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Luca Gironi

Luca Gironi

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Benelli: Raffaello Be Diamond

  • Pubblicato in Novità

Apertura

Il duemiladiciotto, in casa Benelli è inizia con il botto. La casa urbinate è uscita con un nuovo capitolo della saga dei Raffaello, il semiautomatico di punta dell’azienda. Il Raffaello Be Diamond, segna la messa in campo di una nuova tecnologia realizzata dai geniali tecnici di casa Benelli, il Be S. T., un trattamento esterno destinato a conferire all’arma la bellezza e la resistenza del diamante. Ovviamente, il pezzo forte di quest’arma è lo scudo di diamante che protegge canna e fodero, ma in questo fucile c’è molto altro, a cominciare dall’estetica. Le forme sono caratterizzate da linee asciutte, snelle e slanciate che danno un’impressione anche visiva della leggerezza del fucile e della sua estrema maneggevolezza. Il Raffaello BE-Diamond è un fucile elegante e curato, pensato per essere a suo agio tanto nelle cacce di movimento come in quella agli acquatici, sempre garantendo la massima resistenza alle aggressioni che derivano dall’uso sul campo negli ambienti più ostili. Rispecchiando la volontà del mercato, per adesso si tratta di un calibro 12 camerato magnum, la cui resa balistica non soffre minimamente quando vengono sparate cartucce con bossolo di lunghezza standard, trovandosi perfettamente a suo agio con munizioni tra i 24 e i 56 grammi. 

prospettive fucile fucile

Un fucile per la caccia di movimento deve essere leggero e questo non solo perché minor peso significa minor fatica, ma anche perché il fucile leggero è più maneggevole, ha meno inerzia e aumenta il rendimento del cacciatore. Il Raffaello BE-Diamond con canna da 65 cm ferma l’ago della bilancia intorno a 2.900 grammi, peso ottimale per questo scopo, soprattutto perché supportato da un bilanciamento ottimale. Per gli acquatici sono a disposizione canne più lunghe e questo significa maggior peso e baricentro spostato in avanti a contrastare l’impennamento. In questa caccia le cartucce sono in genere più “potenti” e, per contrastare rinculo e rilevamento, il Raffaello BE-Diamond è dotato del sistema full comfort di terza generazione ComforTech 3. Questa nuova versione prevede una nuova geometria delle asole e delle travi del calciolo studiati attraverso programmi di calcolo e simulazione. L’utilizzo di tecnopolimeri elastomerizzati, accoppiati ad un nuovo inserto strutturalmente molto rigido e realizzato con un tecnopolimero caricato con fibra vetro, ha consentito la realizzazione di un nuovo calcio ComforTech che, pur essendo molto più deformabile del precedente, risulta robusto, resistente e supera ampiamente la prova a fatica di 100.000 cicli.
All’atto pratico, il nuovo calcio ComforTech consente, a parità di peso dei fucili, un’ulteriore riduzione del picco massimo di rinculo sulla spalla del tiratore. Un’importante novità del sistema ComforTech 3 è il nuovo nasello intercambiabile CombTech extra soft (brevettato) che garantisce un’elevata capacità di assorbimento degli urti sulla guancia durante lo sparo in tutte le condizioni di imbracciatura dell’arma, adattandosi allo stile di ogni tiratore. Il nasello è applicato al calcio tramite un attacco rapido che con richiede l’utilizzo di attrezzi; tale peculiarità offre la possibilità di sostituirlo facilmente con altri naselli di diverse altezze e durezze. Il calcio ha una pistola molto snella che porta istintivamente il dito sul grilletto e fa assumere al polso una posizione naturale e confortevole.
Anche l’asta è tutta nuova, più snella, in modo da facilitare ulteriormente la presa e il riassetto rapido della mano.
Le canne del Raffaello BE-Diamond disponibili nelle lunghezze 65, 70 e 75 cm, sono steel rated, camerate magnum, corredate di strozzatori Criochoke da 7 centimetri e, al pari delle altre Benelli, incorporano quelle peculiarità già note che impediscono anche il minimo spostamento dell’asse della canna sia tra un colpo e l’altro. Derivano da quelle del Raffaello Power Bore Crio, dalle quali si differenziano per l’innovativo coating BE.S.T. (Benelli Surface Treatment). La bindella è in fibra di carbonio, sormontata da un mirino ad alta visibilità, e oltre a ridurre il peso della canna ed il miraggio nel caso di surriscaldamento offre il vantaggio di non interferire col regime vibratorio e con quello espansione-contrazione.
Per ridurre le deformazioni a carico dei pallini, in Benelli hanno lavorato sui raccordi camera-anima e anima-strozzatore, senza ricorrere a profili overbore che il più delle volte pregiudicano la resa dei caricamenti tradizionali. Come le canne Power Bore Crio, anche quelle del Raffaello BE-Diamond hanno un diametro in asta di 18,3-18,4 mm. Un semiautomatico da caccia Benelli può avere solo la chiusura geometrica a svincolo inerziale, il punto di partenza è sempre quello dell’otturatore rotante con due massicce alette di chiusura, molto vantaggioso sul piano della robustezza del complesso e della durata nel tempo. Inoltre, il cinematismo made in Urbino, oltre a mantenersi molto più veloce dei tempi di reazione di qualsiasi tiratore, ha sempre dimostrato anche di essere dotato di una elevata capacità di autoregolazione nei confronti della potenza della cartuccia.
Il gruppo di otturazione del Raffaello BE-Diamond ricalca, in sostanza, quello dei Raffaello Power Bore / Ethos che, grazie a un suo equilibrio di masse, forze e resistenze, dovuto in primis all’appesantimento della massa inerziale, funziona correttamente con qualsiasi cartuccia standard o magnum a norma CIP con carica di pallini compresa tra 24 e 56 grammi.
In questo modo si possono accontentare sia i patiti di colombacci e anatre che quelli che vogliono usare il loro semiautomatico sui campi di tiro a volo, compresi quelli che prevedono l’uso di munizioni subsoniche. Caricare e scaricare il Raffaello BE-Diamond è agevole e facile grazie a un’asola di caricamento ampia che aumenta lo spazio sia per l’introduzione che per l’estrazione delle cartucce dal serbatoio, un elevatore che migliora l’ergonomia del caricamento e dello scaricamento e una leva ferma cartuccia sdoppiata che consente di ridurre la forza necessaria da applicare alla leva per caricare e scaricare manualmente le cartucce dal tubo serbatoio. Il pulsante leva, che sgancia l’otturatore dalla posizione di apertura, seguendo il modello introdotto su Power Bore ed Ethos, rende molto facile l’azionamento tanto a mani nude che con i guanti. Pensati per il confort di utilizzo anche la manetta dell’otturatore ampia e il pulsante maggiorato della sicura a traversino (invertibile). La leva di discesa delle cartucce ,poi, è più facilmente raggiungibile, grazie a un apposito sguscio sulla guardia paragrilletto.

