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Luca Gironi

Luca Gironi

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TORTORA. SULLA POSIZIONE DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

  • Pubblicato in Notizie

Il Senatore della Lega Francesco Bruzzone ha chiesto di conoscere le motivazioni che hanno spinto il Ministro a invitare le Regioni a non concedere le pre aperture alla specie. Federcaccia plaude all’appoggio politico al proprio intervento tecnico a tutela dei calendari venatori

Roma, 18 luglio 2018 – Nuova puntata nella vicenda legata alla caccia alla tortora selvatica, o meglio alla sua pre apertura dopo che nei giorni scorsi le Regioni si erano viste recapitare una lettera dal ministero dell’Ambiente in cui erano invitate a non concedere nei propri calendari venatori le relative giornate di anticipo. Immediatamente la Federazione Italiana della Caccia si era attivata sia per sottolineare la contraddizione fra quanto richiesto dal Ministro Costa e quanto sostenuto dall’ISPRA fino a pochi giorni prima – ovvero molteplici pareri favorevoli alla pre apertura della caccia alla tortora selvatica, sia pure con la riduzione a due giornate soltanto – sia per fornire agli Uffici Caccia un articolato, completo e aggiornato documento tecnico sulla situazione della specie a sostegno della liceità e sostenibilità della concessione delle giornate in questione.
Non possiamo che plaudire con piacere quindi per l’iniziativa del senatore della Lega Francesco Bruzzone che ha sulla questione presentato una interrogazione parlamentare con risposta scritta, di cui riportiamo integralmente il testo, ringraziandolo per la sua attenzione alle tematiche venatorie che ci vedono costantemente impegnati.

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA
Sen. Francesco BRUZZONE – Al Ministro dell’Ambiente
Per sapere, premesso che:
risulta all’interrogante che in data 3 luglio 2018 la Direzione Generale per la protezione della natura e del mare del Ministero dell’Ambiente abbia inviato agli Uffici Caccia delle Regioni e delle Province autonome una comunicazione avente ad oggetto “Attività venatoria su Tortora selvatica (Streptopelia turtur) tesa a richiedere “una rigorosa attuazione delle più idonee misure di gestione per quanto riguarda in particolare l’attività venatoria sulla Tortora selvatica”,
l’ISPRA fino a qualche giorno antecedente all’emanazione della sopracitata nota ha fornito alle Regioni molteplici pareri favorevoli alla preapertura della caccia alla Tortora selvatica, sia pure con la riduzione a due giornate soltanto;
ISPRA, come specificato nella suddetta nota ministeriale, è stato incaricato “di redigere uno specifico piano di gestione della Tortora selvatica, da sviluppare in sintonia con il redigendo piano europeo”;
ISPRA, come richiamato dalla nota, ha certificato “che in Italia la specie è stabile (cioè non in diminuzione) da un punto di vista demografico (dati Progetto Mito2000 – monitoraggio italiano per il Farmland Bird Index) e che l’attività venatoria incide prevalentemente su individui nati in questo Paese (Marx et al. 2016), che l’Italia è interessata solo marginalmente dalla rotta migratoria occidentale dove in base al piano d’azione europeo si osserva il più marcato calo demografico della specie. Inoltre, la fenologia della Tortora indica che le specie non sverna in Italia e la migrazione post-riproduttiva si esaurisce sostanzialmente entro la terza decade di settembre, Ne consegue che il prelievo venatorio si concentra nella prima metà di settembre, periodo per il quale le Regioni possono autorizzare la preapertura della caccia a determinate condizioni.”
La nota prosegue dicendo che “Il quadro sopradescritto ha portato questa Amministrazione a dare parere favorevole al piano d’azione europeo per la Tortora selvatica (Streptopelia turtur)”, specificando che in base alle evidenze scientifiche disponibili ed alle misure di gestione del prelievo venatorio attuate negli anni e da rafforzare in via precauzionale per la prossima stagione venatoria, non appare necessario attuare, al momento, una sospensione del prelievo venatorio in attesa dello sviluppo di un sistema di gestione adattativa del prelievo della specie (AHM) come suggerito dal Piano d’azione”.
Si chiede
di sapere quali siano le motivazioni secondo le quali il Ministro interrogato abbia disposto di “evitare l’autorizzazione alla preapertura della caccia della specie”, eliminando di fatto due giornate di preapertura alla Tortora selvatica, in contrasto con quanto indicato da ISPRA fino al giorno prima e con quanto esplicitato dallo stesso Ministero nella nota inviata alle Regioni riportato nelle premesse della presente interrogazione. (Sen. Francesco BRUZZONE)

Ufficio Stampa Federazione Italiana della Caccia

MR 772-A1 della Heckler & Koch .308 Winchester

Egregio Sig. Marco Benecchi,
La seguo molto, soprattutto da quando iniziai ad appassionarmi di caccia.
Le vorrei chiedere cosa ne pensa del fucile semiautomatico MR 772-A1 della Heckler & Koch calibrato .308 Winchester (l’arma è l’equivalente militare dell’HK 417). Io di solito lo uso al poligono per esercitarmi, ma vorrei provare ad utilizzare tale arma contro cinghiali e cervi.
È una scelta diversa dal comune, ma è una cosa che mi sono domandato spesso; perché nessuno usa un fucile semiautomatico? Ci vuole meno tempo per ricaricare e hanno un caricatore più ampio e non vedo difetti in una tale arma rispetto ad altre armi “convenzionali” ma nessuno ne parla riguardo la caccia.
Il calibro è perfetto per il cinghiale, ma l’arma semiautomatica lo è altrettanto?
La ringrazio per l’attenzione, la disponibilità e la cortesia che offre, attendo con entusiasmo una vostra risposta.
Con ossequi,
Romeo d.

