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Luca Gironi

Luca Gironi

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LIGURIA: PRESTO LA CACCIA DI SELEZIONE IN TUTTA LA REGIONE

UNGULATI, ASSESSORE MAI: "A BREVE CACCIA DI SELEZIONE ESTESA ANCHE NELLE PROVINCE DI SAVONA, IMPERIA E LA SPEZIA. VOGLIAMO RENDERE DISPONIBILI TUTTI I SISTEMI PER RISOLVERE IL PROBLEMA"

GENOVA. "Il problema della presenza dei cinghiali, a cui si somma quella di daini e caprioli nel periodo estivo, è un problema da affrontare con urgenza sia per le ricadute sull'agricoltura sia per l'incolumità pubblica", lo ha dichiarato l'assessore alla caccia di Regione Liguria Stefano Mai durante il tavolo Verde con le associazioni agricole che si è svolto in Regione proprio per affrontare, tra gli altri temi, anche quello della presenza degli ungulati.

"La proposta della sterilizzazione arrivata da Coldiretti – ha detto l'assessore Mai - è un'idea suggestiva: sono disponibile a valutarla, ma è necessario un serio approfondimento, soprattutto per quanto riguarda le potenziali ricadute sulla salute umana”. L'assessore Mai ha ricordato che “il problema cinghiali è ancora più pressante dopo l’impugnativa del governo della legge che permetteva ai cacciatori di coadiuvare la vigilanza regionale nelle battute di contenimento”. “Da una forza di 10mila cacciatori in campo per battute di controllo e gestione dei fenomeni emergenziali, siamo rimasti, da luglio 2017 sino ad oggi, con i soli 23 agenti di vigilanza regionale” ha sottolineato l'assessore Mai.

“Grazie all'approvazione di una nuova legge regionale – ha detto Mai - e all'avvio dei corsi di formazione, abbiamo reso operativi circa 1.400 cacciatori, che potranno a breve supportare così il nostro corpo di vigilanza regionale nell'attività di controllo della fauna selvatica. A breve partirà anche la caccia di selezione ai cinghiali nelle province di Savona, Imperia e La Spezia, già attiva sul genovesato. Abbiamo, inoltre, rivisto le modalità di invito e svolgimento di battute congiunte da parte di più squadre, nell'ottica di una più efficace gestione della caccia al cinghiale. Inoltre, attraverso una modifica apportata al Psr, ho previsto la possibilità di aprire un bando specifico solo e unicamente per le recinzioni, mirando in particolar modo a quelle comprensoriali. Nel prossimo consiglio regionale, porteremo la proposta dell'abolizione della tassa regionale per i neocacciatori, che consentirà un incentivo alla continuità generazionale nell'ottica di un controllo del territorio e degli equilibri della fauna. Come assessorato, vogliamo mettere in campo e rendere disponibili tutti i sistemi e le norme per risolvere il problema o quantomeno riportare la problematica della presenza di ungulati entro livelli accettabili".

 

SARDEGNA: IL COMITATO REGIONALE FAUNISTICO APPROVA IL CALENDARIO VENATORIO 2017-2019

Cagliari, 19 luglio 2018 - Il Comitato regionale faunistico, riunito oggi all'assessorato della Difesa dell'ambiente, alla presenza del direttore generale Paola Zinzula e del capo di Gabinetto Franco Corosu, ha approvato il calendario venatorio 2018/2019.

Nella riunione odierna è stato inoltre espresso parere favorevole sui piani di controllo della nutria, presentato dalla Città metropolitana di Cagliari, e all'integrazione del piano di controllo della Cornacchia per la Provincia di Nuoro (Zona omogenea Ogliastra).

Infine è stato presentato il piano per il censimento della pernice sarda e della lepre sarda che sarà portato in giunta regionale per l’approvazione.

FIDC VENETO RISPONDE ALL’ASSESSORE SUL CALENDARIO VENATORIO

Con una lettera indirizzata all’assessore alla caccia Giuseppe Pan, Federcaccia Veneto si era rivolta alla Regione per avanzare alcune motivate richieste in merito al calendario venatorio approvato per la prossima stagione. Nello specifico aveva proposto la possibilità di incrementarne il prelievo giornaliero passando da 10 a 20 capi e da 50 a 100 capi quello annuale per i cacciatori identificati, in osservanza al “Piano di Gestione naz.le per l’Allodola”. Inoltre aveva richiesto 2 giornate in pre-apertura al colombaccio; il posticipo della chiusura della caccia alla moretta; l’anticipo di quella al combattente; la reintroduzione in calendario del prelievo della pernice rossa.

Alla risposta negativa dell’assessore Federcaccia Veneto ha scritto:

Egregio Assessore Pan,

riscontriamo con la presente la Sua risposta Prot. 296228 del 12/07/2018 alla nostra nota sul Calendario Venatorio della Regione Veneto, approvato per la prossima stagione di caccia 2018-2019.

