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Luca Gironi

Luca Gironi

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ANLC TOSCANA: Perfino interrogazioni parlamentari sugli ATC Fiorentini

Amici cacciatori sono consapevole che mettersi a leggere un'interpellanza parlamentare, qui sotto riportata, ai più possa sembrare cosa inutile e noiosa, ma in questo caso vi invito a perdere qualche minuto del vostro tempo perché vi sia ben chiaro che ci sono Associazioni Venatorie che lavorano PER la caccia e ci sono invece quelle che vivono, o vivevano CON la caccia. 

La richiesta di chiarificazione posta dalla Deputata dei 5 Stelle Chiara Gagnarli, purtroppo, ancora non ha avuto risposta e forse non l'avrà mai. Non ci è dato sapere se si è preferito soprassedere per non creare caos o solo per, passatemi il termine , menefreghismo.
Però noi tutti possiamo, leggendo, farci un'idea e capire se la Deputata ha centrato l'obiettivo o no. Certo ora, con un'indagine in corso, nelle ATC fiorentine, che ci sia un conflitto di interessi, tra chi dovrebbe gestire i soldi e chi li riceve, ci sembra più che plausibile.
Vorrei inoltre far notare al Consiglio e alla Giunta Regionale che quando la Libera Caccia propose, durante la stesura della legge Regionale sulla caccia, di ampliare a venti il numero dei consiglieri del Comitato di Gestione degli ATC, senza gettone di presenza, ma solo con il rimborso chilometrico, non fu certo perché aspiravamo a delle poltrone, ma perché una pluralità di persone, di associazioni diverse, può permettere e garantire un maggior controllo e sicuramente anche un carico di responsabilità suddiviso.
La situazione, forse, e ripetiamo forse, un po' anomala, in cui si sono venute a trovare le ATC fiorentine in cui, alcuni componenti del comitato di gestione, che avrebbero dovuto vigilare sull'operato dei tecnici, fossero dell'associazione venatoria a cui fa capo la società che si è aggiudicata il bando per la fornitura dei tecnici faunistici e della gestione dell'Atc, qualche dubbio sul conflitto di interessi ce lo fa veramente sorgere. Questo, ci teniamo a precisare, per una questione di forma corretta e trasparenza.

Segreteria Regionale Toscana di Libera Caccia

Antonio Goretti

Arci Caccia Toscana: noi l’avevamo già detto lo scorso anno…

Gli avvenimenti degli ultimi giorni, che hanno interessato gli atc fiorentini, sono decisamente preoccupanti. Per questo vogliamo riproporre questo contenuto che abbiamo pubblicato la scorsa estate e tornato decisamente d’attualità:

Arci Caccia: Imprese e conflitti d’interesse. No Grazie!!!

Il MPAAF aveva inviato alla nostra Associazione una richiesta di chiarimenti sulla Società Gaia srl, che forniva servizi, anche faunistico venatori e della quale era parte della compagine sociale il Comitato Regionale ARCI Caccia della Toscana, per decisione dei dirigenti di allora.

La richiesta del Ministero veniva a seguito di una Interrogazione parlamentare sull’attività svolta da questa Società in Regione Toscana.

Sono stati inviati per dare una risposta completa lo Statuto, i Bilanci degli ultimi 5 anni, la composizione della compagine e l’atto di messa in liquidazione.

Il Presidente nazionale, nell’esercizio dei poteri sostitutivi che esercita in rappresentanza del Comitato ARCI Caccia della Toscana, necessari per le dimissioni dei responsabili regionali, in data 5 luglio 2017, procedeva a mettere in liquidazione la Società Gaia srl, d’intesa con gli altri soci.

Tale atto veniva deliberato per corrispondere alle osservazioni formulate al nostro Statuto dal MPAAF, nella quale si sottolineava che le Associazioni Venatorie Nazionali Riconosciute non possono costituire a loro volta “società di servizi strumentali ed altri enti che non siano di mera gestione”. L’Associazione ha accolto nella stesura definitiva dello Statuto la richiesta.

In applicazione dell’ordinamento statutario, il Presidente nazionale ha recepito le osservazioni del Ministero per tutti i livelli di rappresentanza sia regionale, sia territoriale come necessario per non aggirare quanto disposto dal ministero ed eliminare, alla radice, le condizioni di qualsivoglia conflitto d’interesse.

ANUU: LA NIDIFICAZIONE

Guardiamo in alto nel Paleartico Occidentale dove da alcuni giorni si sono posizionati l’alta pressione e un caldo fuori stagione, con temperature massime estive, consentendo un magnifico momento per la nidificazione, luogo eccezionale per il serbatoio annuale dei nostri amici alati. Auguriamoci che il favorevole clima che si sta sviluppando in quelle regioni prosegua, come ci comunicano gli stagisti dell’Università di San Pietroburgo che abitualmente svolgono la loro attività autunnale presso l’Osservatorio Ornitologico di Arosio della FEIN, ma che continuano i contatti durante tutto l’anno. Non così favorevoli sono state queste prime decadi di maggio nel nostro territorio, anche se ora il tempo si sta rimettendo al bello facendo venir meno quella instabilità diffusa con rovesci e temporali, assolutamente non favorevoli ai nostri amici alati.

ARCI Caccia e FIdC: Ai cacciatori di Viterbo e Provincia

In merito alle modifiche delle procedure per le certificazioni mediche necessarie per rinnovo delle licenze di caccia, novità che ha creato uno stato d’animo particolarmente ansioso e forti preoccupazioni nel mondo venatorio , dopo gli immediati confronti tra la ASL e le associazioni venatorie , dopo che si è avuto l’impegno pieno della politica che rappresenta il nostro territorio alla Regione Lazio, politica vicina ai cacciatori, possiamo adesso affermare che la situazione creatasi si sta risolvendo in maniera positiva.
Tale situazione, che ha visto anche strumentali posizioni sui giornali locali che invece di cercare di risolvere i problemi ai cacciatori ricercavano solo dei fittizi responsabili , ha avuto il suo punto di sintesi nell’ analisi della dirigenza della Asl che approfondendo la problematica dopo l’incontro con le associazioni venatorie sta per procedere a dare delle direttive che non mettono in discussione la giusta precauzione nel rinnovo e nel rilascio del porto d’armi ma ne distinguono le caratteristiche e le procedure da adottare.
Pertanto gran parte delle pratiche per il rinnovo del porto d’armi per uso da caccia avranno procedure uguali a quelle previste in precedenza ,saranno più dettagliate, secondo la normativa vigente, quelle per il primo rilascio o per quei casi che patologicamente necessitano di approfondimento da parte della medicina legale della ASL.
La dirigenza dell’azienda sanitaria locale ci fornirà la procedura che verrà divulgata a tutti i cacciatori. Solo attraverso la costante opera di confronto, di spiegazione della problematica e di quale impatto avrebbe avuto abbiamo ottenuto questo risultato.
Non ci piacciono ne le polemiche ne la politica urlata: ci interessa difendere il mondo venatorio con tutte le sue peculiarità e siamo sicuri che i risultati quando si ottengono e consolidano la fiducia dei cacciatori in chi li rappresenta.
Roma lì 31 Maggio 2018

 

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