 

Romeo, così passiamo subito al TU,

Non è né la tipologia dell’arma né il calibro a non essere idonei per la caccia!.
Anzi… ENTRAMBI sono molto indicati per qualsiasi forma di caccia praticabile nel mondo con la sola esclusione dei Big Five africani,

Quanto il LOOK dell’arma.

Ammettiamolo, che non è certo adatta ad essere vista e apprezzata sull’Appennino per non parlare delle nostre magiche Alpi.
Nessuno, dico proprio nessuno si sognerebbe di cacciare in montagne e/o nel Centro Europa vestito in mimetica figuriamoci armato con un clone di un fucile d’assalto!
Poi, c’è anche il discorso legislativo che OGGI vieta di portare a caccia quella categoria di armi.
Ma… perché c’è sempre il ma…
Esistono ottime semiauto da caccia come le Browning BAR, le Benelli ARGO, le Heckler & Koch 770, 940, 630, SLB 2000 Haenel, etc che si potrebbero prestare molto bene “anche” ad altri tipi di caccia che non sia la battuta al cinghiale.

Ammetto che l’arma “militare” piace un po’ a tutti,
come una volta piaceva quella a leva quando invece dei film d’azione con milioni di colpi sparati e centinai di morti tagliati in due dalle raffiche di mitra, ci godevamo gli scontri tra gli indiani e le Camice Blu…

Romeo, se ti piacciono gli AR, usali in poligono, ma se davvero ami la caccia, allora io ti consiglierei di ripiegare su armi meno “aggressive!”, i nostri boschi non sono né l’Iran né Kabul…

Un caro saluto
Marco

RECEPIMENTO DIRETTIVA ARMI, ANCHE LA CACCIA ASCOLTATA IN COMMISSIONE

 

Prosegue l’iter di recepimento dello schema di decreto legislativo relativo al controllo dell’acquisto e detenzione delle armi. Questa mattina in audizione in Commissione affari costituzionali del Senato convocate anche le associazioni venatorie.

Roma, 18 luglio 2018 – Si sono svolte questa mattina presso l’Ufficio di presidenza della 1a Commissione (Affari costituzionali) del Senato della Repubblica, presieduta dal senatore Stefano Borghesi (Lega), una serie di audizioni informali sull’Atto del Governo relativo al Controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi, schema di recepimento della cosiddetta “Direttiva Armi” dell’Unione Europea.

Nel corso dell’incontro sono state ascoltate le osservazioni in merito delle associazioni venatorie, di ANPAM, FITAV e CONARMI, convocate dalla stessa Commissione. Per il mondo venatorio – convocato dalla Commissione come FENAVERI – erano presenti il presidente nazionale della Federazione Italiana della Caccia, Gian Luca Dall’Olio; il presidente nazionale Enalcaccia, Lamberto Cardia e il vicepresidente nazionale Arci Caccia, Cristian Maffei.

Prendendo la parola il presidente Dall’Olio oltre ad esprimere una generale perplessità per l’impianto generale del decreto di recepimento, ha sottolineato una serie di punti particolarmente critici su alcune norme contenute nel testo del d.lgs legate più strettamente all’attività venatoria.

In particolare si è soffermato sui seguenti articoli:

Articolo 3, commi C ed E: informativa ai familiari conviventi. Ribadendo la sostanziale inutilità di un tale documento, ha ricordato la mancanza di dettaglio nella formulazione del decreto il tipo di certificazione da produrre e le conseguenze nell’eventualità che per i più svariati motivi il familiare in questione dichiarasse di non essere stato informato.
Articolo 5, comma F: misure di custodia. È stata sottolineata l’eccessiva discrezionalità prevista per gli organi di polizia nella richiesta di particolari misure da applicare, come allarmi o blindature. Anche l’entità di queste “misure” non sembra essere al momento stabilita, aggiungendo elementi di libera interpretazione alle autorità di PS. Sulle forme di custodia, già oggi fin troppo discrezionali e diverse sull’intero territorio nazionale sarebbe utile una interpretazione univoca, ovviamente basata su criteri di buon senso e di minimo impatto sui possessori di armi.
Articolo 7: limite di colpi acquistabili riportato sulla licenza. Anche in questo caso non è chiaro a quali calibri e tipologie di armi si faccia riferimento nel decreto e anche questo articolo si presta così come è formulato a una eccessiva discrezionalità degli organi di polizia.
Articolo 13: rilascio certificati sanitari. Su questo punto il presidente Dall’Olio ha sottolineato l’urgenza di risolvere la mancanza di indicazioni precise in merito agli esami medici necessari, attualmente diversa da provincia a provincia, spesso anche in modo particolarmente marcato. È chiaro che oltre a causare un aumento delle spese necessarie al rinnovo, la complessità e particolarità di certi accertamenti – rilasciati da strutture o medici diversi – allunga in modo a volte anche considerevole il tempo necessario a produrre i certificati richiesti, rischiando di non rendere sufficienti i tempi previsti dall’articolo.
Infine il presidente Federcaccia ha ricordato i problemi relativi al mancato rilascio dei porti d’arma a seguito di condanne per tipologie di reato risalenti spesso a decenni prima e per le quali è nel frattempo sopraggiunta la riabilitazione. Il problema risiede nell’articolo 43 del TULPS, “viziato” anche in questo caso da una eccessiva discrezionalità riconosciuta ai Questori nei motivi ostativi al rilascio, che ha creato negli ultimi anni una serie di contenziosi fra la PS e numerosi cittadini che dopo aver avuto la concessione per anni si sono improvvisamente visti negare il rinnovo del porto d’armi, con conseguenti ricorsi spesso vinti di fronte a TAR e Consiglio di Stato. Una situazione complicata, che a parere della Federazione non può più essere ignorata dal Legislatore.

Federcaccia ha sempre seguito da vicino e in prima persona, suggerendo numerosi correttivi e criticità per tutto l’iter della Direttiva Armi, dalla sua formulazione a Bruxelles assieme a FACE all’iter di recepimento tuttora in corso in Italia, lavorando fianco a fianco con le altre associazioni di categoria coordinate dall’ANPAM e sottoscrivendo il documento tecnico comune da questa messo a punto e che fa da guida nel confronto con le Istituzioni.

 

Ufficio Stampa Federazione Italiana della Caccia

La FIDC SBARCA IN ROMANIA: POSTE LE BASI PER FUTURE COLLABORAZIONI NELLA VALORIZZAZIONE AMBIENTALE E FAUNISTICA

Da un incontro fra i vertici Federcaccia e S.E. l’Ambasciatore di Romania in Italia, gettate le basi per lo sviluppo di una collaborazione internazionale nel nome dell’ambiente, della maggiore conoscenza scientifica e della valorizzazione di habitat e specie selvatiche di qualità.

Venerdì della scorsa settima una delegazione della Federazione Italiana della Caccia guidata dal presidente nazionale Gian Luca dall’Olio accompagnato dal v.presidente Antonio D’angelo, dal presidente regionale Puglia Mario Basile e dal presidente di San Severo (Fg) Marcello Stoduto, è stata ricevuta nella sede dell’Ambasciata di Romania a Roma dall’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario S.E. Signor George Gabriel Bologan.
Nel lungo e cordiale colloquio con l’Ambasciatore, che è anche appassionato cacciatore, sono stati toccati diversi temi, fra i quali quello della nuova Pac e delle relative potenzialità di sviluppo ma anche rischi di perdita di qualità e varietà ambientali in un Paese come la Romania che anche grazie al mantenimento di pratiche agricole sostenibili e meno impattanti, ad esempio, di quelle applicate in molti alti stati europei, Italia compresa, riesce ad offrire un alto livello di biodiversità.

Nell’ambito di un approfondimento delle conoscenze sugli habitat rumeni e sui diversi selvatici, Federcaccia ha illustrato all’Ambasciatore lo sviluppo di possibili progetti di studio di specie migratorie di grande interesse, come ad esempio la beccaccia, o di valorizzazione dal punto di vista cinofilo di zone particolarmente vocate per caratteristiche dei terreni e qualità delle specie ospitate, prospettando anche un maggior coinvolgimento della Romania nei Campionati del mondo di cinofilia.

L’incontro nasce da un gemellaggio sottoscritto alcuni mesi fa fra la Federcaccia regionale Puglia e l’Associazione venatoria Comja Seini, Maramures, Romania – rappresentata all’incontro dal signor Nicolas Pop e dall’ingegnere forestale Romolus Simon – al fine di portare avanti i temi di una reciproca collaborazione nell’ambito della tutela ambientale, degli studi scientifici, della formazione del cacciatore secondo i principi dell’etica e della sostenibilità.

Le proposte hanno suscitato l’interesse dell’Ambasciatore, che ha auspicato l’incontro rappresenti l’inizio di un dialogo costruttivo che contribuisca alla reciproca conoscenza. “La conoscenza – ha sottolineato Bologan, europeista convinto – ci aiuta a superare gli stereotipi e i pregiudizi. Di fronte alle divisioni e alla frammentazione generalizzate, l’unica alternativa viabile è quella di imparare a vivere insieme, scoprire i modi positivi offerti dalla collaborazione politica, economica, culturale e sociale”.

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