prospettive fucile prospettive

 

Benelli Surface Treatment (BE S.T.)

La nuova tecnologia Benelli che nobilita la canna, proteggendola da corrosione, abrasione, usura e agenti esterni. Niente più manutenzione e oliatura: solo bellezza, piacere e praticità.
Che dire, come presentazione non c’è male, abbiamo voluto riportare integralmente questo slogan, che sintetizza mirabilmente quello che la Benelli ha voluto realizzare con questo nuovo rivestimento che, oltre a conferire preziosità estetica rende il fucile resistente come un diamante, inattaccabile dalla corrosione e dai graffi. Ma andiamo a conoscerlo nei dettagli. Possiamo cominciare da una importante, ovvero il fatto che si tratta di una tecnologia “green”, in quanto ha un bassissimo impatto ambientale, con scarti e reflui praticamente inesistenti.
Il procedimento, realizzato interamente nello stabilimento di Urbino, viene realizzato in un impianto che fa uso di sorgenti ioniche allo stato solido di ultima generazione, che permettono la deposizione di strati compatti e privi dei difetti puntiformi, che potrebbero rappresentare porte d’accesso per la corrosione. Un’altra sezione dell’impianto utilizza una sorgente di plasma a radiofrequenza in grado di dissociare i precursori gassosi che vengono introdotti in camera, in modo da creare le condizioni per la loro deposizione. A concludere il processo concorre un precursore liquido top secret, che viene vaporizzato prima di entrare in camera. Quest’ultimo precursore liquido, detto anche diamantoide, è la chiave per realizzare uno strato esterno con caratteristiche simili al diamante, in quanto contiene catene di idrocarburi in cui il carbonio forma legami di tipo sp3, caratteristici per l’appunto del diamante.
Anche dopo il trattamento di deposizione è necessaria una serie di operazioni per dare al rivestimento l’aspetto estetico finale, che lo rende brillante, elegante, piacevole alla vista e al tatto, simile, appunto, al più prezioso dei gioielli. II suo colore, misurabile mediante uno spettrofotometro, è il nero assoluto: privo di tinta e così intenso che, al suo confronto, una canna brunita sembra grigia.
Prima dell’immissione sul mercato, ovviamente il prodotto è stato sottoposto a test di caccia negli ambienti più estremi. Luoghi dove caldo, freddo, umidità e salinità fossero in grado di mettere a dura prova le parti soggette a corrosione. Ebbene, dopo 3 anni, l’esito è stato stupefacente, con le canne ancora come nuove e la valutazione dei cacciatori coinvolti è stata eccelsa, sia dal punto di vista estetico sia da quello funzionale.

