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Luca Gironi

Luca Gironi

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GENOVA/LA SPEZIA, FAUNA SELVATICA: NECESSARIO UN TAVOLO TECNICO

Il territorio ligure continua ad essere interessato e martoriato da un incremento di fauna selvatica, senza precedenti, soprattutto nelle aree interne del territorio. Negli ultimi mesi abbiamo riscontrato presenze anomale di branchi di lupi e cinghiali in Val di Vara e Val Petronio. In più circostanze abbiamo ribadito che tali presenze oltre a causare danni enormi sotto il profilo economico alle aziende agricole, sono oggetto di pericoli sanitari. Lo segnalano Coldiretti Genova e Coldiretti La Spezia, con i presidenti Valerio Sala e Sara Baccelli.

“Ci risulta – proseguono i presidenti – da un rapporto del Ministero della Salute che nel territorio Ligure abbiamo avuto casi di contagio da trichinellosi. Come sempre gli imprenditori agricoli assistono impotenti alla distruzione dei raccolti. In più circostanze abbiamo proposto in tutte le sedi Istituzionali della Liguria soluzioni concrete per ridimensionare il diffondersi della fauna selvatica. Più volte abbiamo cercato di creare dei tavoli di concertazione con le autorità preposte per mettere in campo soluzioni concrete. Ma non cambia mai niente. Coldiretti si interroga sulle motivazioni che spingono a non affrontare con determinazione ed intelligenza il problema. Non vogliamo mettere sul banco degli imputati nessuno, vogliamo solo capire le motivazioni che spingono a non prendere delle misure di contenimento efficaci ed efficienti relative alla fauna selvatica. Questo è un appello che lanciamo non solo alle forze politiche che siedono in Consiglio Regionale, ma ai Sindaci, alle Forze di Polizia Provinciale, agli Enti Sanitari, a tutti coloro che su questo aspetto hanno direttamente o indirettamente dei ruoli. E ci rivolgiamo anche alle associazioni dei cacciatori e degli ambientalisti. Vogliamo affrontare una volta per tutte e in modo concreto la questione? Abbiamo la volontà di istituire un tavolo tecnico – scientifico, per definire un piano organico di intervento, coinvolgendo anche le rappresentanze del mondo venatorio e ambientalista? Se non lo facciamo, se non affrontiamo il problema, continueremo a rimpallare le responsabilità dagli uni agli altri. Continueremo a dire ai produttori o a chi ha subito danni o perdite di produzione, che la responsabilità è dell’uno o dell’altro”.

Ancora Sala e Baccelli: “Non è risarcendo i danni che si risolvono i problemi, ma solo con la prevenzione e un piano strategico possiamo mettere in sicurezza il territorio, la salute e chi della propria attività fa una fonte di reddito. Probabilmente questo aspetto non tocca ancora nel profondo della coscienza chi ha in qualche modo voce in capitolo. Non vogliamo essere polemici nei confronti della politica, sarebbe troppo facile: le nostre sono semplici considerazioni che hanno come obiettivo, quello di creare i presupposti politici per un confronto sereno con tutte le parti in causa. Il problema della fauna selvatica non può essere in modo non unitario: tutti quanti dobbiamo collaborare. Non possiamo pensare che un solo politico o una sola parte della politica affronti una criticità di questa portata. Ci vuole ben di più, indipendentemente dalle proprie ideologie politiche, indipendentemente da chi si rappresenta, indipendentemente dai propri pur legittimi interessi. Dobbiamo affrontare la questione con un’attenzione che tenga conto degli interessi comuni”. La richiesta di Coldiretti è “realizzare un tavolo tecnico-scientifico permanente, di indirizzo politico, a supporto dell’Assessore Regionale all’Agricoltura, che vagli tutte le proposte, tecniche, scientifiche, politiche sinora sottoposte, al fine di promuovere interventi univoci ed efficaci”.

“Non abbiamo più intenzione di aspettare – conclude Domenico Pautasso, direttore Coldiretti La Spezia e Genova – Non possiamo più tacere e indugiare, non possiamo più fare gli ‘Osservatori dell’Onu’ mentre la nostra gente subisce quotidianamente dei danni. Riteniamo che il tempo sia scaduto. Se, in tempi relativamente brevi, ci accorgeremo che le nostre proposte non avranno trovato riscontro, vorrà dire che troveremo altre forme di reazione, sicuramente di carattere giuridico” (Fonte www.ladeadellacaccia.it)

