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Luca Gironi

Luca Gironi

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CACCIA, ASSESSORE ROLFI: REGIONE LOMBARDIA DELIBERA DEROGHE PER LO STORNO

LA SPECIE HA CAUSATO DANNI PER 787 MILA EURO IN 10 ANNI ALLE COLTURE

(Lnews - Milano, 23 lug) Regione Lombardia ha approvato, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, una delibera che consentira' la caccia in deroga allo storno durante la stagione venatoria che si aprira' a settembre. Dal 2008 al 2017 lo storno ha causato alle colture lombarde danni accertati per 787mila euro. Nel 2017 ha provocato 60mila euro di danni a raccolti di vite, melo, mirtillo e ciliegio.

"Abbiamo adottato questo provvedimento discostandoci in maniera netta dal parere dell''Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale' (Ispra) che consentiva il prelievo dello storno, ma con limiti che di fatto rendono impraticabile la caccia. Noi intendiamo tutelare gli agricoltori e il loro lavoro e consentire l'attivita' venatoria su tutto il territorio regionale con condizioni meno restrittive" ha dichiarato al termine della seduta di giunta l'assessore Rolfi.

"E' una novita' importante, a testimonianza della nostra volonta'

di affrontare il tema della caccia, attivita' necessaria per la tutela dell'agricoltura, in maniera pragmatica e non ideologica.

Non intendiamo piu' subire da Ispra imposizioni scientificamente non motivate. Il tema della caccia in deroga va risolto.

Rilancio l'appello al Governo e al ministro Costa per un incontro con le Regioni che perorano questa istanza affinche' si trovi una soluzione che possa consentire, nel rispetto della legge, l'esercizio della pratica venatoria, una tradizione diffusa che in Lombardia ha anche un forte valore economico e occupazionale" ha aggiunto Rolfi.

"Stiamo procedendo alla costituzione dell'Osservatorio faunistico regionale: vorrei aprire il progetto anche ad altre Regioni affinche' ci sia un altro soggetto che possa fare valutazioni scientifiche fondamentali per i piani di prelievo senza i condizionamenti ideologici che finora hanno caratterizzato il lavoro di Ispra. Siamo ancora in attesa da Ispra - conclude Rolfi - di una risposta alle nostre controdeduzioni rispetto al parere negativo sulla caccia a peppola e fringuello. Sollecito l'istituto a rispondere affinche'

la Regione Lombardia possa decidere quali azioni intraprendere".

 

Cosa prevede la delibera:

 

- il prelievo dello storno potra' essere effettuato a una

distanza non superiore da 500 metri da vigneti e meleti localizzati sul territorio regionale;

- il prelievo potra' essere effettuato dai cacciatori residenti

in Lombardia espressamente autorizzati;

- ogni cacciatore dovra' annotare i capi prelevati sul tesserino

venatorio;

- il prelievo potra' essere effettuato nel periodo compreso tra

il 24 settembre e il 31 ottobre 2018;

- viene stabilito un numero massimo pari a 8.000 capi

prelevabili e un numero massimo pari a 600 cacciatori autorizzabili al controllo;

 

I cacciatori interessati al prelievo dovranno, in base alla residenza, fare richiesta di autorizzazione al controllo ai rispettivi Uffici Territoriali Regionali o alla Provincia di Sondrio, nel periodo 1 agosto - 31 agosto 2018 e, in caso di superamento del numero massimo pari a 600, verra' adottato il criterio dell'ordine cronologico di arrivo delle domande (LNews)

FIDC: PER I RICHIAMI VIVI DEGLI ANATIDI UNO SPIRAGLIO DALL’EUROPA

 

Federcaccia e ACMA hanno incontrato lo Zooprofilattico delle Venezie. Annunciata a breve una nuova decisione dell’Unione Europea sull´influenza aviaria e i richiami vivi nella caccia agli acquatici. Stop al divieto generalizzato dell’uso dei richiami vivi e mandato agli Stati Membri UE di agire singolarmente nella gestione di possibili nuovi focolai di influenza.

I rappresentanti della Federazione Italiana della caccia e della sua settoriale ACMA hanno incontrato lo scorso venerdì 20 luglio i responsabili dell’istituto Zooprofilattico delle Venezie, che ringraziamo per disponibilità e professionalità, per un confronto e un aggiornamento in vista della prossima stagione venatoria in merito all’utilizzo dei richiami vivi nella caccia agli acquatici.

Dall’incontro è emerso che a breve dovrebbe venir pubblicata su questo tema la nuova decisione dell’Unione Europea, poiché la precedente è scaduta alla fine di giugno. La nuova posizione non prevede il divieto generalizzato dell’uso dei richiami vivi e dà mandato agli Stati Membri UE di agire singolarmente nella gestione di possibili nuovi focolai di influenza aviaria.

Tra le diverse misure indicate rimane comunque ancora prevista la sospensione dell’uso dei richiami vivi in aree ad alto rischio, fatto salvo che il loro utilizzo non sia parte di un programma di monitoraggio e studio sull’influenza aviaria, che gli Stati Membri sono tenuti ad adottare.