 

FIDC PIEMONTE: ALLA REGIONE NON NE VA BENE UNA

Il TAR Piemonte ha bloccato i piani di contenimento della specie cinghiale nella Città Metropolitana di Torino e in tutta la regione, si può dire che alla Regione Piemonte non ne va bene una.

Anche questa volta la Regione Piemonte soccombe al Tribunale Amministrativo piemontese, perché a quanto pare a legiferare o deliberare leggi e norme sulla caccia il governo del Piemonte proprio non ci azzecca.

Che sia il mondo venatorio o il mondo ambientalista a ricorrere nelle aule dei Tribunali la Regione Piemonte perde.

Persi cinque ricorsi al TAR proposti dalle A.V., persi parecchi ricorsi al TAR proposti dal mondo ambientalista, impugnata dal Governo centrale avanti alla Corte Costituzionale la nuova Legge n. 5 del 19/06/2018, quindi deve essere proprio vero che questi attuali governanti Piemontesi sono incapaci.

Di una cosa noi di Federcaccia siamo certi, prima che finiscano il mandato Ferrero and company avranno ancora altre sorprese perché Federcaccia ha continuato nel suo mandato datoci dai nostri iscritti nel ricorrere contro le oscenità partorite dalla Regione Piemonte, per il bene di tutti i cacciatori e di tutto il mondo venatorio Piemontese.

A seguito della sentenza del Consiglio di Stato Federcaccia Piemonte ha presentato il ricorso al TAR contro la deliberazione della Giunta regionale 6.7.2018 n. 28-7183 che, oltre a riproporre le censure relative alla clausola di incompatibilità di carica, contesta il criterio del 55% per l’assegnazione di due seggi nei comitati di gestione e l’individuazione del momento in cui gli ATC/CA rilevano l’eventuale appartenenza ad una A.V. al dicembre 2017, in deroga alla regola ordinaria del riferimento all’anno solare di scadenza dei comitati di gestione, ai fini delle imminenti nomine.

L’udienza per la discussione della istanza di sospensione inerente a tale ricorso non è ancora stata fissata, ma lo sarà a breve presumibilmente entro il mese di ottobre.

Mentre altre A.V. si preoccupano di contestare Commissari di ATC che loro stessi hanno votato o chiedono lumi sul colore delle bretelle noi di Federcaccia Piemonte proseguiamo con tenacia e perseveranza nel combattere le ingiustizie che l’assessore Ferrero, ignorando ogni regola di democrazia, ci impone.

La difesa della caccia di Federcaccia Piemonte…non si è mai addormentata.

Torino 12 ottobre 2018

FEDERCACCIA PIEMONTE

FEDERCACCIA SARDEGNA: SULLE ULTIME VICENDE DEL CALENDARIO VENATORIO HA PESATO LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO

Abbiamo difeso lo stesso anche in grado di appello pur sapendo che l’ordinanza collegiale ci avrebbe dato torto, dati il senso e le affermazioni di quella monocratica, ma la cosa peggiore è avvenuta nella riunione del 10 ottobre del Comitato Faunistico, quando l’Assessorato si è schierato contro di noi sostenendo una causale non credibile e cioè un fantomatico, non precisato a nostra domanda, parere negativo dell’Ufficio legale, che ha certamente influito sulla successiva votazione.

Noi, in base all’ultimo parere Ispra, abbiamo chiesto una giornata alla pernice ed alla lepre od una mezza giornata, che servisse anche da test per una base di dati sul prelievo, sostenuti dai colleghi delle altre associazioni.

Parere Ispra protocollato il 4 ottobre e che noi abbiamo potuto vedere il giorno della riunione. Parere che non ha niente di equivoco ma conta di una parte critica e di un suggerimento finale per l’utilizzo di una mezza giornata alla pernice e lepre.

Apprezziamo ancora una volta il comportamento dell’Università di Sassari, che si è astenuta in una votazione importante per il principio più che per la sostanza.

Le province presenti sono andate a rimorchio dell’Assessorato.

A questo punto non rimane che attendere la conclusione politica della legislatura, che possa rinnovare un sistema che per due anni ci ha privato della caccia alla nobile stanziale, pur ridotta al minimo, stante l’inefficienza politica nell’applicazione della Legge Sarda.

