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Luca Gironi

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IL MATTINO “Caggiano, il piromane appartiene a un’associazione per tutela ambiente”

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SALERNO
Lunedì 16 Agosto 2021 di Pasquale Sorrentino

Caggiano, il piromane appartiene a un'associazione per tutela ambiente


I carabinieri forestali di Polla durante hanno scovato il presunto piromane dell’incendio che ha colpito Caggiano e Salvitelle nella giornata di sabato. Un incendio che subito si è compreso era di natura dolosa. Poco prima, in prossimità delle aree incendiate, era stato visto un uomo riconoscibile dagli abiti, una divisa grigia e a bordo di un’auto blu. La pattuglia ha avviato le ricerche del soggetto e del veicolo e dopo accurata ricerca, in località “Tufariello” del comune di Salvitelle, fermava un veicolo corrispondente a quello ricercato; all’atto del controllo, il conducente indossava una divisa grigia con i segni identificati di una nota associazione nazionale di volontariato in materia ambientale.

Alla richiesta di fornire dettagli e spiegazioni circa la sua presenza nei pressi dell’area dell’incendio ed a seguito del comportamento titubante dell’uomo e delle risposte contraddittorie, i militari hanno proceduto ad una perquisizione veicolare dalla quale emergeva che all’interno del bagagliaio erano presenti diverse taniche vuote contenenti residui di olii e carburanti mentre all’interno dell’abitacolo si rinvenivano strumenti idonei all’accensione del fuoco. E’ quindi scattata la denuncia.

 

https://www.ilmattino.it/salerno/incendio_caggiano_denunciato_piromane_appartiene_un_associazione_di_volontariato_di_tutela_ambiente-6140655.html?fbclid=IwAR3Hkx876hPzOGQKar-pefAhXuwLsjSAJpheh8jurQ11FSCopFa4ZVqwUUw

 

TOKYO 2020: 3 MEDAGLIE E TANTISSIMI RECORD PER IL FIOCCHI TEAM

Alessandra Perilli minUn oro, un argento e un bronzo. Tre medaglie e tantissimi record: è questo il bottino conquistato dal Fiocchi Team alle Olimpiadi di Tokyo, celebrate nella capitale nipponica dal 23 luglio al 9 agosto 2021.

La gara di Fossa Olimpica ha incoronato la tiratrice slovacca Zuzana Rehák-Štefečeková, che ha firmato anche il nuovo record mondiale in qualificazione con un perfetto 125/125.
La tiratrice slovacca, protagonista della gara dal primo all’ultimo piattello, ha conquistato la vittoria grazie alla sua grande performance in finale. Si tratta della sua terza medaglia ai Giochi, la prima d’oro, dopo i due argenti conquistati rispettivamente a Pechino 2008 e Londra 2012.

L’altra protagonista indiscussa di queste Olimpiadi è stata Alessandra Perilli, vincitrice della medaglia di bronzo nel Trap e della medaglia d’argento nel Trap Mixed Team. Alessandra ha scritto la storia regalando a San Marino le prime medaglie olimpiche di sempre.

“Siamo davvero contentissimi per questi risultati, che ci riempiono di gioia e ci confermano ai vertici del tiro a volo internazionale - afferma con soddisfazione Fiocchi Munizioni - Congratulazioni a Zuzana ed Alessandra, ma anche a tutti gli altri tiratori che ci hanno fatto emozionare durante le Olimpiadi. Per noi è un orgoglio essere al loro fianco!”.

Zuzana Rehaük Sîtefecîekovaü min

Calabria: Arci Caccia prende posizione sull’emergenza incendi

calabriaDichiarazione del Presidente Regionale Prof. Antonio Paolillo

“LA CALABRIA BRUCIA, GLI INCENDI NON VENGONO PER CASO”: colpire i responsabili, investire in prevenzione.

L’ Aspromonte e tutta la Calabria ormai bruciano da giorni e, purtroppo, NON per autocombustione.