Non è quindi più previsto un divieto preventivo in base al quale per poter utilizzare i richiami era necessaria una deroga, ma ne viene consentito l’utilizzo, “in dipendenza della valutazione epidemiologica”.

Alla luce di questa nuova posizione, Federcaccia e ACMA si attiveranno presso il Ministero della Salute affinché i richiami vivi e i cacciatori siano previsti e inclusi come parte attiva nel programma di monitoraggio. Contemporaneamente sarà proposta la condivisione di un protocollo d’intervento che nel caso di focolai individui zone di protezione e sorveglianza più contenute rispetto alle attuali e con un limite temporale all’emergenza.

Grazie a questa nuova e più favorevole apertura dall’Unione Europea, anche a seguito della constatazione che i richiami non sono primario rischio virale, è necessario impegnarsi con ancora più energia perché in Italia vengano adottati provvedimenti che pur assicurando sicurezza e tranquillità alla salute pubblica e all’economia basata sull’avicoltura, non penalizzino inutilmente i cacciatori di acquatici come accaduto in passato.

Canna liscia Siace Victory

  • Pubblicato in Le Armi

Victory fianco cartelle

E’ dal 1990 che la famiglia Gelmini regge saldamente il timone della SIACE, realtà che aveva già alle spalle quarant’anni di attività. Lavorazioni di precisione e grande attenzione per i dettagli, fanno di questa azienda artigiana un’eccellenza nell’ampio panorama armiero italiano. Questa volta ci presenta il Victory uno splendido sovrapposto che accenderà i sogni di ogni appassionato.La SIACE, lo abbiamo detto, è un’azienda artigianale. Nell’officina che costituisce il cuore di questa impresa, i fucili vengono realizzati su ordinazione e su misura, in modo che nascano intorno al cacciatore, garantendo un confort e un’affidabilità unici. Ma veniamo alla nostra arma, si tratta di un modello concepito per la caccia ed il tiro con bascule in stile round-body dedicate e proporzionate ai tre calibri in cui viene realizzato, 20-28-410. La bascula è forgiata con tutta la meccanica da un blocco unico di acciaio al Nichel-Cromo-Molibdeno. La batteria, contenuta al suo interno, ha un sistema di sicurezza a doppia stanghetta che previene lo sparo accidentale, anche in caso di caduta al suolo dell’arma. La bascula è cementata, temperata e incisa finemente a mano dai migliori maestri incisori bresciani. La versione base presenta un'elegante e raffinata incisone "inglesina", ma è possibile realizzare soggetti a richiesta. Le canne, in acciaio trilegato al Nichel-Cromo-Molibdeno, sono assemblate con il tradizionale sistema monoblock e cromate internamente. La lunghezza in cui possono essere realizzate è a discrezione del cliente, ma comunque fino ad un massimo di 76 cm. Sopra le canne trova posto una bindella piana zigrinata a mano, culminante in un mirino sferico in ottone. Le strozzature sono fisse, ma richiesta è possibile applicare strozzatori mobili. L’accoppiamento fra bascula e canna avviene nel tradizionale sistema a doppi ramponi con tassello a slitta e la chiusura è doppia all' inglese, così da garantire robustezza e affidabilità. Le calciature all’inglese sono in noce selezionato di qualità superiore e sono incassate su misura specifica per il cliente.

 Victory intero cartelle

SCHEDA TECNICA
• Calibro:20 - 28 - 410
• Camera: mm 70 o 76
• Lunghezza canne: a scelta fino a cm 76 / oltre con sovrapprezzo
• Strozzature: fisse a scelta / mobilchoke con sovrapprezzo
• Bindella: piana, zigrinata a mano antiriflesso
• Mirino: a sfera, in ottone
• Canne: monoblock, acciaio Nichel-Cromo-Molibdeno
• Bascula: round body, dedicata al calibro, acciaio Nichel-Cromo-Molibdeno
• Chiusura: doppi ramponi con tassello slitta
• Incisione: "inglesina" a mano / incisioni speciali e soggetti a richiesta
• Trattamento:bascula cementata e temperata
• Sicura:manuale al dorso
• Estrattori:automatici
• Grilletto:monogrillo
• Calcio/Astina:in radica di noce - finiti e zigrinati a mano a passo fine, calcio su misura

Info
S.I.A.C.E. di Gelmini Giuseppe e Ivano & C. s.n.c.
Via G. Matteotti, 125/127
Gardone Val Trompia
Brescia
25063
Italy
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Tel. +39 030 89 12 613
Fax: +39 030 89 11 518

LIGURIA: LA Cia chiama a raccolta i sindaci per fronteggiare i danni da ungulati

  • Pubblicato in Notizie

Non bastavano i danni diretti all'agricoltura, la crisi economica e i problemi sanitari e di sicurezza stradale: a minacciare il lavoro delle centinaia di aziende agricole della Liguria è anche l'emergenza legata alla presenza di caprioli, cinghiali e ungulati in genere, che stanno letteralmente falcidiando i raccolti e le coltivazioni.