Con una certa sorpresa dobbiamo comunicarle che quanto da Voi descritto contiene diversi errori, che non possono permettere il dialogo costruttivo che intendevamo promuovere con la nostra prima lettera. Pertanto, prima di ogni valutazione ci preme fare chiarezza sui punti che riportano affermazioni inesatte

Allodola: secondo il Piano di Gestione Nazionale il prelievo di 20 capi al giorno, mantenendo i 50 annuali, è possibile per tutti i cacciatori, con semplici motivazioni della Regione, senza alcun onere per il mondo venatorio, né per la Regione Veneto, se non la stesura di semplici motivazioni, per le quali siamo disponibili a collaborare.

Moretta: contrariamente a quanto da Voi esposto, la specie è classificata SPEC3 e non SPEC1. La definizione SPEC3, significa che la moretta non è concentrata in Europa.

Colombaccio: per recuperare le due giornate di preapertura da noi proposte è sufficiente sottrarre due giorni dalla normale stagione, che possono essere scelti nelle giornate del 30 e 31 gennaio 2019.

 

Premesso quanto sopra, che chiarisce le inesattezze da Voi descritte, facciamo presente quanto segue:

Allodola: il prelievo di 100 capi all’anno può essere concesso ai cacciatori specialisti semplicemente identificandoli come possessori di richiami vivi di allodola oppure tesserini. Il mondo venatorio veneto è ben felice di queste minime incombenze che permetterebbero una soddisfazione venatoria superiore per questa forma di caccia tradizionale. Le chiediamo nuovamente di spiegarci qual è il problema che ostacola sia il carniere di 20 al giorno per tutti (vedi sopra), sia la semplice identificazione degli specialisti.

Combattente: abbiamo il piacere di allegarLe la sentenza n. N. 01508/2011, che ha stabilito, rigettando il ricorso della LAC, che la caccia al combattente in Veneto, attuata dalla terza domenica di settembre alla fine di ottobre è del tutto legittima. Le ribadiamo che questa scelta ha avuto luogo ininterrottamente dal 2011 al 2017, senza alcun ricorso. Come già esposto nella nostra prima lettera, la migrazione post nuziale del combattente si svolge dalla metà di luglio ai primi di ottobre, quindi le possibilità di caccia sono realistiche nelle ultime due settimane di settembre. Abbiamo anche argomentazioni nuove che permettono di discostarsi dal parere ISPRA in modo ancora più forte rispetto agli anni precedenti. Se lo scopo della Regione è restringere il periodo di caccia per dare un ulteriore segnale di buona volontà, è preferibile anticipare ancora la chiusura (es. 15 ottobre), aprendo però al 16 settembre, restringendo la caccia ai soli appostamenti fissi e temporanei, venendo così incontro alla richiesta ISPRA che chiede la caccia solo da appostamento nel mese di settembre.

Moretta: per questa specie l’argomentazione ISPRA riguarda la possibile confusione con la moretta tabaccata e non lo stato delle popolazioni di moretta. Per questo motivo, peraltro non contemplato dalla Guida alla disciplina della caccia come causa di divieti di caccia alle specie, bisogna considerare la fenologia della moretta tabaccata in Veneto. La specie è presente con alcune coppie nidificanti, ma è molto rara come svernante. Ne consegue che l’anticipazione della chiusura al 20 gennaio ha ben poco senso in risposta alla richiesta ISPRA. Per offrire una possibile protezione alla moretta tabaccata è più corretto ritardare l’apertura al 20 ottobre quando una buona parte delle morette tabaccate è già migrata a sud.

Colombaccio: la pre apertura alla specie è in atto da molti anni in diverse regioni italiane. Questo consente una soddisfazione dei cacciatori e una riduzione della pressione sulla tortora. Le tendenze demografiche del colombaccio nidificante nelle regioni in cui si attua la pre apertura sono positive da molti anni, a dimostrazione del fatto che la demografia della specie non è influenzata negativamente da questo regime venatorio.

In ultimo vogliamo fare presente che la classificazione SPEC, da voi utilizzata così come da ISPRA, non è quella ufficiale della Commissione Europea, né quella valida ufficialmente a livello mondiale. Le classificazioni corrette sono la Red List of European Birds, il Report Articolo 12 della direttiva, e l’IUCN Red List.

Vi chiediamo quindi una riformulazione del Calendario Venatorio che accolga le richieste sopra esposte, e siamo disponibili a collaborare per questo con gli Uffici Regionali.

Arci Caccia sempre attiva nelle iniziative unitarie verso il governo e il parlamento


Si è svolto nel pomeriggio di ieri un incontro tra una delegazione della Cabina di Regia del Mondo Venatorio e il Sottosegretario all’Ambiente Gava a cui è stato consegnato un documento elaborato dalle Associazioni Riconosciute.

Oggi, invece, si è svolta un’audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato tra le Associazioni Venatorie Riconosciute Arci Caccia, Federcaccia ed Enalcaccia e la Commisione presieduta dal senatore Stefano Borghesi:

Molte le questioni di peso, a partire dai problemi creati dalla eccessiva discrezionalità con cui i Questori applicano l’articolo 43 del TULPS, vietando il rilascio del porto d’armi per condanne risalenti anche a decine di anni prima.