L’ARCI CACCIA CALABRIA e l’ARCI CACCIA NAZIONALE sono addolorate per il danno culturale, sociale e per l’aggressione all’ “economia verde” del Parco dell’Aspromonte, patrimonio dell’Unesco e luogo di sano turismo; esprimono la loro vicinanza alle famiglie delle vittime e una ferma condanna alle criminali azioni degli incendiari, irresponsabili nemici della Regione.

L’Arci caccia rinnova la disponibilità a mettere a disposizione le proprie Guardie volontarie al servizio dell’opera di prevenzione dei Carabinieri Forestali, ai quali va tutta la nostra gratitudine per la loro costante opera.

 

Lamezia 10 agosto 2021

Toscana: la Cabina di Regia risponde alla CCT e chiede spiegazioni all’Assessore Saccardi sul presunto patto “Regione-CCT”

LOGO CABINA DI REGIA TOSCANANon abbiamo potuto far a meno di leggere le esternazioni di dubbio gusto del Coordinatore Provinciale senese della CCT, apparse sui social network a commento di un articolo su un recinto di ambientamento, ed in parte vogliamo attribuirle all’ondata di calore che si sta abbattendo in questi giorni sulla nostra regione. Questo signore, in modo ufficiale ci sembra, infatti si è qualificato come “Coordinatore Provinciale della CCT” ha dichiarato l’esistenza di accordi segreti tra la CCT e l’Assessorato Regionale alla Caccia, con i provvedimenti sull’attività venatoria decisi da questo gruppo ristretto, per poi coinvolgere, “ormai a cose fatte” anche le altre associazioni venatorie, gli agricoltori, ecc…

Se fosse vero, ciò sarebbe di una gravità inaudita per molti motivi: primo, la CCT come associazione non riconosciuta ai sensi della 157/92 non ha diritto a sedersi a nessun tavolo e tantomeno a prendere decisioni; secondo, perché verrebbe meno la democraticità della concertazione con le associazioni venatorie, che hanno sempre dato tutte e sottolineiamo tutte, il loro contributo propositivo alla risoluzione delle questioni in materia venatoria e al miglioramento dei provvedimenti relativi.

Unica consolazione, se questo dovesse essere vero, i cacciatori toscani adesso saprebbero a chi dare la colpa delle tante cose che non funzionano in regione sul fronte della caccia.

Per questo motivo, mentre i nostri legali esamineranno con attenzione le affermazioni, a nostro avviso diffamatorie, apparse sui social network, chiediamo alla Regione un chiarimento: esiste davvero questo tipo di accordo? A volte alcune fughe di notizie, mirate verso un solo soggetto, ci hanno portato a pensarlo, ma la nostra fiducia sulla serietà dell’istituzione non è mai venuta meno. Adesso vogliamo rassicurazioni in questo senso e la fine degli annunci dei ben informati prima della pubblicazione dei provvedimenti.

Ma vogliamo rivolgerci anche al signor Coordinatore Senese CCT e Vicepresidente dell’ATC Siena Nord chiedendogli di informarsi, prima di parlare (visto anche il ruolo che ricopre in ATC, che dovrebbe invitare alla moderazione nei commenti e fornire rappresentanza a tutti i cacciatori), su com’è nata e si sviluppa l’esperienza della Cabina di Regia Toscana, nella quale tra l’altro, sono state invitate più volte Federcaccia e Anuu che hanno declinato l’invito. La Cabina di Regia, in Toscana come a livello nazionale, è un luogo di sintesi tra posizioni anche molto diverse, nata con lo scopo di far uscire le istanze del mondo venatorio con una voce sola. Un luogo di discussione dove ogni voce ha lo stesso peso e dove le idee vengono considerate in ragione della loro validità e non del peso numerico dell’associazione che le ha espresse.

Provi questo signore a guardarsi intorno, anche molto vicino, e vedrà realtà molto diverse, dove in fondo, il “padrone” è uno solo.