«La pesantezza della situazione ormai travalica il comparto agricolo e interessa in misura sempre più significativa la condizione di vita di molte realtà del nostro entroterra», denuncia Aldo Alberto, presidente regionale della Confederazione Italiana degli Agricoltori, che chiama a raccolta i sindaci della Liguria per individuare soluzioni il più possibile efficaci e tempestive.

«Oltre ai danni sempre maggiori inferti al settore primario, scarsamente riconosciuti e tardivamente rifusi, a soffrire del fenomeno sono anche le infrastrutture civili e la circolazione, come d'altra parte è bene evidente a molte amministrazioni locali - spiega il presidente di Cia Liguria -. Negli ultimi anni è venuto meno il controllo della fauna selvatica e l'attività venatoria ordinaria, così come le altre forme di prevenzione fin qui adottate, non sono più sufficienti a contenere entro certi limiti il proliferare di diverse specie».

«È una situazione che Cia Liguria denuncia ormai da anni, ma rispetto alla quale le risposte fino ad oggi sono state inadeguate: le politiche di difesa attiva dei terreni mediante barriere elettriche o fisiche, proposte dalla Regione e adottate dagli agricoltori, si sono spesso rivelate inefficaci, soprattutto nel contrasto a daini e caprioli. Per questo - annuncia Alberto - Cia ha deciso di appellarsi a tutti i sindaci della Liguria attraverso una serie di incontri sul territorio che prenderanno il via già nei prossimi giorni.

«Riteniamo utile aprire un confronto, a partire proprio dai soggetti istituzionalmente responsabili del territorio, per concertare le azioni più adeguate con cui mettere un freno al proliferare delle specie selvatiche, avendo sempre come priorità la tutela delle attività agricole, il governo del territorio e l'incolumità di abitanti e fruitori dell'entroterra», conclude Alberto.

Marco Gaviglio

UMBRIA: CIA LANCIA L'ALLARME SULL'EMERGENZA CINGHIALI

 

 

Danni da ungulati: tornano i cinghiali ed è di nuovo emergenza


Il Presidente Matteo Bartolini:" Necessario un nuovo approccio per la gestione del contenimento e immediata liquidazione dei risarcimenti dell'anno 2017

Continua la problematica dei cinghiali in tutto il Centro Italia, dove la presenza massiccia di questi animali provoca danni soprattutto alle coltivazioni. La Cia-Agricoltori Italiani dell'Umbria chiama a raccolta tutti gli agricoltori e le Istituzioni e propone " L'adozione di un Piano Pluriennale Regionale con obbiettivi chiari di gestione faunistica". In Umbria, infatti, la gestione degli ungulati e della fauna selvatica in generale è ormai una questione all'ordine del giorno che mette a rischio oltre che le produzioni tipiche e di qualità, anche l'ambiente, il paesaggio,ma anche l'incolumità pubblica se pensiamo ai cinghiali e ai caprioli come cause di sinistri stradali.
Da qualche anno ormai i danni causati dal sovrappopolamento e dalla distribuzione delle diverse specie sono progressivamente aumentati cosi che in Umbria si registra una spesa che raggiunge fino a decine di milioni di euro spesso a carico solo degli agricoltori. Il Presidente della Cia Matteo Bartolini si esprime in merito e manifesta la necessità di un nuovo approccio nella gestione del contenimento e dichiara : << Non può più essere la stessa squadra della zona a gestire il contenimento >>.
Mentre da un lato, solo qualche giorno fa, la Giunta Regionale dell'Umbria, su proposta dell'Assessore all'Agricoltura Fernanda Cecchini ha adottato un nuovo regolamento regionale (n.5 del 2010) che prevede tempi più brevi per l'intervento diretto da parte dei proprietari /conduttori dei fondi agricoli in cui i cinghiali stiano danneggiando le produzioni agricole; dall'altro il Tar con la sentenza del 5 Luglio rigetta l'appello dell' ATC Ternano-Orvietano che si opponeva alla disposizione regionale del 2010 in merito ai contributi economici la quale stabiliva che: << Gli ATC dovrebbero esigere/imporre tali spese ai cacciatori operanti nel loro distretto con la previsione di piani più adeguati di abbattimento>>.
Alla luce di questa situazione la Cia Agricoltori Italiani dell'Umbria si schiera al fianco degli agricoltori e solleva la questione dei risarcimenti del 2017 che gli ATC, tra cui l' ATC PG 1, ancora devono erogare. Un nuovo approccio al contenimento non è più rinviabile, come non lo è più lo snellimento delle procedure burocratiche per la richiesta degli indennizzi, il risarcimento dei danni subiti e la liquidazione dei danni degli anni precedenti da parte dei nostri agricoltori le cui rovine subite sono di gran lunga superiori al compenso tanto atteso.
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Inoltre Bartolini rivendica "Il Diritto a Coltivare",questione necessaria per ripopolare tutte quelle aree collinari e montane dove uno dei fattori che ne causano l'abbandono è l'impossibilità di coltivare a causa della presenza dei cinghiali che ogni giorno compromettono il lavoro e i guadagni dei nostri agricoltori".

Perugia, 16 Luglio 2018-

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