Concludiamo ricordando all’Assessorato, ma soltanto pro forma, che il Comitato ha una duplice funzione, deliberativa per il calendario venatorio e consultiva per tutto il resto, funzione quest’ultima mai utilizzata. (Federcaccia Sardegna)

Calabria: stanziati 3 milioni per 41 progetti di tutela dell'habitat

“Con orgoglio presentiamo oggi un lavoro straordinario che valorizza l'enorme capitale naturale della Calabria. Un lavoro coordinato con le associazioni di settore che rappresenta l'intero territorio e mette in risalto le principali pecularietà”. Lo ha detto l'Assessore regionale all'Ambiente Antonella Rizzo nel presentare la conclusione del percorso amministrativo e la firma delle convenzioni dei progetti con cui la Regione mira a tutelare la biodiversità terrestre e marina conservando gli habitat e le specie degli ecosistemi interni e marino-costieri.All'incontro hanno partecipato anche il Dirigente generale del dipartimento Ambiente Orsola Reillo, il Dirigente del settore Giovanni Aramini e il Consigliere regionale Arturo Bova. Nello specifico, per la tutela della biodiversità terrestre e marina, sono stati selezionati, a seguito di un avviso pubblico, 41 progetti che riguardano i siti di interesse comunitario (Sic) presenti in Calabria, attraverso una dotazione finanziaria pari a 3 i milioni di euro per progetti a sostegno degli habitat e delle specie incluse nelle direttive europee. Nel caso di ambiente terrestre si tratta perlopiù di progetti a sostegno dei centri di recupero di animali feriti, al ripopolamento di specie a rischio di estinzione, di creazione o ripristino di zone umide e, non ultimo, di rimozione straordinaria di rifiuti nei siti di grande valenza naturalistica. In ambiente marino gli interventi finanziati riguarderanno invece la realizzazione di strutture di contrasto della pesca a strascico, strutture di ripopolamento, ripristino e mantenimento di dune e zone umide retrodunali e pulizia dei fondali."L'iniziativa - ha spiegato ancora Antonella Rizzo - è risultata il frutto di un confronto costante con tutti i portatori di interesse in tema di tutela ambientale, dalle associazioni ambientaliste agli enti gestori delle aree protette, come gli Enti parco, ai Consorzi di bonifica. Le domande che hanno beneficiato dei fondi sono state, prevalentemente, quelle delle associazioni ambientaliste con oltre un milione e 300mila euro di contributi, seguite dagli Enti parco che beneficeranno di circa 708mila euro; i consorzi di bonifica (460mila euro) e gli enti pubblici (431mila euro). La realizzazione dei singoli progetti consentirà, da una parte di perseguire concreti obiettivi di tutela e, dall'altra, di accrescere la consapevolezza dell'importante ruolo ambientale, economico e sociale svolto da rete natura 2000, attraverso l'informazione e la sensibilizzazione rispetto alle tematiche oggetto dell'iniziativa".Tutti gli interventi saranno realizzati sulla base di specifici cronoprogrammi di attività entro il primo semestre del 2019. L'Assessore all'Ambiente Rizzo, durante la firma delle Convenzioni, si è confrontata con i responsabili dei progetti selezionati per fare il punto sullo stato di attuazione del progetto "monitoraggio degli habitat e delle specie", che vede coinvolti, insieme al Dipartimento ambiente, i Parchi nazionali e regionale, le Riserve regionali, l'Arpacal e le università della Calabria. Un progetto che mira a rafforzare il quadro di conoscenze del patrimonio ambientale calabrese. Le zone interessate dai progetti abbracciano l'intera regione e ciascuna provincia. Si va dalle aree ad elevato valore ambientale, alle zone speciali, compresi tutti i parchi e le riserve naturali. A questo progetto si aggiunge quello di monitoraggio dei Sic marini, Sic terrestri in aree protette ed esterni alle aree protette, per il quale sono stati stanziati dal fondo Fesr quattro milioni di euro, realizzato con il supporto scientifico delle università Unical e Unirc, e il progetto Ami, Alberi monumentali d'Italia, con cui il dipartimento è riuscito ad inserire, nel primo censimento, ben 83 alberi di valenza naturalistica. g.m.

FIDC VICENZA: VIA AL MONITORAGGIO AI PASSI

  • Pubblicato in Notizie

Riprese le operazioni di monitoraggio condotte da Federcaccia Vicenza in collaborazione con la polizia provinciale, all’interno del progetto dei valichi prealpini promosso da Regione, Veneto Agricoltura e supportato dall’ufficio Avifauna migratoria di Federcaccia.

L’operazione, come tutti gli anni, si focalizzerà in particolare su fringuelli e peppole, specie la cui caccia in deroga è stata vietata già da diverso tempo. Due volte a settimana, il martedì e venerdì, i volontari opportunamente formati saranno ai passi Mesole e Ristele, tra i comuni di Recoaro e Crespadoro, le due più importanti vie di migrazione (flyway) del Veneto, per avvistare e registrare gli esemplari di passaggio, durante il periodo seguente la riproduzione.

Questo lavoro riveste una notevole importanza dal punto di vista scientifico, per cercare di rispondere alle domande sulle migrazioni post-riproduttive, ma anche per avvicinare le persone che hanno sempre voluto assistere a questo fenomeno, ma non ne hanno avuto l’occasione.

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