo proprio adesso, con i campi pieni di messi mature? L’uva e i cereali estivi, sono in procinto di essere raccolti e siamo nel momento di massima vulnerabilità per i danni. C’era bisogno di creare una frattura così profonda con gli agricoltori? E soprattutto, chi pagherà l’eventuale incremento dei danni? Qui abbiamo una risposta: i cacciatori, come sempre…

Non contestiamo il merito della diatriba, molto probabilmente anche in questo provvedimento c’è materia di riflessione, ma il metodo, applicato senza tenere conto delle conseguenze.

Per questo abbiamo accolto con grande piacere l’intervento del Presidente Regionale URCA Carlo Ballerini, che prende le distanze dal “Colpo di mano” del Presidente Nazionale URCA Antonio Drovandi, Vice Presidente di Federcaccia Pistoia e dirigente di Federcaccia Toscana, che avrebbe di sua iniziativa presentato il ricorso al TAR.

Invitiamo, come fatto in precedenza, la Regione ad applicare quella concertazione con le Associazioni Venatorie che negli ultimi anni è mancata. I cacciatori hanno idee ed esperienza che, se ben usate, possono aiutare a trovare soluzioni.

Il Presidente Regionale Arci Caccia
Sirio Bussolotti

Il Vice Presidente Nazionale ANLC
Sisto Dati

 

Val d'Ossola: i cacciatori denunciano il "canale trappola"

Nel Comprensorio Alpino VCO3 i cacciatori segnalano la presenza di un canale Enel che rappresenta una vera trappola per gli ungulati. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati rinvenuti ben 5 capi annegati. Per questo i cacciatori chiedono all'Enel di intervenire per mettere il canale in sicurezza.

http://www.ossolanews.it/prima-pagina/annegati-in-pochi-giorni-nel-canale-enel-cinque-ungulati-15556.html

 

Arci Caccia Toscana:Su piccione e tortora da collare basta proclami e cominciamo a lavorare

In questa stagione estiva, tutte le associazioni venatorie, chi prima, chi dopo, hanno posto l’accento sulla necessità di lavorare per ottenere il prelievo in deroga di storno e tortora dal collare. Sul fatto che queste due specie, ubiquitariamente diffuse e in forte incremento numerico, dovrebbero essere controllate, quindi, siamo tutti d’accordo. Di sicuro, però, è tempo di lasciar perdere i proclami inutili e di cominciare a lavorare concretamente. Tutti abbiamo scritto alla Regione sull’argomento e la Regione ha risposto: per ottenere il prelievo durante la stagione 2019/2020, entro la fine dell’anno deve essere periziata una mole congrua dei tanti danni prodotti da queste due specie. Danni che ci sono e sono sicuramente sufficienti per ottenere la deroga, ma che spesso non vengono nemmeno denunciati a causa della macchinosità delle procedure e delle esiguità dei risarcimenti. Alla denuncia, spesso, si preferisce sostituire la richiesta di abbattimenti, pratica di emergenza che troppe volte, purtroppo, alimenta la formazione di circoli clientelari. Chiediamo quindi ai cacciatori e agli agricoltori di collaborare, per far sì che in ogni ATC emergano le situazioni di danno e si raggiungano le cifre minime che consentiranno alla Regione di attivare la procedura di deroga. Si tratta di una battaglia che ci coinvolge tutti e che, se ben condotta, porterà vantaggi ai cacciatori ed al mondo agricolo.

Caretta (FDI): "Basta proclami, chi è amico dei cacciatori lo dimostri"

 


(ASI) "Chi è amico della caccia e dei cacciatori lo deve dimostrare. Non bastano i proclami e le dichiarazioni roboanti per essere amici dei cacciatori, servono fatti concreti". E' quanto dichiara Maria Cristina Caretta, deputato di Fratelli d'Italia e presidente nazionale Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane.

"Sono passati alcuni mesi dall’insediamento del nuovo governo - aggiunge - ma non abbiamo ancora nessuna notizia della convocazione della Conferenza Stato/regioni per la ripartizione dei quantitativi delle specie cacciabili in deroga, condizione indispensabile affinché le regioni che hanno fatto regolare domanda entro il 30 aprile u.s.. possano applicare il regime di deroga nel rispetto di quanto previsto dall’art. 9 della Direttiva 2009/147/CE e dell’art. 19 bis della legge statale n. 157/92. Non abbiamo ancora nessuna notizia della convocazione della Conferenza Stato/regioni per la definizione del Piano nazionale di gestione del lupo, mentre i nostri territori sono flagellati dalla presenza incontrollata e dalla crescita esponenziale di questo grande carnivoro che sta mettendo in ginocchio i nostri allevamenti, sta provocando l’abbandono dei nostri pascoli da parte dei malghesi, sta distruggendo i positivi risultati conseguiti con il paziente lavoro di decenni di corretta gestione faunistica che ha portato ad un considerevole innalzamento della qualità e quantità delle varie specie di ungulati nel territorio nazionale".

"Troppo facile, da parte degli esponenti di alcune forze politiche - conclude Caretta - proclamarsi difensori della caccia quando partecipano alle assemblee dei cacciatori. Adesso che sono al governo devono dimostrare coerenza tra quello che dicono e quello che sanno concretamente fare, onorando finalmente gli impegni assunti in campagna elettorale. Il tempo delle promesse e dei proclami è finito: adesso è il momento in cui ognuno deve dimostrare le proprie capacità e la propria credibilità".

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