Le Associazioni componenti la Cabina di Regia delle Associazioni Venatorie Toscane

SINTESI DELLO STATO DI CONSERVAZIONE DELLE SPECIE E DEGLI HABITAT

federcacciaPubblicato dall’ISPRA il volume “Rapporti Direttive Natura (2013-2018). Sintesi dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario e delle azioni di contrasto alle specie esotiche di rilevanza unionale in Italia”. Federcaccia chiede un coinvolgimento diretto dei cacciatori nella stesura dei Rapporti come raccomandato dalla Commissione Europea
Roma, 10 agosto 2021 – Per la prima volta l’ISPRA pubblica in un unico Rapporto i risultati sullo stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario e delle azioni di contrasto alle specie esotiche di rilevanza unionale nel nostro Paese (Ercole et al., 2021). Si tratta della sintesi delle rendicontazioni che l’Italia ha già trasmesso alla Commissione Europea nel 2019 (periodo 2013-2018) in ossequio alle Direttive Habitat (92/43/CEE) e Uccelli (2009/147/CE), nonché al Regolamento UE 1143/2014 per le specie esotiche invasive.
I dati riportati sono quelli già confluiti nel Composite Report europeo (State of Nature in the EU) prodotto dall’UE ogni 6 anni, base di riferimento per le strategie europee di settore come le Direttive Natura e la Strategia Europea per la Biodiversità al 2030.
Il Rapporto è stato redatto dall’ISPRA, dal MiTE e dalla LIPU, ma i contenuti delle tre rendicontazioni che lo sostanziano sono il risultato del lavoro di molte persone esperte, di Associazioni ambientaliste, ornitologiche e di Società scientifiche.
Le Associazioni Venatorie, e Federcaccia in particolare, hanno collaborato alla versione finale del Rapporto riguardante la Direttiva Uccelli, che è stato inviato da ISPRA in una bozza quasi definitiva. Diverse parti sui fattori di minaccia e di iniziative ambientali indicate da FIdC sono state recepite nel Rapporto, tuttavia questa collaborazione non è citata nel testo. Federcaccia, pur apprezzando il coinvolgimento, chiede che in futuro, sin dall’inizio del processo di stesura dei Rapporti, sia costituito un Tavolo di Lavoro a cui partecipino anche i tecnici delle Associazioni Venatorie e delle Regioni e Province Autonome, per una gestione collegiale delle informazioni. Questa è l’indicazione della Commissione Europea e il modo migliore per ottenere condivisione.
In ogni caso, è ben noto che anche a livello europeo oltre il 40% delle informazioni dei Report prodotti per la Direttiva Habitat provengono da indagini parziali e più del 20% si basa esclusivamente sul giudizio di esperti, mentre per la Direttiva Uccelli oltre il 30% delle informazioni deriva da indagini parziali e più del 15% si basa sul giudizio di esperti (CE, 2020).
I dati italiani non sono dissimili da quelli europei ed emerge chiaramente la necessità di un maggior impegno e coordinamento nella raccolta dati per cercare di tracciare un quadro attendibile.
Il Rapporto conferma per il nostro Paese una biodiversità particolarmente ricca, con 306 specie di uccelli, 349 specie animali e vegetali (322 terrestri e delle acque interne e 27 marine) e 132 habitat (124 terrestri e delle acque interne e 8 marini) di interesse comunitario. Relativamente numerose sono però anche le specie esotiche invasive di rilevanza unionale (31), per le quali il Regolamento UE 1143/14 impone agli Stati membri l’attuazione di azioni di contrasto.
La situazione che emerge dal Rapporto, e che si ripete è relativa al periodo 2013-2018, è quella di un quadro a luci e ombre. Sono classificati in uno stato di conservazione sfavorevole il 53% della fauna terrestre e delle acque interne (considerando tutti i gruppi tassonomici, di cui il 17% in cattivo stato di conservazione), il 22% delle specie marine e l’89% degli habitat terrestri (di cui il 40% in cattivo stato di conservazione). Particolarmente significativo è quest’ultimo dato, che evidentemente condiziona pesantemente anche lo stato di conservazione delle specie animali che li frequentano.
