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Luca Gironi

Luca Gironi

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Orso Marsicano: Dal Parco Nazionale d’Abruzzo un’apertura alla sinergia col mondo venatorio

(AGI) – Roma, 22 dic. – “Siamo interessati a costruire con i cacciatori un rapporto franco e leale, basato sull’assunzione di responsabilita’ da parte delle associazioni venatorie che possono partecipare, attraverso progetti concreti, alla salvaguardia dell’Orso bruno marsicano”. A dichiararlo e’ Antonio Carrara, presidente del Parco Nazionale di Lazio Abruzzo e Molise commentando l’articolo di Fulco Pratesi sul Corriere della Sera dedicato alla tutela di questa specie. “L’ottimo pezzo di Pratesi – continua Carrara – descrive con dati puntuali le principali cause d’estinzione degli orsi marsicani dagli anni ’70 ad oggi. La principale tra queste, anche se con numeri decrescenti rispetto al passato, e’ rappresentata dal bracconaggio, attivita’ illecita e illegale oltre che minacciosa per la biodiversita’. Cacciatori e bracconieri non sono la stessa cosa, come dimostra l’interlocuzione che abbiamo avviato negli ultimi anni con le associazioni venatorie tramite progetti condivisi basati su evidenze scientifiche e finalizzati alla compartecipazione dei cacciatori alla salvaguardia dell’orso marsicano. Tra le attivita’ possibili vi e’ certamente la minimizzazione dell’impatto dell’attivita’ venatoria nelle aree esterne al Parco, oltre al supporto nell’opposizione a chi, in quel mondo, non intende rispettare le regole. O ancora, sfruttare le conoscenze dei cacciatori dei territori in cui vive l’orso per operazioni di controllo, segnalazione e monitoraggio, fondamentali per prevenire la seconda grande causa di morte degli esemplari: l’avvelenamento. Qualche passo in questa direzione e’ stato gia’ compiuto – ha concluso Carrara – attraverso un protocollo d’intesa firmato con i rappresentanti delle principali associazioni venatorie nazionali e attraverso le attivita’ e il progetto sulla tutela dell’orso marsicano portato avanti dalla Fondazione UNA Onlus, che concilia al proprio interno rappresentanti del mondo ambientalista, venatorio e dei parchi. La direzione, che e’ quella della ricerca dell’equilibrio tra pratica venatoria legale e salvaguardia della biodiversita’ e’ gia’ tracciata, adesso bisogna passare dalle parole ai fatti”.

UNGULATI: LE CONCLUSIONI DEL CONVEGNO A SIENA CON L’INTERVENTO DEL DIRETTORE GENERALE DI CONFAGRICOLTURA MASTROBUONO

  • Pubblicato in Notizie

 

E’ oltre un milione e 100mila euro la stima dei danni agli agricoltori provocati da fauna selvatica nel 2016 in provincia di Siena, che supera di oltre 300mila euro i danni provocati nel 2015. I dati, al 30 novembre 2016, sono stati elaborati dall’Atc Siena e presentati venerdì nel corso del convegno “Caccia e agricoltura, convivenza di norma” organizzato dall’Unione Provinciale Agricoltori di Siena. Il 74% dei danni è stato provocato dai cinghiali, il 18% dai caprioli e il restante 8% da altre specie (daino, cervo, avifauna, storno).

“E questa è una stima sui danni effettivamente richiesti, senza considerare la miriade di danni che l’agricoltore non denuncia anche per senso di rassegnazione; raddoppiare questo milione di danni credo sia una stima molto realistica” ha commentato il presidente dell’Unione Agricoltori di Siena, Giuseppe Bicocchi.

All’incontro è intervenuto anche Marco Apollonio, professore dipartimento di zoologia genetica evoluzionistica dell’Università di Sassari, che ha sottolineato: “Una reale collaborazione con il mondo venatorio è l’unica soluzione possibile. Bisognerebbe introdurre dei distretti unici per la caccia al cinghiale e all’interno di questi delle comunità di cacciatori responsabili di queste zone”.

Tra i relatori anche il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli che ha evidenziato: “Non possiamo pensare che l’unica soluzione possano essere le recinzioni, specie in una campagna come la nostra!”.