Riflessioni sotto l'albero

L'anno si sta avvicinando al suo epilogo, fra meno di una settimana si concluderà. E' tempo di bilanci e di valutazioni su un'annata che come sempre ha regalato soddisfazioni ed amarezze. Purtroppo, infatti, dopo la sostanziale quiete degli ultimi anni, quest'anno è riesplosa in tutta la sua gravità la stagione dei ricorsi. Liguria, Basilicata, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Piemonte hanno subito gli attacchi degli animalisti e purtroppo sembra emergere dalle sentenze, la volontà dei giudici a prendere come riferimento i pareri dell'ISPRA, anche se come sappiamo sono obbligatori ma non vincolanti. Per corazzarsi contro queste problematiche occorre fornire dati alternativi provenineti da istituzioni di pari dignità, tradotto in soldoni, dalle Università. Purtroppo, non sempre i pareri espressi dall'istituto si basano su dati aggiornati o sono totalmente imparziali, specie se parliamo di migratoria. Diverso è il discorso del Piemonte, dove la giunta regionale agisce senza nessuna obbiettività legale o scientifica, sembra che l'Assessore abbia l'unico scopo di mortificare i cacciatori. Continuo a pensare alla chiusura della caccia alla Pernice Bianca, specie il cui prelievo, contingentato in base a censimenti e approvato dall'ISPRA, rappresenata un modello di come dovrebbe svolgersi la caccia sostenibile a tutte le specie. Intanto siamo quasi all'anno nuovo e nelle regioni, come la mia Toscana, dove grazie alla collaborazione con le Università si è riusciti a reperire dati che consentono di mantenere la data di chiusura a Tordo Bottaccio, Cesena e Beccaccia al 31 gennaio, si cerca di capire se anche quest'anno il Ministero dell'Ambiente sprecherà soldi e tempo dei contribuenti per usare il potere sostitutivo. Visto che in queste ore dovrebbe essere ancora in giro babbo natale, avrei ancora un desiderio da esprimere. Vorrei trovare sotto l'albero la conferma di quegli ultimi dieci giorni di caccia, sembrano una cosa da niente, ma di questi tempi, l'erosione di ogni piccolo diritto va contrastata con ogni mezzo.

Luca Gironi

ANUU: IL 2016 … IN PIUME

 

Prima di presentare nel mese di gennaio il report dell’annata venatoria che sta per concludersi vorremmo presentare queste prime brevi notizie di quanto è avvenuto, con riferimento anche ad un’osservazione generale sul passo migratorio post-nuziale a partire dal mese di agosto, per quanto riguarda le seguenti specie: Balia nera: giudizio complessivo nella norma, e in forma continuativa. Beccafico: ottima presenza, soprattutto fin dall’inizio di agosto. Codirosso comune: presenza nella media stagionale. Prispolone: sotto la norma, soprattutto con il ritardato inizio del passo agostano. Pigliamosche: conferma della presenza appena sufficiente. Tordo bottaccio: come sempre il giudizio è più che ottimo. Tordo sassello: presenza più che buona e continuativa. Cesena: buona presenza, localizzata soprattutto in montagna e nell’alta collina. Merlo: più che buona la presenza sia degli stanziali che dei migratori. Pettirosso: continua la buona presenza. Capinera: da tempo ottima presenza che conferma il suo trend positivo. Fringillidi in generale: scarsi in particolar modo Frosone e Peppola; Lucherino e Fringuello presenti in modo molto ridotto; Cardellino e Verdone ancora scarsi. Unica specie in positivo il Fanello osservato in gruppi più o meno numerosi nelle pianure. Passera scopaiola: ottima presenza in forma continuativa. Pispola: nella normalità. Allodola: buona presenza con movimento migratorio molto veloce anche a causa della ristrettezza delle zone a lui ospitali per la sosta. Storno: presenza più che abbondante. Beccaccia: notata in forma positiva durante la fase di abbassamento delle temperature nella prima decade di novembre. Beccaccino e Frullino: notati in modo discreto nelle zone a loro congeniali. Anatidi in generale: presenza buona in generale. Da sottolineare l’ottima presenza dell’Alzavola e, in dicembre, del Codone.

Sul Venerdì di Repubblica esce un'intervista al Presidente Nazionale Arcicaccia Sergio Sorrentino

La polemica tra cacciatori e animalisti arriva sulle prestigiose colonne del Venerdì di Repubblica, questa settimana in un’articolo di Giulia Costetti una buona panoramica della situazione. Da leggere il contributo di Don Pierino, parroco di Torre Maina nel modenese, attaccato dai fanatici per la sua passione per la caccia e l’opinione sul”argomento di Sergio Sorrentino, Presidente Nazionale Arcicaccia, che pur rispondendo fermamente agli animalisti, invita il “nemico” ad un tavolo di confronto civile.

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