Nell’ambiente terrestre è l’agricoltura la principale causa di deterioramento degli habitat e delle specie, cui fa seguito l’impatto delle infrastrutture e dell’urbanizzazione. Questi fattori sono ricorrenti minacce anche per la conservazione degli uccelli. In particolare si ritiene che le moderne pratiche agricole abbiano inciso in modo determinante sulla drastica diminuzione delle popolazioni di specie tipiche degli ambienti agricoli.
Il fenomeno è ben noto anche a livello europeo dove l’agricoltura e le attività ad essa collegate risultano la principale minaccia per le specie e gli habitat d’interesse comunitario. Si stima, in particolare, che il 74% delle specie di uccelli nidificanti a terra sia in declino, non solo per l’impatto diretto dell’agricoltura, ma anche perché divenuti più vulnerabili ai predatori generalisti. Nel complesso lo stato di conservazione dell'avifauna nidificante in Italia rispecchia i processi in corso nel decennio, con il 47% delle specie che presenta un incremento di popolazione o una stabilità demografica e quasi un quarto delle specie in decremento. Le specie minacciate sono comunque diminuite, essendo passate dal 30% al 26%. Tra le specie ornitiche svernanti il 61% sono in condizioni stabili o in incremento e il 23% risulta in diminuzione. È interessante notare come le più importanti popolazioni di Rapaci in migrazione sull'Italia mostrano da tempo una tendenza positiva, dopo la fase di declino di alcuni decenni or sono.
In sintesi i risultati complessivi dell’Italia appaiono in linea con quelli emersi su scala europea nell’ultimo ciclo di reporting.
Per quanto riguarda le specie esotiche invasive di interesse unionale presenti in Italia i risultati del Report, realizzato ai sensi del Regolamento UE 1143/14, evidenziano che il 35% non è stato oggetto di alcun intervento gestionale finalizzato al contrasto.
Ciò è oggettivamente grave poiché vi è una crescente mole di evidenze che ne documenta la minaccia per habitat e specie tutelati o minacciati (su circa il 12% dei siti Natura2000 e il 20,1% degli habitat). Non possiamo a tal riguardo non rilevare come una delle ragioni principali della loro progressiva diffusione quasi incontrastata nel Paese sia dovuta allo status di tutela legale accordato paradossalmente in passato anche a queste specie (ma in parte ancora oggi) e a quella che potremmo definire una sistematica indecisione/latenza delle Autorità preposte. Non dimentichiamo che su questo tema l’Italia è terza nella graduatoria tra i Paesi dell’Unione dopo la Francia e il Belgio.
In definitiva i dati esposti evidenziano l’urgente necessità di un maggiore impegno per la conservazione delle specie e degli habitat in Italia, attivando e finanziando adeguate misure di gestione e di conservazione principalmente degli habitat.

Per saperne di più:
­ CE, 2020. Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Lo Stato della Natura nell'Unione europea. Relazione sullo stato e sulle tendenze delle specie e dei tipi di habitat protetti dalle direttive Uccelli e Habitat nel periodo 2013-2018. Bruxelles, 15.10.2020 COM (2020) 635 final.
­ Ercole S., Angelini P., Carnevali L., Casella L., Giacanelli V., Grignetti A., La Mesa G., Nardelli R., Serra L., Stoch F., Tunesi L., Genovesi P. (ed.), 2021. Rapporti Direttive Natura (2013-2018). Sintesi dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario e delle azioni di contrasto alle specie esotiche di rilevanza unionale in Italia. ISPRA, Serie Rapporti 349/2021.

Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro-Ambientali Federcaccia

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