All’incontro è intervenuto anche l’onorevole Luigi Dallai: “Sono emersi dati molto interessanti con carattere di scientificità a partire dai trend decennali di crescita della popolazione degli ungulati; aumentano i danni agli agricoltori così come gli incidenti stradali provocati da fauna selvatica. E’ un problema di cui dobbiamo farci carico rapidamente anche ampliando le modalità di controllo della selvaggina avute finora”.

“Meno leggi e più possibilità di pianificare territorialmente quell’equilibrio che dobbiamo cercare di raggiungere” ha evidenziato Luigi Mastrobuono, direttore generale di Confagricoltura, presente al convegno. “Oggi è emersa la necessita di costruire normative sulla base dei dati scientifici, in alternativa s’incapperebbe solo in burocrazia che a nulla giova” ha concluso il direttore dell’Unione agricoltori Siena, Gianluca Cavicchioli. (Fonte www.ladeadellacaccia.it)

COLDIRETTI UMBRIA: PER L'EMERGENZA CINGHIALI PROROGARE PERIODO DI CACCIA E PIÙ CONTROLLI NELLE AREE PROTETTE

 

Prorogare il periodo di caccia al cinghiale prossimo alla chiusura e programmare imminenti ed efficaci interventi di gestione e controllo all’interno delle aree protette di competenza, finalizzati a ridurre il numero dei cinghiali sul territorio. Queste le richieste del presidente della Coldiretti Umbria Albano Agabiti, contenute in una lettera inviata all’Assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini. Il proliferare incontrollato dei cinghiali in tutta la regione – sottolinea Coldiretti – preoccupa ancor più se si considera cosa avverrà nel prossimo periodo di stop alla caccia, con danni sempre più rilevanti a semine e raccolti. Solo con una più efficace attività di prevenzione e controllo si possono limitare i danni e di conseguenza gli indennizzi alle aziende agricole, esasperate per una situazione ormai insostenibile. L’invasione degli ungulati – afferma Coldiretti – provoca milioni di euro di danni alle coltivazioni e alle imprese agricole, ma si tratta di una problematica di tutta la collettività, come dimostrano anche i numerosi incidenti stradali a discapito della sicurezza dei cittadini, che, come successo recentemente a Terni, si trovano sempre più spesso a “tu per tu” con i cinghiali nei centri abitati. Anche i presidenti di Coldiretti Perugia e Terni, Luca Panichi e Massimo Manni, hanno scritto ai presidenti degli ATC umbri, per ribadire l’urgenza di una più efficace gestione e controllo della specie all’interno delle aree protette di competenza. Dal 2005 – ricorda Coldiretti – il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato, passando da 600.000 esemplari a oltre un milione nel 2015, anno in cui i danni alle produzioni hanno raggiunto complessivamente i 100 milioni di euro. In Umbria il numero di cinghiali negli ultimi 10 anni – stima Coldiretti – è passato da circa 25/30.000 a 75/80.000. Quella dei danni da fauna selvatica – conclude Coldiretti – è una questione che riguarda non solo l’economia del settore primario e che comporta, tra l’altro, il rischio di un progressivo abbandono delle campagne e di quelle zone montane dove l’agricoltura è un fattore determinante anche per il presidio ed il mantenimento dell’assetto idrogeologico e ambientale.

Il 29 – 30 aprile e 1 maggio 2017 A Longarone Fiere Dolomiti la 17^ edizione di “Caccia, Pesca & Natura”