Ma il tema centrale dell’incontro è stato il decreto di recepimento della Direttiva Armi, in particolare le problematiche contenute principalmente negli articoli:

3, commi C ed E: informativa ai familiari conviventi. La delegazione ribadisce la sostanziale inutilità di un tale documento, ricordando la mancanza di dettaglio nella formulazione del decreto, il tipo di certificazione da produrre e le conseguenze nell’eventualità che, per i più svariati motivi, il familiare in questione dichiarasse di non essere stato informato.
5, comma F: misure di custodia. È stata sottolineata l’eccessiva discrezionalità prevista per gli organi di polizia nella richiesta di particolari misure da applicare, come allarmi o blindature. Anche l’entità di queste “misure” non sembra essere al momento stabilita, aggiungendo elementi di libera interpretazione alle autorità di PS. Sulle forme di custodia, già oggi fin troppo discrezionali e diverse sull’intero territorio nazionale sarebbe utile una interpretazione univoca, ovviamente basata su criteri di buon senso e di minimo impatto sui possessori di armi.
7: limite di colpi acquistabili riportato sulla licenza. Anche in questo caso non è chiaro a quali calibri e tipologie di armi si faccia riferimento nel decreto e anche questo articolo si presta così come è formulato a una eccessiva discrezionalità degli organi di polizia.
13: rilascio certificati sanitari. E’ stata sottolineata l’urgenza di risolvere la mancanza di indicazioni precise in merito agli esami medici necessari, attualmente diversa da provincia a provincia, spesso anche in modo particolarmente marcato. È chiaro che oltre a causare un aumento delle spese necessarie al rinnovo, la complessità e particolarità di certi accertamenti – rilasciati da strutture o medici diversi – allunga in modo a volte anche considerevole il tempo necessario a produrre i certificati richiesti, rischiando di non rendere sufficienti i tempi previsti dall’articolo.
L’impegno per l’unità del mondo venatorio dell’Arci Caccia prevale su interessi e rappresentazioni di parte, perché è sempre il momento giusto per l’unità di intenti tra le Associazioni.

Arci Caccia Salerno chiede di anticipare l’addestramento cani

Arci Caccia Salerno, in una lettera inviata a Giuseppe Corga, dirigente dell’Servizio Territoriale Provinciale, chiedendo di anticipare l’addestramento cani, il cui inizio è previsto per il 1 Settembre. La possibilità di anticipo, infatti, è prevista nel calendario su aree ristrette del territorio previa verifica dell’idoneità delle stesse.

Alleghiamo la lettera inviata alla Provincia dalla Federazione di Salerno:

RICHIESTA ANTICIPO DELLE ATTIVITA’ DI ADDESTRAMENTO CANI DI 45 GIORNI IN AREE CIRCOSCRITTE

 

Illustre Dirigente,

nella mia qualità di Presidente della Federazione provinciale Arcicaccia di Salerno, mi premuro richiederle, formalmente, di voler attivare tutte le procedure finalizzate alla emissione di apposito provvedimento di Codesto Servizio Territoriale teso ad autorizzare l’anticipo di giorni 45(quarantacinque) rispetto a quello già fissato a partire dal 1° settembre 2018 nel vigente calendario venatorio per l’Annata 2018/19, approvato con Delibera N° 380 del 19/06/2018 dalla Giunta della Regione Campania, per l’addestramento dei cani da ferma, da cerca e da seguita.

Ovviamente l’anticipo delle predette attività di addestramento cani, che saranno possibili in aree circoscritte, così come previsto dal richiamato Calendario, potrà essere da Lei autorizzato previa verifica delle condizioni oggettive previste sempre dal medesimo documento programmatico

( vedasi nel dettaglio il paragrafo: ” Utilizzazione ed addestramento cani”) e, con riferimento a ciò, le dichiaro la disponibilità degli agenti volontari della scrivente Associazione ad effettuare le verifiche del caso mediante censimenti/sopralluoghi su tutto il territorio provinciale utile alla caccia, dando per scontato che anche tutte le altre Associazioni Venatorie operanti sul territorio che Lei riterrà di coinvolgere, di concerto con gli AA.TT.CC. della provincia, saranno disponibili a tanto, come avvenuto in passato su precisa iniziativa della Provincia di Salerno, all’epoca dei fatti competente in materia. (Allego, ai fini voluti, copia decreto del Presidente della Provincia n°106/2015).

Infine, pur pleonasticamente, le rappresento che addestramento e l’allenamento dei cani da ferma e da seguita , è disciplinato dall’ Art. 14 comma 1 e art. 24 comma 5 della L.R. N° 26 e s.m.i. 09/08/2012 e, nelle parti non contrastanti con tale legge , dal regolamento ” Nuova disciplina per il funzionamento delle zone di addestramento cani su selvaggina di allevamento emanato con D.P.G.R. N° 627 DEL 22/09/2003”, tutt’ora vigente.

Certo della sua consueta collaborazione, resto in attesa di cortese sollecito riscontro e la saluto cordialmente.

 

LUIGI BOTTA

PRESIDENTE PROVINCIALE ARCICACCIA SALERNO

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