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Luca Gironi

Luca Gironi

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Caretta e Prisco (FdI) presentano un'interrogazione al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per conoscere le condizioni che impediscono il rilascio del porto d'armi ai cittadini riabilitati.

Un'interrogazione al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per conoscere le condizioni che impediscono il rilascio del porto d'armi dei cittadini riabilitati è quella presentata dai parlamentari Maria Cristina Caretta ed Emanuele Prisco (Fratelli d'Italia). L'interrogazione, a risposta scritta, è stata depositata dai deputati di FdI affinché «venga chiarita l'applicazione dell'articolo 43 del Testo unico della legge di pubblica sicurezza. Nel caso di riabilitazione penale dell'interessato, viene meno l'ostatività automatica al rilascio della licenza del porto d'armi e sia consentito ai riabilitati di poter mantenere oppure ottenere la licenza. Se un giudice decide che il cittadino è in pari con la giustizia, non si capisce perché non debba godere della pienezza dei diritti garantiti a tutti i cittadini avendo azzerato i propri conti con la giustizia». Stando a quanto riferiscono i parlamentari Caretta e Prisco «in base alla normativa vigente il rilascio della licenza di porto di fucile ad uso caccia e sportivo può essere negata sia per la sussistenza delle “condizioni ostative” al rilascio della licenza in base ad un giudizio vincolato, in caso di mancanza della “buona condotta” o in caso di “inaffidabilità nell’uso delle armi” del richiedente secondo un giudizio di natura discrezionale e non vincolante». «La questione degli effetti della riabilitazione in ordine alle sentenze di condanna che prevedono “condizioni ostative” – proseguono gli on.li Caretta e Prisco, - è stata chiarita da una giurisprudenza recente secondo la quale, in caso di “riabilitazione”, le condanne per reati ostativi possono comunque essere valutate in modo discrezionale e non vincolante».

 

Arci Caccia Piemonte: a Torino è iniziata la battaglia contro la legge regionale

Venerdì 8 giugno si è svolta a Torino una grande manifestazione in difesa dei diritti dei cacciatori piemontesi e non solo.
All’evento hanno partecipato circa 6000 seguaci di Diana in rappresentanza di tutte le A.A.V.V. riconosciute e non,il lungo corteo si e snodato, partendo da piazza Vittorio Veneto lungo la bellissima via Po, per terminare sotto il palazzo della Regione in piazza Castello,li una delegazione e stata ricevuta dal Presidente Sergio Chiamparino e dal Assessore Giorgio Ferrero.
Come Arci Caccia abbiamo ribadito durante l’incontro la nostra contrarietà alla legge in particolar modo ad alcuni articoli, cito i più controversi l’art.2 ove si sancisce la chiusura di 15 specie cacciabili,e l’art.21 dove si chiude la caccia nelle domeniche di settembre, riteniamo che questi articoli e altri, siano frutto di posizioni ideologiche e di scarso senso istituzionale. Noi fino all’ultimo abbiamo cercato di dare un apporto tecnico scientifico nella stesura del testo, con un'impostazione per la tutela di una caccia sociale al servizio di quella gestione faunistica indispensabile per difesa dell’economia rurale,del paesaggio,delle tradizioni. In risposta abbiamo trovato una giunta che non ha saputo prendersi le responsabilità dovute, lasciando spazio al suo interno ad una minoranza ideologica, oggi siamo qui a constatare l’approvazione del testo con tutti i danni che lo stesso provocherà all’ambiente al mondo agricolo e alla nostra passione.
La manifestazione di Torino non sarà sicuramente il punto di partenza della nostra protesta, ma l’inizio di una lunga battaglia, contro una legge ingiusta e socialmente iniqua,che va a penalizzare in primis i lavoratori che hanno nella domenica unico giorno libero da dedicare alla loro passione. Come Arci Caccia non possiamo più tollerare atteggiamenti vessatori e discriminanti verso chi rappresentiamo.

Lombardia: via libera agli abbattimenti da parte dei cacciatori

In Lombardia i danni da cinghiale superano il livello di guardia e la regione decide di "armare" gli agricoltori. I titolari di azienda agricola, ovviamente se in possesso di licenza di caccia, potranno abbattere i cinghiali sui loro terreni per tutto l'anno. In questo modo l'amministrazione spera di contenere i danni.

http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2018/06/11/lombardia-caccia-cinghiali-tutto-lann_852601e7-9a5a-4722-87b4-0b32cc4cf982.html

 

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