Tutto pronto per gli appassionati di settore

Il Quartiere Fieristico di Longarone Fiere Dolomiti (Belluno) ospiterà nelle giornate di sabsato 3 e domenica 30 aprile e lunedì 1° maggio la 17^ edizione di “Caccia, Pesca e Natura”, Fiera nazionale di prodotti, attrezzature e servizi per la caccia e la pesca sportiva. La rassegna, uno degli appuntamenti nazionali più seguiti dagli appassionati del mondo venatorio, è pronta anche quest’anno a catalizzare l’attenzione delle aziende e degli appassionati di settore con un’esposizione che si conferma di altissimo interesse. Oltre alle armerie, sono attesi in fiera anche numerosi espositori stranieri, con la proposta di una gamma completa di prodotti, accessori e capi di abbigliamento tecnico in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza. “Caccia, Pesca e Natura” di Longarone sarà inoltre caratterizzata per la grande attenzione dedicata agli aspetti storici e culturali che accomunano da sempre l’attività venatoria e l’ambiente naturale della montagna.
Mostre naturalistiche e di collezionismo saranno come sempre abbinate agli spazi espositivi a carattere commerciale e promozionale: le realtà associative del mondo venatorio saranno poi come sempre presenti per far conoscere le loro attività. La manifestazione sarà inoltre caratterizzata per la grande attenzione dedicata agli aspetti storici e culturali che accomunano da sempre l’attività venatoria e l’ambiente naturale.
Ma l’appuntamento con “Caccia Pesca e Natura” è diventato imperdibile per la grande “Festa del Cacciatore”: un evento nell’evento, che vede protagoniste Istituzioni, Associazioni di settore e i Distretti Venatori montani. Oltre alle premiazioni e la consegna attestati per l’attività svolta, nell’ambito della Festa del Cacciatore la fanno da padrone le numerose degustazioni di piatti tipici a base di selvaggina: sono proprio questi elementi a caratterizzare la manifestazione di Longarone, un vero e proprio punto d’incontro fra cacciatori per stare insieme, scambiarsi esperienze di caccia in montagna e, perché no, organizzare le prossime uscite.
Numerosi e qualificati anche i tradizionali appuntamenti collaterali, che rendono la manifestazione ogni anno più attraente. Tra questi spicca la 15. edizione del Concorso Nazionale Open di Tassidermia, organizzato dall’Associazione Tassidermisti Italiani, che ha fatto del polo fieristico longaronese un punto di riferimento di levatura internazionale. Si ritroveranno a Longarone i migliori preparatori di tutta Italia, che daranno vita ad un’ampia esposizione alla quale saranno abbinati seminari di aggiornamento curati da esperti professionisti.
Si conferma di elevato interesse anche il settore della pesca sportiva, al quale viene riservata una specifica area espositiva nella quale saranno presenti le migliori aziende di settore e alcuni tra i più rappresentativi bacini di pesca della provincia di Belluno. Ai pescatori sportivi sono riservati anche due importanti appuntamenti outdoor: una gara di pesca alla trota fario ed una gara a squadre a spinning.
“Caccia, Pesca e Natura” 2017 si aprirà sabato 29 aprile alle ore 9.00, e manterrà per tutti e tre i giorni lo stesso orario, con la chiusura alle 19.

Longarone, dicembre 2016

FACE: Comunicato su influenza Aviaria e uccelli selvatici

“7.000.000 cacciatori in Europa hanno un ruolo chiave nel monitoraggio dello stato di salute della nostra fauna selvatica, in particolare nel riportare potenziali casi di influenza aviaria” Lo dice Face in una nota diffusa in queste ore. Che prosegue “Poiché l’influenza aviaria si sta diffondendo in tutta Europa” invitando i cacciatori a rimanere allertati e aumentare la sorveglianza, riportando alle autorità sanitarie nazionali preposte casi sospetti di malattia o di selvatici rinvenuti morti.

Gli uccelli infetti possono morire subito o mostrare una serie di segnali clinici (problemi respiratori, debolezza, cattive condizioni generali) mentre alcune specie, come le anatre, possono essere infette senza mostrare alcun segno di malattia.

FACE consiglia le organizzazioni venatorie di continuare a monitorare i programmi di sorveglianza della influenza aviaria e seguire attentamente altri sviluppi che potrebbero verificarsi; informare i cacciatori sulla influenza aviaria e sulla necessità di fare attenzione quando toccano gli uccelli .

Quelli che vengono in contatto con gli uccelli selvatici dovrebbero prendere appropriate precauzioni igieniche quando li maneggiano, prestando particolare attenzione a non toccare o mangiare selvaggina malata; lavarsi energicamente le mani dopo ogni attività; pulire meticolosamente i guanti, attrezzature e superfici in contatto con la selvaggina. Non mangiare, bere o fumare quando si maneggiano gli animali. Tutta la selvaggina dovrebbe essere cucinata scrupolosamente.

E’ importante notare che non è stato dimostrato che la caccia contribuisca a diffondere la malattia. Inoltre – sottolinea Face – le limitazione della caccia rimuoverebbero un metodo chiave di sorveglianza in tutta Europa.

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